La Firma Cinema

LunedìCinema Cineforum 2016 | 2017


Il buon cinema non ha età
 

Carissimi,

con l'inizio dell'autunno torna la stagione del cineforum. Cinque anni fa abbiamo scommesso su un'idea forte: "il buon cinema non ha età". Eravamo convinti, allora come ora, che offrire al pubblico "vecchi" film - che fossero film classici, film dimenticati o semplicemente film poco visti - fosse un dovere e un piacere. Un dovere perché il cinema è una “macchina” (arte e industria) che ha attraversato il "secolo breve" testimoniandone orrori e misfatti e preservare la memoria di quel cinema è un imperativo a cui non dobbiamo sottrarci. Un piacere perché il cinema - unica tra le arti del Novecento - ha saputo anche rappresentare “un senso di felicità, di largo respiro, del semplice fatto di essere fortunati di vivere e di vederci chiaro… la possibilità di essere umani sulla terra”, come dice un critico che amo molto. 

Quest’anno abbiamo un ricco programma che prevede un'anteprima all'inizio di ottobre con due film proiettati in biblioteca che hanno come soggetto principale proprio i libri; perché forse il vecchio luogo comune (“il libro è sempre meglio del film”) è passato un po’ di moda e bisogna guardare con maggior serenità ai momenti di convergenza di questi due mezzi espressivi. 

Proprio per questo abbiamo voluto iniziare il cineforum vero e proprio omaggiando una grande scrittrice di gialli, Patricia Highsmith con quattro pellicole tratte da suoi romanzi. A dimostrazione che dalla carta stampata si possono trarre cose molto buone ma anche molto diverse tra loro, avrete modo di vedere tre film che hanno come protagonista lo stesso affascinante personaggio creato dalla Highsmith: Tom Ripley.  

Proseguiremo aggirando un cinquantesimo non ancora giunto! Dedicheremo infatti un piccolo trio di film al 1968, anno che ha rivoluzionato il nostro modo di pensare e di vedere il cinema: ecco allora i film che hanno anticipato e accompagnato l’insorgere del ’68 in Europa dalla Francia, passando per l’Italia per finire all'Inghilterra.

Da qualche anno il cinema italiano riscontra un notevole successo nei festival internazionali con una serie di film - etichettati come “cinema del reale” - che fanno incetta di premi ma che poi vengono visti ben poco sui nostri schermi. Gianfranco Rosi, Michelangelo Frammentino, Andrea Segre, Pietro Marcello, Alina Marazzi sono registi che partecipano ai Festival di Cannes, di Venezia, di Locarno e che a volte riportano il Leone d’Oro o l’Orso d’oro (come è accaduto di recente a Rosi) ma che spesso il pubblico non ha mai sentito nominare. Fanno un cinema che sta a metà strada tra finzione e documentario e che spesso si rifà stilisticamente al neorealismo oppure a importanti documentaristi quali Vittorio De Seta. Avrete modo di apprezzare quattro di questi film, molto lontani tra loro, ma accomunati da questa attenzione alla realtà italiana.

A febbraio affiancheremo le celebrazioni che il comune di Arco dedicherà ai 60 anni dalla morte di Giovanni Caproni con un ciclo di film dedicati ai pionieri dell'aeronautica da Amelia Earhart fino a Charles Lindbergh.

Concluderemo infine con un ciclo dedicato al più grande attore italiano, Marcello Mastroianni, a vent’anni dalla sua scomparsa. E lo faremo con quattro film che toccano i lati più comici (ma anche malinconici) della sua carriera…

Auguro a tutti molte “buone visioni”!
Ludovico Maillet 

 

lunedìcinemacineforum  

  PROGRAMMA  2016 | 2017

          
    LA BIBLIOTECA NEI FILM - Aspettando il Cineforum...       
         
