Sala Civica G.Craffonara Riva del Garda | Mostre 2016

 

02 > 20.04

 

25.06 > 14.07

 

Loïc Seron - «Altipiano»

Loïc Seron

«Altipiano»





Mostra personale

 
Pino De Luca


Pino
De Luca


Pino De Luca



Mostra personale
 


Loïc Seron, fotografo originario della Normandia, classe 1972, presenta una serie di fotografie dedicate all'Altipiano di Asiago.
Un omaggio all'opera letteraria di Mario Rigoni Stern. Un progetto originale, a colori e bianco nero, realizzato a partire dall'aprile 2014 con lo scopo di tradurre in immagini le evocazioni del celebre scrittore veneto.


Inaugurazione 02.04 ore 16.00
In collaborazione con MAG e Circolo Arsvenandi


  

Classe 1939, originario di Monteroni di Lecce, vive e lavora a Genova. Studia all'Accademia delle Belle Arti di Roma con Franco Gentilini e Mino Maccari.
Si interessa 
allo studio delle varie tecniche artistiche e alla musica. Il suo percorso pittorico si svolge all'insegna di un aniconismo geometrizzante scandito dapprima per quadrati e losanghe interferenti, poi per trame lineari, con effetti di intensa vibrazione.

Inaugurazione 25.06, ore 18.00

  

16.07 > 04.08   17.09 > 05.10
 
 Giovanni Cerri

    

 Giovanni Cerri





Mostra personale
 

 Gerald Moroder  

Gerald Moroder





Mostra personale

  

La mostra dell’artista milanese Giovanni Cerri presenta una selezione di opere degli ultimi 10 anni, incentrate sul tema della periferia, dal ciclo delle Città fantasma a quelli dell’Impero e di Suburbia.
Un tema che il pittore ha trasformato – nei lavori più recenti – passando da uno sguardo del paesaggio urbano alla raffigurazione di scenari periferici più simbolici e quasi metafisici.

Inaugurazione 16.07, ore 18.00

 



Le sculture sottili e smaterializzate di Gerald Moroder sono costituite della stessa roccia rossa di porfido del Monte Rasciesa, alle cui pendici sorge Ortisei.
Con la terra, la pietra, l'impasto di legno lo scultore vuole fare un’esperienza ogni volta diversa, pervaso dagli umori che si possono raccogliere dentro la natura produttiva del suo esistere.

Inaugurazione 17.09, ore 18.00

 

  

08 > 26.10

 

   
 Il viaggio


«Il viaggio»





Mostra collettiva 

   


I diversi modi di intendere e vedere il viaggio vengono presentati dagli artisti protagonisti di questo evento espositivo tutto da scoprire e da vedere.
Pittura e scultura si incontreranno, con varie tecniche, lungo un percorso immaginario che porterà il 
visitatore a sognare i luoghi più belli e suggestivi del mondo.

Inaugurazione 08.10, ore 18.00

 

   

Preleva il CALENDARIO MOSTRE 2016 in formato pdf

     
Sala Civica «G. Craffonara»   MOSTRE 2016
Riva del Garda   Giardini di Porta Orientale
Organizza: Centro Culturale «La Firma»   Telefono 0464 573917
     

  

 


QUANDO IL GARDA ERA UN MARE

L'avventura della Bertolazzi Film


06 giugno > 06 luglio 2016
Casa del Cinema Villa Borghese - Roma

 

Casa del Cinema 

 

Quando il Garda era un mare



Il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda fa rivivere attraverso una mostra e un documentario l'avventura della “Bertolazzi Film” di Peschiera del Garda. Da questa “Cinecittà sul lago” negli anni Sessanta iniziò la carriera di Fabio Testi. Poster e cimeli storici saranno esposti dal 6 giugno presso la Casa del Cinema di Roma.

Il lago di Garda trasformato nel mare dei Caraibi. Accadeva negli anni Sessanta quando a Peschiera del Garda erano attivi dei veri e propri “studios” galleggianti che per quasi un decennio ospitarono produzioni cinematografiche e televisive. Protagonista di questa straordinaria avventura fu Walter Bertolazzi che a partire dal 1959 allestì una vera e propria flotta di navi d'epoca che servivano da set per film di ambiente piratesco. Affascinati da questa vicenda Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet hanno lavorato ad un progetto per riportare alla luce e far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia del cinema rimasta per troppi anni chiusa nei cassetti.

