8 > 26 ottobre 2016 | Riva del Garda

Il viaggio 


Alex
Cattoi  >  Mattia Maldonado
Matthias Sieff  >  Alberto Palasgo
Annamaria Targher  > Gianluigi Zeni

 

Mostre 2016


Il viaggio


I diversi modi di intendere e vedere il viaggio vengono presentati dagli artisti protagonisti di questo evento espositivo tutto da scoprire e da vedere.
Pittura e scultura si incontrano, con varie tecniche, lungo un percorso immaginario.

Gli artisti di questo evento sono:

Alex Cattoi -  Vescovo delle lucertole (2012 - 2013)

 
Il link al sito internet dell’artista:
 
www.alexcattoi.com
  Alex Cattoi

Dopo aver conseguito nel 2004 il diploma in arti grafiche all'istituto d'arte "F. Depero" di Rovereto, la mia ricerca trova la sua ispirazione nelle forme della natura, della terra, dell'immaginario legato alle civiltà antiche e a mondi ormai scomparsi, sperimentando diverse tecniche artistiche e diversi tipi di materiali.
Sconfinando tra le due e le tre dimensioni, cioè tra la pittura, il segno grafico e la plasticità, creo il mio presente.
Le forme ieratiche che rappresento sintetizzano e aggregano le etnie archetipiche dei popoli contemporanei e del passato, traendo spunto da usi e tradizioni di comunità lontane e dei nostri antenati.
Rifacendomi non solo a civiltà terresti, ma immaginando creature e forme di altri pianeti, sconosciuti alla mente dell'uomo, desidero porre ancora una volta la fatidica domanda che tanto angosciò gli artisti del passato: "Da dove veniamo?".
I miei colori, sbiaditi e graffiati, alludono all'inesorabile trascorrere del tempo, al perpetuo moto del mondo, che  rimanda all'unità del tutto, la quale si dispiega tuttavia nella molteplicità delle trasformazioni cicliche, per tornare sempre in se stessa. L'evoluzione e il cambiamento sono rappresentati dal logorio della materia, che assume connotazioni simili al bronzo, un materiale che in fase d'ossidazione vira verso tonalità verdastre.
Sperimentando diversi metodi di finitura, mi oriento in particolare verso il bitume di Giudea, un composto chimico che nell'Ottocento (1826) fu utilizzato come supporto per lo sviluppo della prima fotografia eliografica. Questo composto liquido venne anche
adoperato nel restauro e nella liuteria come colorante.
Le figure arcane che rappresento evocano il mondo enigmatico dell'archeologia, ove forme ricorrenti cercano risposte al mistero della vita. 

 

Mattia Maldonado

(...) Giovane artista, con all'attivo una notevole formazione scientifica, che dal confronto con il mondo della materia trae il vero alimento ispiratore per la sua sagace ricerca. L’artista si rivela un effettivo sperimentatore che saggia la potenzialità di diversi materiali di ricupero, di varia conformazione con i quali crea le sue fantasiose forme.
Assai pertinenti a riguardo le riflessioni sul pittore espresse dal critico Marlene Kostner: “...C’ è una forte armonia nella densa manipolazione degli elementi materici. La carica emozionale che muove con dinamicità il gesto istintivo dell’artista nel momento dell’azione, è il continuo desiderio di nuovo stupore. Maldonado impasta il colore direttamente sul supporto lavorativo, intervenendo molto spesso con materiali di scarto, ai quali da un valore scultoreo”.
Nella pittura di Maldonado la materiacolore è il tutto, è l’eterno movimento che l’artista deve interpretare e riportare alla luce senza mediazioni, allusioni prestabilite. Quindi una pittura che in primo luogo emerge, risale e quindi si mostra come realtà visibile e percepibile ai sensi.
Il suo processo è più importante della sua conclusione, del resto sempre apparente e in divenire. Lo spettacolo della materia, dei suoi processi generativi e nucleari stimola Maldonado, lo convince che per queste strade passa una singolare sfida alla pittura, non più chiusa entro i limiti della sociologia, come del racconto o del rivestimento geometrico, ma aperta alla continua evoluzione che nel micro come nel macro rivela inaspettate e meravigliose assonanze. (da: Artecultura 02/2015)
    Mattia Maldonado - Senza titolo (2013)