Biblioteca Civica lunedì 3 ottobre Fahrenheit 451 (1953) di François Truffaut    
lunedì 10 ottobre Al centro dell'uragano (1956) di Daniel Taradash    
       
       
         
         
    PATRICIA HIGHSMITH: LA SIGNORA DEL GIALLO    
         
 RIVA DEL GARDA lunedì 17 ottobre  Delitto per delitto (1951) di Alfred Hitchcock    
  lunedì 24 ottobre Delitto in pieno sole (1960) di René Clément    
  martedì 8 novembre
Il ritorno di Mr. Ripley (2005) di Roger Spottiswoode    
  lunedì 14 novembre Il gioco di Ripley (2002) di Liliana Cavani    
         
    ASPETTANDO IL '68...
(a quasi cinquant'anni da una rivoluzione culturale)
   
         
 ARCO lunedì 21 novembre  I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio    
  lunedì 28 novembre Gioventù, amore e rabbia (1962) di Tony Richardson    
  martedì 6 dicembre
Il maschio e la femmina (1966) di Jean-Luc Godard    
         
    IL NUOVO CINEMA ITALIANO DEL REALE    
         
 RIVA DEL GARDA lunedì 9 gennaio Le meraviglie (2014) di Alice Rohrwacher    
  lunedì 16 gennaio Sacro GRA (2013) di Gianfranco Rosi    
  martedì 24 gennaio
Le quattro volte (2010) di Michelangelo Frammartino    
  lunedì 30 gennaio Teorema Venezia (2012) di Andreas Pichler    
         
    PIONIERI DEL VOLO
(progetto speciale nell'ambito di Caproni.60)
   
         
 ARCO lunedì 6 febbraio L'aquila solitaria (1957) di Nilly Wilder    
  martedì 14 febbraio
Amelia (2009) di Mira Nair    
  lunedì 20 febbraio Le ali delle aquile (1957) di John Ford    
  lunedì 27 febbraio Il trapezio della vita (1958) di Douglas Sirk    
         
    VENT'ANNI SENZA MARCELLO!    
         
 RIVA DEL GARDA lunedì 13 marzo Niente di grave, suo marito è incinto (1973) di Jaques Demy    
  lunedì 20 marzo Ginger e Fred (1985) di Federico Fellini    
  lunedì 27 marzo Marcello Mastroianni, mi ricordo, sì io mi ricordo (1997) di Anna Maria Tatò    
  lunedì 3 aprile Divorzio all'italiana (1961) di Pietro Germi    
         
         

  

Comune di Riva del Garda

Comune di Riva del Garda

       
Comune di Arco 

 Comune di Arco

Inizio proiezioni ore 21.00

Riva del Garda - Auditorium del Conservatorio
Arco - Palazzo dei Panni

Il programma può subire variazioni

 

Federazione Italiana Cineforum



La Firma Cinema

Ingresso con tessera FIC
(tranne le prime due proiezioni in Biblioteca)
euro 12.00 valida per l'intera stagione

euro 5.00 per gli studenti fino a 25 anni
Il tesseramento è possibile anche la sera delle proiezioni
prima dell'ingresso in sala

 Per informazioni:
 
Comune di Riva del Garda
Unità Operativa Atttività Culturali, Sport e Turismo
Telefono 0464 573918
www.comune.rivadelgarda.tn.it



Comune di Arco
Servizio Attività Culturali
Telefono 0464 583619
www.comune.arco.tn.it

 

 

 

8 > 26 ottobre 2016 | Riva del Garda

Il viaggio 


Alex
Cattoi  >  Mattia Maldonado
Matthias Sieff  >  Alberto Palasgo
Annamaria Targher  > Gianluigi Zeni

 

Mostre 2016


Il viaggio


I diversi modi di intendere e vedere il viaggio vengono presentati dagli artisti protagonisti di questo evento espositivo tutto da scoprire e da vedere.
Pittura e scultura si incontrano, con varie tecniche, lungo un percorso immaginario.

Gli artisti di questo evento sono:

Alex Cattoi -  Vescovo delle lucertole (2012 - 2013)

 
Il link al sito internet dell’artista:
 