Il produttore Fortunato Misiano e Walter Bertolazzi all'ingresso dello stabilimento di posaLunedì 6 giugno, alle ore 18.00, presso la Casa del Cinema di Roma, sarà proiettato il documentario e inaugurata la mostra che presenterà al pubblico fotobuste, locandine, manifesti, fotografie, molte inedite, ed altro materiale recuperato attraverso un certosino lavoro di ricerca in archivi e mercatini e grazie alla collaborazione di decine di persone che hanno messo a disposizione fotografie fino adesso rimaste chiuse negli album di famiglia. A credere nell'iniziativa di Delli Guanti e di Maillet è stato il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda.

Tutto ebbe inizio nel 1959 quando Walter Bertolazzi fece un'ardita scommessa con il produttore Dino De Laurentiis. Quest'ultimo possedeva un galeone che era servito per girare il kolossal di Mario Camerini “Ulisse” (1954), ormeggiato da anni a Fiumicino e di cui voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, propose a De Laurentiis un accordo: se fosse riuscito a trasportare fino al lago di Garda il galeone non avrebbe pagato un soldo di passaggio di proprietà e la nave sarebbe stata sua. Partì dunque da Fiumicino e, facendo il periplo dell'Italia, giunse in circa quindici giorni a Porto Levante alle foci del fiume Po. Da qui iniziò la parte più difficoltosa del viaggio: con molte difficoltà risalì il fiume Po fino a Mantova; mise quindi la nave su strada con un trasporto speciale per giungere fino all'idroscalo di Desenzano dove avvenne il varo della nave - ribattezzata nel frattempo “Circe” - nelle acque del Garda .


Quando il Garda era un mare - Si gira!La mostra a Roma rimarrà aperta fino al 6 luglio e, in occasione dell'inaugurazione, verrà proiettato il documentario "Quando il Garda era un mare" che in sessanta minuti ripercorre la storia delle "Bertolazzi Film" attraverso una serie di testimonianze. Innanzitutto la viva voce di Walter Bertolazzi che in un’intervista rilasciata qualche anno prima della sua scomparsa nel 2002 rievoca l’avventuroso trasferimento della nave sul lago di Garda e le principali tappe della sua attività cinematografica.

Altro testimone importante è Fabio Testi che, all'epoca ventenne, durante le vacanze estive, iniziò a lavorare come comparsa alla “Bertolazzi film”. Aveva un fisico prestante, fu subito notato e utilizzato per gettarsi dai pennoni delle navi. Da lì iniziò la sua carriera cinematografica. Umberto Lenzi è l'unico regista in vita di quelli che lavorarono alla “Bertolazzi Film”. Diresse "Le avventure di Mary Read" con Lisa Gastoni e Jerome Courtland. Ancora, Liana Orfei, Kirk Morris, il critico cinematografico Steve Della Casa. Completano le testimonianze i parenti di Walter Bertolazzi: la figlia Carmen e il cognato Gianfranco Bortolussi. Per finire i "pirati" dell'epoca, comparse della zona di Peschiera del Garda, oggi settantenni, che all'epoca venivano chiamati per girare i film.


Nel documentario si alternano tutti i film girati sul Garda e decine di fotografie, molte delle quali inedite, che propongono i vari set di ripresa dove si sono avvicendati negli anni di attività attori del calibro di Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Anna Maria Pierangeli, Lisa Gastoni, Lex Barker, Chelo Alonso, Kirk Morris, Alan Steel, e tanti altri.

   

Quando il Garda era un mareQUANDO IL GARDA ERA UN MARE
Autori: FRANCO DELLI GUANTI e LUDOVICO MAILLET
Organizzazione: CENTRO CULTURALE “LA FIRMA” RIVA DEL GARDA

ROMA – Casa del Cinema – Villa Borghese - Largo Marcello Mastroianni 1
Da lunedì 6 giugno a mercoledì 6 luglio 2016
Dal lunedì al venerdì: 15.00 - 19.00, sabato e domenica: 11.00 - 19.00

Ingresso libero
Informazioni:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  



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Quando il Garda era un mare


La mostra Quando il Garda era un mare   Casa del Cinema: La mostra Quando il Garda era un mare

 

 

 


25 maggio > 24 giugno 2016
Centro Culturale Claudio Trevi - BOLZANO

CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray
Storia di un'attrice dimenticata

 

 

a cura di Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet


Chiamatemi Divina - Dorian Gray


OMAGGIO A DORIAN GRAY NELLA SUA CITTA' NATALE
LA MOSTRA “CHIAMATEMI DIVINA. DORIAN GRAY: STORIA DI UN'ATTRICE DIMENTICATA” SARA' OSPITATA AL CENTRO TREVI DI BOLZANO

Dal 25 maggio al 24 giugno 2016  il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda sarà protagonista nel capoluogo altoatesino con l'esposizione dedicata alla Diva del cinema degli anni Cinquanta e Sessanta che visse in Trentino dopo il ritiro dalle scene.