Matthias Sieff - Orso rosso (2009)










I
Il link al sito internet dell’artista:
www.sieffmatthias.it
   

Matthias Sieff

Nato a Cavalese il 22 aprile 1982 e residente a Mazzin (TN) tra le Dolomiti della Val di Fassa.
Ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte, di Scultore del legno e la Laurea in Arti Applicate.Dal 1996 al 1999 frequenta L’Istituto d’Arte a Pozza di Fassa, dal 1999 al 2002 la Scuola per aspiranti scultori a Selva di Val Gardena seguendo anche i corsi serali di plastica e disegno col Prof Tone Da Cudan. Dal 2002 al 2006 è studente all’Università di Arti Applicate di Vienna sezione scultura, è seguito dalla Prof.ssa Gerda Fassel con la quale si laurea il 30 giugno 2006 con ottimi voti.
E’ cresciuto e vive nelle Dolomiti. La monumentalità e il carattere di questo ambiente montuoso lo ha sempre affascinato dandogli una forte impronta fin dall'infanzia. Le Dolomiti hanno un carattere ben preciso, un’imponenza, una dominanza su ciò che le circonda: sembrano quasi fendere l’aria e farsi spazio in essa. Questi elementi si ritrovano nelle sue sculture.
Spesso Matthias si ispira ai Moai dell’Isola di Pasqua. Tali colossi hanno lo stesso carattere e freddezza delle Dolomiti, così come la sfinge egizia che si trova innanzi alle Piramidi. Consapevolmente egli rappresenta le sue figure in una posizione statica, in modo che la monumentalità sia ancora più marcata.
La problematica delle forme corporee è importante per l’artista poiché la raffigurazione del corpo deve oltrepassare le proporzioni ma le forme devono comunque essere sempre in simbiosi tra loro e basarsi sulla natura umana. Le forme sono semplificate e geometrizzate ma rimangono sempre ancora organiche. Un passo per trovare nelle figure la giusta tensione.
Utilizza sempre materiali che al contrario di tante forme d’arte attuali, diano una spiccata durabilità nel tempo.
Le opere vengono sempre cromate con colori molto coprenti e brillanti, in modo che anche la superficie esterna assuma la sua importanza, quasi fosse un abito.

 


Alberto Palasgo

Alberto Palasgo nasce a Noale il 31 Luglio 1989 e sin da piccolo frequenta l’ambiente dell’arte seguendo il padre pittore, Diego Palasgo, nelle sue collaborazioni con prestigiose gallerie e fiere nazionali ed internazionali. Inizialmente affascinato dalla potenza dell’arte informale ne fu poi, crescendo, influenzato prima che nella produzione artistica nella vita stessa. Infatti, ciò che sempre più suscitava interesse nel giovane ragazzo, non erano tanto i risultati estetici ottenuti dai processi artistici informali, quindi l’espresso, ma l’atteggiamento ri-creativo che si muove al di là della volontà di espressione e di rappresentazione.
Forse è proprio questo il filo conduttore di tutti i suoi lavori e ciò che gli ha permesso nei primi anni della sua ancora giovane carriera (2009 -2012), di ottenere riconoscimenti in diversi concorsi nazionali.

Le opere di Alberto Palasgo sono oggi esposte presso la prestigiosa galleria “Luce” a Venezia e, come segno del destino, proprio al fianco di quei grandi artisti che hanno determinato la direzione della sua ricerca artistica e con i quali le sue opere sembrano dialogare ( tra i quali Guidi,  Afro, Saetti, Santomaso, Vedova e Music).