www.alexcattoi.com
  Alex Cattoi

Dopo aver conseguito nel 2004 il diploma in arti grafiche all'istituto d'arte "F. Depero" di Rovereto, la mia ricerca trova la sua ispirazione nelle forme della natura, della terra, dell'immaginario legato alle civiltà antiche e a mondi ormai scomparsi, sperimentando diverse tecniche artistiche e diversi tipi di materiali.
Sconfinando tra le due e le tre dimensioni, cioè tra la pittura, il segno grafico e la plasticità, creo il mio presente.
Le forme ieratiche che rappresento sintetizzano e aggregano le etnie archetipiche dei popoli contemporanei e del passato, traendo spunto da usi e tradizioni di comunità lontane e dei nostri antenati.
Rifacendomi non solo a civiltà terresti, ma immaginando creature e forme di altri pianeti, sconosciuti alla mente dell'uomo, desidero porre ancora una volta la fatidica domanda che tanto angosciò gli artisti del passato: "Da dove veniamo?".
I miei colori, sbiaditi e graffiati, alludono all'inesorabile trascorrere del tempo, al perpetuo moto del mondo, che  rimanda all'unità del tutto, la quale si dispiega tuttavia nella molteplicità delle trasformazioni cicliche, per tornare sempre in se stessa. L'evoluzione e il cambiamento sono rappresentati dal logorio della materia, che assume connotazioni simili al bronzo, un materiale che in fase d'ossidazione vira verso tonalità verdastre.
Sperimentando diversi metodi di finitura, mi oriento in particolare verso il bitume di Giudea, un composto chimico che nell'Ottocento (1826) fu utilizzato come supporto per lo sviluppo della prima fotografia eliografica. Questo composto liquido venne anche
adoperato nel restauro e nella liuteria come colorante.
Le figure arcane che rappresento evocano il mondo enigmatico dell'archeologia, ove forme ricorrenti cercano risposte al mistero della vita. 

 

Mattia Maldonado

(...) Giovane artista, con all'attivo una notevole formazione scientifica, che dal confronto con il mondo della materia trae il vero alimento ispiratore per la sua sagace ricerca. L’artista si rivela un effettivo sperimentatore che saggia la potenzialità di diversi materiali di ricupero, di varia conformazione con i quali crea le sue fantasiose forme.
Assai pertinenti a riguardo le riflessioni sul pittore espresse dal critico Marlene Kostner: “...C’ è una forte armonia nella densa manipolazione degli elementi materici. La carica emozionale che muove con dinamicità il gesto istintivo dell’artista nel momento dell’azione, è il continuo desiderio di nuovo stupore. Maldonado impasta il colore direttamente sul supporto lavorativo, intervenendo molto spesso con materiali di scarto, ai quali da un valore scultoreo”.
Nella pittura di Maldonado la materiacolore è il tutto, è l’eterno movimento che l’artista deve interpretare e riportare alla luce senza mediazioni, allusioni prestabilite. Quindi una pittura che in primo luogo emerge, risale e quindi si mostra come realtà visibile e percepibile ai sensi.
Il suo processo è più importante della sua conclusione, del resto sempre apparente e in divenire. Lo spettacolo della materia, dei suoi processi generativi e nucleari stimola Maldonado, lo convince che per queste strade passa una singolare sfida alla pittura, non più chiusa entro i limiti della sociologia, come del racconto o del rivestimento geometrico, ma aperta alla continua evoluzione che nel micro come nel macro rivela inaspettate e meravigliose assonanze. (da: Artecultura 02/2015)
    Mattia Maldonado - Senza titolo (2013)


Matthias Sieff - Orso rosso (2009)










I
Il link al sito internet dell’artista:
www.sieffmatthias.it
   

Matthias Sieff

Nato a Cavalese il 22 aprile 1982 e residente a Mazzin (TN) tra le Dolomiti della Val di Fassa.
Ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte, di Scultore del legno e la Laurea in Arti Applicate.Dal 1996 al 1999 frequenta L’Istituto d’Arte a Pozza di Fassa, dal 1999 al 2002 la Scuola per aspiranti scultori a Selva di Val Gardena seguendo anche i corsi serali di plastica e disegno col Prof Tone Da Cudan. Dal 2002 al 2006 è studente all’Università di Arti Applicate di Vienna sezione scultura, è seguito dalla Prof.ssa Gerda Fassel con la quale si laurea il 30 giugno 2006 con ottimi voti.
E’ cresciuto e vive nelle Dolomiti. La monumentalità e il carattere di questo ambiente montuoso lo ha sempre affascinato dandogli una forte impronta fin dall'infanzia. Le Dolomiti hanno un carattere ben preciso, un’imponenza, una dominanza su ciò che le circonda: sembrano quasi fendere l’aria e farsi spazio in essa. Questi elementi si ritrovano nelle sue sculture.
Spesso Matthias si ispira ai Moai dell’Isola di Pasqua. Tali colossi hanno lo stesso carattere e freddezza delle Dolomiti, così come la sfinge egizia che si trova innanzi alle Piramidi. Consapevolmente egli rappresenta le sue figure in una posizione statica, in modo che la monumentalità sia ancora più marcata.
La problematica delle forme corporee è importante per l’artista poiché la raffigurazione del corpo deve oltrepassare le proporzioni ma le forme devono comunque essere sempre in simbiosi tra loro e basarsi sulla natura umana. Le forme sono semplificate e geometrizzate ma rimangono sempre ancora organiche. Un passo per trovare nelle figure la giusta tensione.
Utilizza sempre materiali che al contrario di tante forme d’arte attuali, diano una spiccata durabilità nel tempo.
Le opere vengono sempre cromate con colori molto coprenti e brillanti, in modo che anche la superficie esterna assuma la sua importanza, quasi fosse un abito.