  

Nuovo prestigioso riconoscimento per il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda” che da pochi giorni ha concluso un'importante esperienza presso la Casa del Cinema di Roma. Dal 25 maggio al 24 giugno sarà il Centro Trevi di Bolzano ad ospitare la mostra “Chiamatemi Divina” dedicata all'attrice Dorian Gray, originaria proprio di Bolzano. L'esposizione, curata da Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet, vuole rendere omaggio alla figura di una grande Diva del cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta che scelse di vivere in Trentino nel momento in cui, ancora giovanissima, decise di ritirarsi dalle scene. La mostra è realizzata su iniziativa del Centro Audiovisivi del Dipartimento Cultura Italiana della Provincia in collaborazione con Cinè Museum, il primo Museo del Cinema in Alto Adige.

I due autori trentini - dopo essersi cimentati nel 2014 con l'epopea dei pirati che veleggiavano sul lago di Garda - vogliono con questa mostra portare alla luce un'altra pagina di storia del cinema italiano rendendo omaggio all'attrice Dorian Gray.

Dorian Gray attraverso l'obiettivo di Chiara SamugheoNata a Bolzano ma vissuta per quasi cinquant'anni a Torcegno in Valsugana, Maria Luisa Mangini, questo il vero nome, ha girato 32 film insieme ai più grandi attori dell'epoca. Il grande pubblico la ricorda soprattutto per il ruolo della “malafemmina” in “Totò, Peppino e la... malafemmina” (1956). Federico Fellini la chiamò a recitare nella parte di Jessy, l'amante di Amedeo Nazzari in “Le notti di Cabiria”. È però soprattutto con “Il grido” di Michelangelo Antonioni - dove interpreta la benzinaia Virginia - che si impone al grande pubblico come attrice impegnata e drammatica, allontanando da sé l'immagine di bambola sensuale.

Entrata nel cinema d'autore, continua ad essere molto richiesta nel cinema brillante: per il film “Mogli pericolose” di Luigi Comencini (1958) il suo talento è premiato con un Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista. In seguito recita ancora in numerose pellicole di genere farsesco e spionistico, fino a metà degli anni sessanta, quando, in attesa di un figlio, abbandona le scene ritirandosi a vita privata. Mette tragicamente fine alla sua esistenza il 15 febbraio del 2011 nella sua abitazione di Torcegno. In un’intervista degli anni Cinquanta disse che avrebbe voluto chiamarsi “Divina” (giocando sul cognome della madre da nubile): da qui il titolo di questa mostra che vuole sottolineare come - ai tempi del suo massimo successo - chiedendo alla gente chi fosse Dorian Gray nessuno avrebbe risposto che si trattava di una personaggio letterario ma tutti avrebbero fatto riferimento ad una delle più grandi Dive dell’epoca.


L'esposizione di Bolzano - realizzata su iniziativa del Centro Audiovisivi della Provincia autonoma di Bolzano - presenterà al pubblico una serie di manifesti e locandine originali dell'epoca dove l'attrice è ritratta insieme ai grandi attori del tempo. In mostra anche le riviste dove la Diva è ritratta in copertina.
Autentico gioiello dell'esposizione saranno le fotografie, molte delle quali inedite, che ritraggono Dorian Gray per i più importanti settimanali dell'epoca, attraverso l'obiettivo di Chiara Samugheo, figura cardine nella storia della fotografia italiana, la prima e più importante fotografa del dopoguerra, che da tempo ha lasciato l’Italia per ritirarsi in Costa Azzurra. Colta, raffinata, bellissima, Chiara Samugheo declina la sua arte al reportage, alla pubblicità, al cinema, sempre in modo innovativo e peculiare. Capace di saper alternare in maniera straordinaria l’attività di reportage, condotta in chiave neorealista a quella pubblicitaria, e di andare controcorrente evitando di rincorrere i divi del cinema, finendo per essere da loro stessi insistentemente chiamata a fotografarli, Chiara Samugheo è diventata la fotografa più ricercata, colei che ha fissato con scatti immemorabili i volti di grandi star del cinema del calibro di Monica Vitti, Claudia Cardinale e Sophia Loren, nonché dei registi che hanno scritto la storia del cinema italiano ed internazionale.