  Alberto Palasgo (2015)


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Il link al sito internet dell’artista: 
www.albertopalasgo.it

Annamaria Targher - Obsession mit dem Berg: persönlichen kulturellen Horizont, 1° (2016)






I
Il link al sito internet dell’artista: 
www.annamariatargher.it

 

 
Annamaria Targher

Nasce a Trento nel 1974. Nel ’93 si diploma all’Istituto d’Arte “A. Vittoria” di Trento, sezione Decorazione Pittorica. 
Nella stessa città, frequenta per un biennio la Facoltà di Sociologia, per iscriversi nel ’95 all’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” di Verona dove nel 2000, dopo aver ottenuto borse di studio presso l'Università di Augsburg (1997) e l'Autònoma di Barcelona (1998), si diploma con lode discutendo una tesi su Hermann Nitsch ed il gruppo Wiener Aktionismus.
A Verona, nel 2005, si laurea con il massimo del punteggio in Scienze dei Beni Culturali, con una tesi in Botanica Generale inerente la presenza di una collezione di piante succulente in una struttura pubblica trentina.

I dipinti di Annamaria Targher possono essere paragonati a delle speciali tavole delle ansietà e dei desideri: nel groviglio di linee si intravedono figure più o meno consistenti, che in qualche modo ci danno la misura della precarietà e insieme dell'inesauribile ricchezza del nostro universo interiore. Ci troviamo di fronte ad una pittura che è maturata all'ombra di un impegno culturale notevole e di un confronto continuo con le ricerche artistiche contemporanee. Non è certo questa una pittura improvvisata, ma nemmeno una pittura che vuole “posare” per essere ammirata nella sua ricercatezza: è un vero e proprio laboratorio conoscitivo nel quale non mancano suggestioni coinvolgenti. (Mario Cossali, Scacco Matto, Novembre 2006)



Gianluigi Zeni

… lavoro il legno con passione, ed è questa passione che si trasforma in arte.

Seppur diplomato alla scuola d’arte di Pozza di Fassa, decido di continuare a seguire le impronte di mio padre lavorando insieme a lui in bottega e continuando così a perfezionare la mia tecnica. Maturata la giusta padronanza di questo materiale, decido di allontanarmi dalla linea classica di mio padre e di inoltrarmi in un sentiero di ricerca della mia personalità artistica. È così che, spinto da questo spirito innovativo, decido di esprimere con la mia scultura delle tematiche di attualità.
Con una rinnovata visione artistica e con tanta sete di imparare, decido di affinare ulteriormente tecniche e conoscenza frequentando l’Accademia di Belle Arti a Verona. Qui imparo in maniera più approfondita la storia dell’arte, l’utilizzo dei colori e la lavorazione di altri materiali.
Durante gli anni di apprendimento accademico, rimango particolarmente colpito dalla forza espressiva dei graffiti dai quali trovo ispirazione e ne utilizzo la particolare semplicità e forza che riescono a trasmettere per farne uso proprio nelle mie sculture. Al centro della mia corrente artistica prende così forma una linea di forte critica verso il dilagante inquinamento sociale e naturale e ai problemi ad esso correlati.
Attualmente vivo e lavoro a Mezzano di Primiero dove, avvolto da natura e montagne, vivo il lento trascorrere dei giorni con la passione per il mio lavoro.
È dal quieto vivere tra le montagne, amiche di gioco e severe maestre, che trovo una sempre nuova spinta per creare, crescere e divertirmi con questa mia grande passione.

  Gianluigi Zeni - Fragili amori

Il link al sito internet dell’artista: 
www.gianluigizeni.com

 

Il Viaggio    Riva del Garda
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
8 > 26 ottobre 2016
tutti i giorni 10.00 > 13.30 e 15.00 > 18.30
Ingresso libero


Inaugurazione sabato 8 ottobre ore 18.00
presso la Sala Civica «G. Craffonara»

 

Alcune immagini della mostra e dell'inaugurazione...

  

 

 

Informazioni aggiuntive