 


Alberto Palasgo

Alberto Palasgo nasce a Noale il 31 Luglio 1989 e sin da piccolo frequenta l’ambiente dell’arte seguendo il padre pittore, Diego Palasgo, nelle sue collaborazioni con prestigiose gallerie e fiere nazionali ed internazionali. Inizialmente affascinato dalla potenza dell’arte informale ne fu poi, crescendo, influenzato prima che nella produzione artistica nella vita stessa. Infatti, ciò che sempre più suscitava interesse nel giovane ragazzo, non erano tanto i risultati estetici ottenuti dai processi artistici informali, quindi l’espresso, ma l’atteggiamento ri-creativo che si muove al di là della volontà di espressione e di rappresentazione.
Forse è proprio questo il filo conduttore di tutti i suoi lavori e ciò che gli ha permesso nei primi anni della sua ancora giovane carriera (2009 -2012), di ottenere riconoscimenti in diversi concorsi nazionali.

Le opere di Alberto Palasgo sono oggi esposte presso la prestigiosa galleria “Luce” a Venezia e, come segno del destino, proprio al fianco di quei grandi artisti che hanno determinato la direzione della sua ricerca artistica e con i quali le sue opere sembrano dialogare ( tra i quali Guidi,  Afro, Saetti, Santomaso, Vedova e Music).



  Alberto Palasgo (2015)


I
Il link al sito internet dell’artista: 
www.albertopalasgo.it

Annamaria Targher - Obsession mit dem Berg: persönlichen kulturellen Horizont, 1° (2016)






I
Il link al sito internet dell’artista: 
www.annamariatargher.it

 

 
Annamaria Targher

Nasce a Trento nel 1974. Nel ’93 si diploma all’Istituto d’Arte “A. Vittoria” di Trento, sezione Decorazione Pittorica. 
Nella stessa città, frequenta per un biennio la Facoltà di Sociologia, per iscriversi nel ’95 all’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” di Verona dove nel 2000, dopo aver ottenuto borse di studio presso l'Università di Augsburg (1997) e l'Autònoma di Barcelona (1998), si diploma con lode discutendo una tesi su Hermann Nitsch ed il gruppo Wiener Aktionismus.
A Verona, nel 2005, si laurea con il massimo del punteggio in Scienze dei Beni Culturali, con una tesi in Botanica Generale inerente la presenza di una collezione di piante succulente in una struttura pubblica trentina.

I dipinti di Annamaria Targher possono essere paragonati a delle speciali tavole delle ansietà e dei desideri: nel groviglio di linee si intravedono figure più o meno consistenti, che in qualche modo ci danno la misura della precarietà e insieme dell'inesauribile ricchezza del nostro universo interiore. Ci troviamo di fronte ad una pittura che è maturata all'ombra di un impegno culturale notevole e di un confronto continuo con le ricerche artistiche contemporanee. Non è certo questa una pittura improvvisata, ma nemmeno una pittura che vuole “posare” per essere ammirata nella sua ricercatezza: è un vero e proprio laboratorio conoscitivo nel quale non mancano suggestioni coinvolgenti. (Mario Cossali, Scacco Matto, Novembre 2006)



Gianluigi Zeni

… lavoro il legno con passione, ed è questa passione che si trasforma in arte.