 

Dorian Gray attraverso l'obiettivo di Chiara SamugheoBolzano | Centro Culturale Claudio Trevi | Via Cappuccini 28
Lunedì 14.30 > 18.30
Martedì, Mercoledì e Venerdì 10.00 > 12.30 - 14.30 > 18.30
Giovedì 10.00 > 19.00
Sabato 10.00 > 12.30
Ingresso libero


Mercoledì 25 maggio alle ore 16.00 presso il Centro Trevi è prevista l'inaugurazione della mostra e la presentazione del volume “Chiamatemi Divina: Dorian Gray. Storia di un'attrice dimenticata”
 che Maillet e Delli Guanti hanno ripubblicato a pochi mesi di distanza dalla prima edizione, andata esaurita, con nuovi particolari della Diva e con i testi in inglese e tedesco.



Rassegna stampa

  

Alcune immagini della mostra



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Riva del Garda 02 > 20 aprile 2016

Escursioni nell'opera e nel paesaggio
di Mario Rigoni Stern

Fotografie di Loïc Seron

 

Mostre 2016

In collaborazione tra il Centro culturale La firma, il MAG Museo Alto Garda e il Premio Mario Rigoni Stern

 Loïc Seron - Altipiano


La mostra, in collaborazione tra il Centro culturale La firma, il MAG Museo Alto Garda e il Premio Mario Rigoni Stern, ci fa conoscere Loïc Séron, con un lavoro che si propone di evocare temi universali in cui tutti possono identificarsi e che è sia studio fotografico dell'Altipiano di Asiago sia escursione poetica in un paesaggio segnato dall'uomo.

Guidato dalle opere del grande scrittore Mario Rigoni Stern, Seron ha voluto, nelle quattro stagioni, “dare a vedere”, tutti i segni di una possibile armonia tra uomo e natura. Questa armonia è davvero esistita nel corso dei secoli sull'Altipiano e rimane ancora in molti modi. Lo scrittore ne aveva fatto il cuore della sua opera, direttamente o indirettamente: era per lui l'unica via per la felicità individuale e collettiva degli uomini.

Le foto mostrano l'eterna bellezza della natura, la sua forza e la sua dolcezza, con sempre, tra le righe del paesaggio, un'evocazione, una meditazione sull'uomo, a scala locale o globale. 

La mostra viene presentata in anteprima a Riva del Garda, in occasione del Premio Letterario Mario Rigoni Stern. Poi sarà esposta nel Museo Le Carceri della Città di Asiago, al Palazzo della Regione a Venezia e successivamente sarà presentata in Francia.
 

 

Loïc Seron - Altipiano
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale

lunedì > venerdì 15.00 > 18.00
sabato e domenica 10.00 > 12.30 | 14.30 > 18.00
Ingresso libero


Museo di Riva del Garda 

martedì > domenica 10.00 > 18.00



Inaugurazione sabato 2 aprile ore 16.00 presso la Sala Civica «G. Craffonara»

 


Alcune immagini della mostra

 

  

ALTIPIANO - Escursioni nell'opera e nel paesaggio di Mario Rigoni Stern

È un grande onore, e un immenso piacere, presentare queste fotografie a Riva del Garda in occasione del Premio Letterario Mario Rigoni Stern e come anteprima della mostra che si terrà a Asiago il prossimo ottobre.
Un onore che prolunga quello che mi fu accordato, per qualche ora, nel giugno del 2007, quando ebbi la possibilità di incontrare e fotografare a casa sua questo scrittore tanto caro al mio cuore. Chi lo ha conosciuto capirà senz’altro il ricordo che conservo di quell’incontro: fu un momento calmo e sereno, quasi banale, con poche parole pronunciate, durante il quale la forza vitale del vecchio uomo instillò in me un'emozione formidabile, che conti­nua a irraggiarsi ancora oggi, benefica, stimolante.

Sì, fu davvero una trasmissione, misteriosa e pudica, impercettibile sul momento, che si dispiegò gradualmente in seguito: la trasmissione di un potente messaggio umanista e naturalista. Insieme alla lettura incessante della sua opera, quel messaggio mi ha condotto, alcuni anni dopo, a immaginare questo progetto fotografico sull'Altopiano, e poi a realizzarlo tra la primavera del 2014 e l'autunno del 2015.

