LunedìCinema - Cineforum 2017 | 2018
    

 LA BELLE ÉPOQUE E IL CINEMA DI MAX OPHÜLS
I gioielli di Madame de... (1953)

 

Il cinema di Ophüls mette in scena, ancora una volta, i sentimenti e il gioco d’amore che con essi si consuma, dentro l’atteggiarsi delle convenzioni sociali di un’epoca che non sembra poter mai finire. Il suo cinema ne perpetua il racconto e se con il precedente La ronde aveva reso gioioso il suo controcanto all'amore eterno e con l’ancora precedente Lettera da una sconosciuta aveva raccontato la perdizione dell’amore in senso unidirezionale, con questo film del 1953 accomuna sotto un unico destino i due amanti protagonisti della vicenda.

Nella Parigi dei primi del secolo una giovane e piacente contessa, sposata ad un generale, è costretta a vendere dei gioielli per pagare un non meglio specificato debito. I due preziosi oggetti gireranno di mano in mano e torneranno da lei, ma ciò avverrà quando si sarà perdutamente innamorata di un diplomatico italiano che sarà sfidato a duello dal marito.

I gioielli di Madame de... (1953)Il racconto di Ophüls si fa ancora una volta 
ingannevole e se l’incipit da frivola operetta fa pensare ad una commedia sentimentale in cui si consumano i fuggevoli amori di una annoiata nobildonna, tra i pizzi e gli illusori balli dell’aristocrazia, il progredire della storia farà ingrigire i colori e la commedia scivolerà, nel volgere del suo breve apparire, nel melodramma e poi nella tragedia. L’eleganza e la leggerezza narrativa con cui il film si apre fa pensare ai giochi cinematografici di Lubitsch – è davvero un grande omaggio al maestro austriaco la sequenza delle innumerevoli porte che si aprono e si chiudono – ma nel suo proseguire I gioielli di madame de… mette in mostra tutta la poetica illusoria e pessimista del regista, vero e solitario demiurgo di questi scenari. (...)

È Danielle Darrieux a dare vita al complesso personaggio di madame de…, chiamata solo Luise nel film, la sua bellezza sfiorisce lentamente nel mal d’amore e sembra svuotarla di ogni forza e ogni speranza nell'escalation che il melodramma impone. Nel gioco a tre che la storia mette in scena i ruoli maschili, nel più puro e classico antagonismo amoroso, sono ricoperti da Charles Boyer il cinico marito, complice e carnefice ed egli stesso vittima delle regole sociali e non a caso generale di carriera, e da Vittorio De Sica, il maturo ed elegante diplomatico che troverà nel coraggio dell’amore la forza per superare il sacrificio.

Ophüls ordisce e tradisce ogni aspettativa ed è sempre geniale la brillante falsità del suo cinema. Gli scenari in cui si consumano le sue storie conservano sempre il piacevole sapore del tradimento della realtà, ma più ciò accade, più i suoi film si fanno racconto unico del sentimento della vita, e se si ricordano per la leggerezza del loro impianto che richiama una certa levità dell’esistenza, in realtà giocano sempre nel profondo per smentire a se stessi quell'approccio.

da: www.sentieriselvaggi.it


 
 

 

   Scheda film  

       I gioielli di Madame de...  
     
TITOLO ORIGINALE Madame de...  
PRODUZIONE Francia, Italia  
ANNO 1953  
DURATA 100'   
COLORE B/N  
AUDIO Sonoro Mono  
RAPPORTO 1,37 : 1  
GENERE Drammatico, sentimentale  
REGIA Max Ophüls     


INTERPRETI E PERSONAGGI

 
  • Danielle Darrieux: contessa Luisa de
  • Charles Boyer: generale André
  • Vittorio De Sica: Fabrizio Donati
  • Jean Debucourt: Rémy, il gioielliere
 

DOPPIATORI
ITALIANI
  • Anna Proclemer: Danielle Darrieux
  • Roldano Lupi: Charles Boyer
 
SCENEGGIATURA Marcel Achard, Annette Wademant, Max Ophüls  
FOTOGRAFIA Christian Matras  
MONTAGGIO Boris Lewyn  
MUSICHE Georges van Parys  
SCENOGRAFIA Jean d'Eaubonne  
     
       

  

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