Seppur diplomato alla scuola d’arte di Pozza di Fassa, decido di continuare a seguire le impronte di mio padre lavorando insieme a lui in bottega e continuando così a perfezionare la mia tecnica. Maturata la giusta padronanza di questo materiale, decido di allontanarmi dalla linea classica di mio padre e di inoltrarmi in un sentiero di ricerca della mia personalità artistica. È così che, spinto da questo spirito innovativo, decido di esprimere con la mia scultura delle tematiche di attualità.
Con una rinnovata visione artistica e con tanta sete di imparare, decido di affinare ulteriormente tecniche e conoscenza frequentando l’Accademia di Belle Arti a Verona. Qui imparo in maniera più approfondita la storia dell’arte, l’utilizzo dei colori e la lavorazione di altri materiali.
Durante gli anni di apprendimento accademico, rimango particolarmente colpito dalla forza espressiva dei graffiti dai quali trovo ispirazione e ne utilizzo la particolare semplicità e forza che riescono a trasmettere per farne uso proprio nelle mie sculture. Al centro della mia corrente artistica prende così forma una linea di forte critica verso il dilagante inquinamento sociale e naturale e ai problemi ad esso correlati.
Attualmente vivo e lavoro a Mezzano di Primiero dove, avvolto da natura e montagne, vivo il lento trascorrere dei giorni con la passione per il mio lavoro.
È dal quieto vivere tra le montagne, amiche di gioco e severe maestre, che trovo una sempre nuova spinta per creare, crescere e divertirmi con questa mia grande passione.

  Gianluigi Zeni - Fragili amori

Il link al sito internet dell’artista: 
www.gianluigizeni.com

 

Il Viaggio    Riva del Garda
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
8 > 26 ottobre 2016
tutti i giorni 10.00 > 13.30 e 15.00 > 18.30
Ingresso libero


Inaugurazione sabato 8 ottobre ore 18.00
presso la Sala Civica «G. Craffonara»

 

Alcune immagini della mostra e dell'inaugurazione...

  

 

 

 

 

Riva del Garda 17 settembre > 05 ottobre 2016

Gerald Moroder 
Sculture

 

Mostre 2016

Saranno le sculture del gardenese Gerald Moroder le protagoniste del nuovo evento espositivo nella sala civica «Giuseppe Craffonara» di Riva del Garda. 
 

Gerald Moroder - Sculture

La mostra rimane aperta da sabato 17 settembre fino al 5 ottobre. Ingresso libero.
Inaugurazione sabato 17 settembre ore 18.00

Le sculture sottili e smaterializzate di Gerald Moroder sono costituite della stessa roccia rossa di porfido del Monte Rasciesa, alle cui pendici sorge Ortisei.
Gerald MoroderIn questa sua ricerca sono i materiali di terra a essere posti in primo piano, quasi privilegiati per la loro intatta forza d’urto con l’immagine della realtà e dell’uomo contemporaneo. Con la terra, la pietra, l’impasto di legno lo scultore vuole fare un’esperienza ogni volta diversa, pervaso dagli umori che si possono raccogliere dentro la natura produttiva del suo esistere.

Attraverso queste materie antiche egli si ostina a cercare una configurazione che corrisponda al senso di una frattura con il mondo, o di una ferita, o di una lacerazione con l’esistente da colmare con un abbraccio. Per lo scultore l’importante è non sentirsi escluso dal desiderio di appartenere alla terra madre, di entrare nel suo magma e di risalire fino al cielo, portando l’opera dall’impurità terrestre alla purezza celeste, e viceversa dalla purezza dell’idea all’impurità del linguaggio.

In un ideale vortice circolare, le figure magre e longilinee modellate dall’artista sono dei fotogrammi dello stesso uomo colto in fasi successive di smaterializzazione corporea che vuole approdare a una forma di levità, di dissolvenza, di intangibilità dell’essere. La frantumazione della materia si oppone alle leggi della gravità, la torsione del corpo si riflette in un fremito verso l’alto, traducendo l’anelito verso un’entità superiore

Formatosi all'Istituto Statale d'arte di Ortisei, alla Scuola professionale a Selva Gardena e dopo aver trascorso un periodo di apprendistato presso vari maestri scultori, oggi Gerald Moroder è uno scultore affermato che è stato protagonista di numerose mostre e ha ottenuto numerosi premi a livello nazionale e internazionale.