AltipianoHo voluto percorrere a lungo, a piedi e in ogni stagione, questo territorio dalla fisionomia così particolare, questa straordinaria isola sulla terraferma sospesa al di sopra della pianura di Vene­zia. Per scoprire, per capire, per mettere delle immagini sulle mie emozioni. Quelle camminate in primavera, in estate, in au­tunno, in inverno, e poi di nuovo in primavera e in autunno, furono assolutamente deliziose. Con una cartina, le mie macchine fotografiche, un taccuino per prendere appunti e la testa piena delle mille e una pagina che il Sergente ha dedicato al suo ama­to altopiano, ho vissuto giorni meravigliosi sui sentieri, negli avvallamenti dalle delicate ondulazioni, tra le foreste e gli in­cantevoli alpeggi, sull'orlo dei precipizi, sulle creste e sulle cime - felice di constatare insieme a lui che, quando si raggiunge la vetta di una montagna, "i sensi si beano"... (Mario Rigoni Stern, L'ultima partita a carte Einaudi, 2002, p.26)

Sono convinto che con uno sguardo nuovo, curioso, si possa trovare bellezza ovunque, ma l'Altopiano è un luogo particolar­mente bello, e di forti contrasti. Per di più, la sua storia umana è straordinariamente ricca: questo fa la sua particolarità. È un luogo con una personalità unica. Lo si percorre come se si fa­cesse una camminata con un amico appassionante, entusiasta, eloquente, mai avaro di un aneddoto o di un insegnamento es­senziale.

È raro che un paesaggio di montagna, così naturale e selvag­gio in apparenza, sia tanto profondamente segnato dagli uomini che ha accolto, nella buona e nella cattiva sorte, lungo i secoli. Lassù ogni singolo metro quadrato racconta una storia, spesso e volentieri più storie. Storie di pace, di organizzazione umana e sociale, di solidarietà, di intelligenza collettiva, di lavoro e di tenacia di fronte alle avversità della vita; storie di guerra, di vite sacrificate o risparmiate, di amicizia, di paura, di inutili massacri, di distruzioni e poi di ricostruzioni...

E la Storia continua, naturalmente, e anche l'uomo contempo­raneo lascia la sua impronta.

Si presentano così all'obiettivo, come eco di destini vicini o lon­tani, le tracce, tenui o evidenti, armoniose o dolorose, di quelle innumerevoli storie. Il genio creatore della natura, dal canto suo, offre in ogni circostanza spettacoli prodigiosi, sempre nuo­vi. L'alternanza, e talora la simultaneità, di queste tracce e di questi spettacoli è la caratteristica propria dell'Altopiano.

La coesistenza intima di paesaggi naturali e paesaggi segnati dall’uomo evoca un sentimento di universalità che è al cuore dell’opera di Mario Rigoni Stern. Si cammina per i sentieri, e si pensa alla vita, alla morte... si pensa a ciò che cambia, e a ciò che non cambierà mai... sì pensa al passato, al presente, al tem­po che passa, a tutto ciò che resta da vivere... Si pensa a tutto; non si può non pensare a niente. E se i ricordi sono dolorosi, sono addolciti dalla bellezza maestosa di una natura benevola che riaffermerà sempre i propri diritti.

Altipiano .  Escursioni nell'opera e nel paesaggio di Mario Rigoni SternNon è esagerato dire che l’Altopiano ha salvato Mario Rigoni Stern: durante le mille prove della guerra, oltre alle inestima­bili competenze che la sua giovinezza in montagna gli aveva dato, trasse molta forza dall’evocazione mentale del suo adora­to paese; di ritorno a Asiago nel 1945, vivo ma straziato dall’or­rore della guerra, si curò al contatto con la foresta e con gli elementi naturali. Passò poi una buona parte della sua vita a esaltare la relazione davvero armoniosa che può esistere tra l’uomo e la natura, una relazione in cui ciascuno arricchisce l’altro e viceversa.

Il cammino che ci mostra, e di cui ha dato tante illustrazioni nelle sue opere e nella sua vita, lo possiamo ritrovare nel suo paesaggio; è anche questo elemento, in sé inafferrabile, che ho cercato di fotografare mentre percorrevo in lungo e in largo l’Al­topiano, un territorio incantatore che invita al rispetto e alla giustezza.

In questi tempi diffìcili, in cui i punti di riferimento vengono meno e l'andatura del mondo si fa incespicante, ma in cui anche, per fortuna, molte persone di buona volontà cercano nuovi modi di pensare la vita, fa bene leggere Rigoni Stern, e leggere nei paesaggi, nelle cose della natura e della vita, i segni di un possi­bile accordo universale.

Perché se l'uomo riesce a vivere sulla terra in armonia con il suo ambiente, come un semplice elemento naturale tra gli altri, è anche con gli altri esseri umani che gli sarà più facile coesis­tere.

Spero che queste fotografie vi diranno tutto ciò meglio delle mie parole... e altro, naturalmente! Perché è soprattutto al vostro immaginario che affido questi scatti realizzati con tanta gioia sull’Altopiano di Asiago...

Loïc Seron (trad. Sara Arena)
Alla memoria di Mario Rigoni Stern

 

 

 

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