 

 

  Gerald Moroder  Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
tutti i giorni 10.00 > 13.30 e 15.00 > 17.30
Ingresso libero

Inaugurazione sabato 17 settembre ore 18.00
presso la Sala Civica «G.
Craffonara»

   

 

Alcune immagini della mostra e dell'inaugurazione

  

 

 


QUANDO IL GARDA ERA UN MARE

La magnifica avventura della «Bertolazzi Film»


31 agosto > 27 settembre 2016
Centro Culturale Claudio Trevi  - Bolzano

 

 

 

Quando il Garda era un mare

L'EPOPEA DEI PIRATI DEL GARDA RIVIVE A BOLZANO IN UNA MOSTRA E IN UN LIBRO DEDICATI A WALTER BERTOLAZZI, EX GESTORE DEL CINEMA CORSO

Il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda fa rivivere attraverso una mostra e un documentario l'avventura della “Bertolazzi Film” di Peschiera del Garda. Da questa “Cinecittà sul lago” negli anni Sessanta iniziò la carriera di Fabio Testi. Poster e cimeli storici saranno esposti dal 31 agosto al 27 settembre presso il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano.

Il lago di Garda trasformato nel mare dei Caraibi. Accadeva negli anni Sessanta quando a Peschiera del Garda erano attivi dei veri e propri “studios” galleggianti che per quasi un decennio ospitarono produzioni cinematografiche e televisive. Protagonista di questa straordinaria avventura fu Walter Bertolazzi, ex gestore del Cinema Corso di Bolzano, che a partire dal 1959 allestì una vera e propria flotta di navi d'epoca che servivano da set per film di ambiente piratesco. Affascinati da questa vicenda Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet hanno lavorato ad un progetto per riportare alla luce e far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia del cinema rimasta per troppi anni chiusa nei cassetti.

Qualdo il Garda era un mareDopo essere stata ospitata nei mesi scorsi anche nella prestigiosa sede della Casa del Cinema di Roma, ora l'esposizione approda, su iniziativa dell'Assessorato alla Cultura Italiana della Provincia di Bolzano, nel capoluogo altoatesino presso il Centro Culturale Claudio Trevi dal 31 agosto al 27 settembre. 


MERCOLEDI' 31 AGOSTO, alle ore 16.00,
in occasione dell'inaugurazione della mostra sarà presentato in prima assoluta il volume appena dato alle stampe e proiettato il documentario “Quando il Garda era un mare” che in sessanta minuti ripercorre la storia delle "Bertolazzi Film" attraverso una serie di testimonianze. Innanzitutto la viva voce di Walter Bertolazzi che in un’intervista rilasciata qualche anno prima della sua scomparsa nel 2002 rievoca l’avventuroso trasferimento della nave sul lago di Garda e le principali tappe della sua attività cinematografica.
Altro testimone importante è Fabio Testi che, all'epoca ventenne, durante le vacanze estive, iniziò a lavorare come comparsa alla “Bertolazzi film”. Aveva un fisico prestante, fu subito notato e utilizzato per gettarsi dai pennoni delle navi. Da lì iniziò la sua carriera cinematografica. Umberto Lenzi è l'unico regista in vita di quelli che lavorarono alla “Bertolazzi Film”. Diresse "Le avventure di Mary Read" con Lisa Gastoni e Jerome Courtland.
Ancora, Liana Orfei, Kirk Morris, il critico cinematografico Steve Della Casa. Completano le testimonianze i parenti di Walter Bertolazzi: la figlia Carmen e il cognato Gianfranco Bortolussi. Per finire i "pirati" dell'epoca, comparse della zona di Peschiera del Garda, oggi settantenni, che all'epoca venivano chiamati per girare i film. Nel documentario si alternano tutti i film girati sul Garda e decine di fotografie, molte delle quali inedite, che propongono i vari set di ripresa dove si sono avvicendati negli anni di attività attori del calibro di Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Anna Maria Pierangeli, Lisa Gastoni, Lex Barker, Chelo Alonso, Kirk Morris, Alan Steel, e tanti altri.

La magnifica avventura della Bertolazzi FilmLa mostra presenterà al pubblico fotobuste, locandine, manifesti, fotografie, molte inedite, ed altro materiale recuperato attraverso un certosino lavoro di ricerca in archivi e mercatini e grazie alla collaborazione di decine di persone che hanno messo a disposizione fotografie rimaste chiuse negli album di famiglia.

Tutto ebbe inizio nel 1959 quando Walter Bertolazzi fece un'ardita scommessa con il produttore Dino De Laurentiis. Quest'ultimo possedeva un galeone che era servito per girare il kolossal di Mario Camerini “Ulisse” (1954), ormeggiato da anni a Fiumicino e di cui voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, propose a De Laurentiis un accordo: se fosse riuscito a trasportare fino al lago di Garda il galeone non avrebbe pagato un soldo di passaggio di proprietà e la nave sarebbe stata sua.
Partì dunque da Fiumicino e, facendo il periplo dell'Italia, giunse in circa quindici giorni a Porto Levante alle foci del fiume Po. Da qui iniziò la parte più difficoltosa del viaggio: con molte difficoltà risalì il fiume Po fino a Mantova; mise quindi la nave su strada con un trasporto speciale per giungere fino all'idroscalo di Desenzano dove avvenne il varo della nave - ribattezzata nel frattempo “Circe” - nelle acque del Garda.

   

Quando il Garda era un mareQUANDO IL GARDA ERA UN MARE
Autori: FRANCO DELLI GUANTI e LUDOVICO MAILLET
Organizzazione: CENTRO CULTURALE “LA FIRMA” RIVA DEL GARDA

BOLZANO – Centro Culturale Claudio Trevi – Via dei Capuccini 28
Da mercoledì 31 agosto a martedì 27 settembre 2016
Lunedì 14.30-18.30
Martedì, Mercoledì e Venerdì 10.00-12.30 e 14.30-18.30
Giovedì 10.00-19.00
Sabato 10.00-12.30

Ingresso libero

  

 Facebook    

La pagina Facebook dedicata a questo progetto: 
Quando il Garda era un mare


     

Corriere del Trentino 19 agosto 2016
Quando il Garda era un mare (e un set) di Annalia Dongilli


LA MAGNIFICA AVVENTURA DELLA «BERTOLAZZI FILM»

LA ROMANA FILM E IL PRIMO ALLESTIMENTO 
La Romana Film era una piccola casa di produzione molto attiva negli anni '50 e '60, specializzata in generi popolari quali i film musicali e i film di avventure. Alla fine degli anni '50 erano tornati in auge i film di pirati e Fortunato Misiano, produttore della Romana Film, aveva subito messo in cantiere “La scimitarra del saraceno” (1959). Per dirigerlo aveva chiamato un onesto mestierante quale Piero Pierotti e come attori aveva scelto Lex Barker (famoso per i suoi Tarzan hollywodiani degli anni '50), la bomba sexi cubana Chelo Alonso e Massimo Serato. Fortunato Misiano chiese di poter utilizzare la nave di Ulisse e, saputo che era stata portata sul lago di Garda, chiese a Bertolazzi di fargli l'allestimento per quel film. Le acque del basso lago di Garda si prestavano bene a “rappresentare” sullo schermo il mar dei Caraibi visto che per la maggior parte dei giorni non si vedeva la costa dell'altra sponda e si poteva facilmente scambiarlo per mare aperto. Rispetto al mare aveva inoltre il vantaggio di offrire condizioni atmosferiche più stabili provocando meno disagi per attori e tecnici. È doveroso ricordare che su queste produzioni ebbe inizio, quasi per caso, la carriera dell'attore Fabio Testi, che fece la comparsa in molti di questi film.

SUCCESSIVI ALLESTIMENTI PER LA ROMANA FILM 
Visto il successo di questo primo film la Romana Film aveva subito messo in cantiere una seconda  produzione, “I pirati della costa” (1960), con la regia di Domenico Paolella e sempre interpretato da Lex Barker, affiancato questa volta da Estella Blain e Liana Orfei. Per questo film Misiano chiese a Bertolazzi di allestire una seconda nave e così in breve tempo venne approntata una vera e propria flotta di navi adatte ad essere allestite per qualsiasi tipo di set. Accanto alle navi, nel porto canale di Peschiera, vennero costruiti anche dei capannoni, attrezzati come un vero set cinematografico, per girare alcune scene di interni. Nel giro di tre, quattro anni si avvicendarono dunque una serie di film prodotti da Misiano e a cui Berolazzi assicurava l'allestimento nautico: “Il terrore dei mari” (1960), sempre di Paolella con Don Megowan, Emma Danieli e Silvana Pampanini; Le avventure di Mary Read (1961), primo film del regista Umberto Lenzi che scoprì e lanciò Lisa Gastoni; Il segreto dello sparviero nero (1961), ancora una volta di Paolella e sempre con Lex Barker e Nadia Marlowa.

SANSONE CONTRO TUTTI 
Dopo questa grossa produzione per la Cineriz, tornò sul Garda la Romana Film per girare due film appartenenti ad un altro genere allora molto in voga, i film mitologici con eroi quali Ercole, Sansone e Maciste, portati al successo dall'ex Mister America di Steve Reeves. Il primo di questi film, “Sansone contro i pirati”, che mescolava le prodezze di Sansone con le ambientazioni piratesche, fu girato nel 1963 da Amerigo Anton (alias Tanio Boccia, frequente in questo genere di film era cambiare il proprio nome con uno pseudonimo di vago suono anglosassone) e interpretato da Kirk Morris (alias Adriano Bellini) e Margaret Lee. L'anno seguente venne girata una seconda avventura di Sansone, questa volta un “Sansone contro il corsaro nero” diretto da Luigi Capuano con Alan Steel (alias Sergio Ciani) e Rosalba Neri. La Romana Film gira un ultimo film negli stabilimenti Bertolazzi nel 1965, “Il mistero dell'isola maledetta” diretto da Piero Pierotti e interpretato da Rock Stevens (alias Peter Lupus, un ennesimo “clone” di Steve Reeves) e Dina De Santis.

UNA PRODUZIONE A GROSSO BUDGET PER LA MORINO FILM 
Nel 1961 tramite Angelo Rizzoli venne messa in piedi la più grande produzione girata negli studi Bertolazzi, “I moschettieri del mare” diretta da Steno e interpretata da due divi di calibro internazionale come Anna Maria Pierangeli e Channing Pollock. Visto il budget elevato e le esigenze di copione venne creata una nuova nave, la “Santa Maria”. Venne inoltre costruito e allestito un villaggio caraibico e per fare le comparse vennero chiamati dei soldati di colore in forza alla base Nato di Vicenza.  Sul set di questo film nacque la tormentata storia d'amore tra Anna Maria Pierangeli e il maestro Armando Trovajoli. Per ammortizzare le spese e l'alto costo del film, la Morino Film girò di seguito anche un “film di recupero”, che riutilizzava cioè allestimenti e ambientazioni del film precedente. Nacque così “Odio Mortale” di Francesco Montemurro (anche se si dice che la maggior parte delle scene venne girata da Luigi Comencini, uno dei creatori della Morino Film) interpretato da Amedeo Nazzari e Danielle De Metz e uscito nelle sale nel 1962.

LE SERIE TELEVISIVE E LA FINE DELL'AVVENTURA 
Alla metà degli anni '60 il genere di pirati iniziava a declinare e la televisione - tramite la produzione di serial - aveva sostituito il cinema per molti generi popolari che poco tempo prima riscuotevano enormi successi sul grande schermo. Tramite la mediazione di Angelo Rizzoli, Walter Bertolazzi firmò un contratto con la casa di produzione francese Franco London Film per due serie televisive da girarsi sul Garda. La prima di queste “Les corsaires”, girato da Claude Barma nel 1965 (trasmesso dalla televisione francese tra settembre e dicembre 1966 in 13 episodi), era interpretata da Michel Le Royer e Christian Barbier ed ebbe un enorme successo di pubblico. Nel 1966 si iniziò a girare una seconda serie, “Die Schatzinsel/L'ile au trésor”, una coproduzione franco-tedesca sempre per la Franco London Film, tratta dal romanzo “L'isola del tesoro” di Stevenson: mentre la produzione stava girando delle scene in Corsica, il 16 agosto 1966 si abbatté sul Garda un violentissimo fortunale che distrusse l'intera flotta di navi della Bertolazzi Film. La produzione completò comunque la serie utilizzando delle scene di recupero con le navi distrutte, ma da questo colpo Bertolazzi non riuscì più a rialzarsi, e così terminò un'epoca e si sancì definitivamente la fine della “Hollywood sul Garda”.

  La scimitarra del saraceno


Il terrore dei mari


Sansone contro i pirati


I moschettieri del mare
     

 

 
 

Informazioni aggiuntive