Riva del Garda 6 > 31 ottobre 2018


Il Centro Culturale "La Firma" è lieto di invitarvi all'inaugurazione della mostra personale di Matthias Sieff «Antichi caratteri contemporanei»

 

 

 

Matthias Sieff - Antichi caratteri contemporanei 
Matthias Sieff, audace scultore trentino, rivisitando le sculture antiche come ad esempio i Moai, le statue egizie e le sculture arcaiche greche propone le sue soluzioni plastiche contemporanee. La sua ricerca viene portata avanti da più di una decina di anni e le sue opere mirano ad esprimere lo stesso carattere delle statue antiche.


La sua ricerca artistica si basa sullo studio del corpo femminile e maschile ed è caratterizzata da un’interpretazione forte e personale.
Le figure, erette, hanno spesso capi leggermente girati verso l’alto, un torace voluminoso che è sorretto dalle gambe. Spesso le sue figure non presentano le braccia perché tutto ciò che devono dire, l’essenziale, è già presente.
Le figure sono molto statiche e stabili. Sono caratterizzate da una costruzione tettonica dove ogni singolo elemento sorregge ed è sorretto, così come un edificio, costruito piano su piano.

Tutte le figure presentano una costruzione basata sull'incrocio di assi orizzontali e verticali. Talvolta per evidenziare maggiormente l’asse orizzontale le figure vengono rappresentate con le braccia aperte. 
Spesso Matthias si ispira ai Moai dell’Isola di Pasqua. Tali colossi hanno lo stesso carattere e freddezza come la sfinge egizia che si trova innanzi alle Piramidi. Consapevolmente egli rappresenta le sue figure in una posizione statica, in modo che la monumentalità sia ancora più marcata.
La problematica delle forme corporee è importante per l’artista poiché la raffigurazione del corpo deve oltrepassare le proporzioni ma le forme devono comunque essere sempre in simbiosi tra loro e basarsi sull'anatomia umana. Le forme sono semplificate e geometrizzate ma rimangono sempre ancora organiche. Un passo per trovare nelle figure la giusta tensione.

Utilizza sempre materiali che al contrario di tante forme d’arte attuali, diano una spiccata durabilità nel tempo.
Le opere vengono sempre cromate con colori molto coprenti e brillanti, in modo che anche la superficie esterna assuma la sua importanza, quasi fosse un abito.

“I miei personaggi sono nati dalla mia fantasia e dai miei studi sull'anatomia, e ciò che posso dire oggi è che attraverso le mie opere, nel bene e nel male, vengono espresse emozioni e suscitano per questo diversi sentimenti in chi li osserva: dallo stupore, alla perplessità fino ad arrivare alla meraviglia. Ma è un bene, l’arte ha un suo giudizio soggettivo individuale, può piacere o meno, di certo però le mie sculture non lasciano indifferenti, tutti le osservano, e questo mi da soddisfazione”.

Nato a Cavalese il 22 aprile 1982 e residente a Mazzin (TN) tra le Dolomiti della Val di Fassa.
Ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte, di Scultore del legno e la Laurea in Arti Applicate.
Dal 1996 al 1999 frequenta L’Istituto d’Arte a Pozza di Fassa, dal 1999 al 2002 la Scuola per aspiranti scultori a Selva di Val Gardena seguendo anche i corsi serali di plastica e disegno col Prof Tone Da Cudan. Dal 2002 al 2006 è studente all’Università di Arti Applicate di Vienna sezione scultura, è seguito dalla Prof.ssa Gerda Fassel con la quale si laurea il 30 giugno 2006 con ottimi voti.


   Matthias Sieff - Orso rosso (2009)
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)


6 > 31 ottobre 2018
Tutti i giorni 10.00 > 13.30  -  17.00 > 20.30

Ingresso libero


Inaugurazione sabato 6 ottobre ore 18.00

Mostre 2018
   
 
  
 
Alcune immagini delle opere esposte e dell'inaugurazione

 
 

 

  

 

 

Riva del Garda 3 > 28 novembre 2018


Il Centro Culturale "La Firma" è lieto di invitarvi all'inaugurazione della mostra «L’isola dell’oblio»

 

 

 

L'isola dell'oblio 

Dal 3 al 28 novembre è allestita nella sala civica «Giuseppe Craffonara» ai giardini di porta Orientale «L’isola dell’oblio», mostra-omaggio di Davide Pivetti a Kastellorizo, l’isola greca in cui Salvatores girò il film «Mediterraneo».
La mostra, a cura del centro culturale La Firma, ha il patrocinio del Consolato di Grecia.
 

Nel 1992 a Los Angeles una minuscola e dimenticata isola del Dodecaneso greco divenne improvvisamente celebre in tutto il mondo. È la forza della settima arte, il cinema. Gabriele Salvatores in quell’edizione degli Academy Awards vinse infatti il Premio Oscar come miglior film straniero con il suo "Mediterraneo", pellicola interamente ambientata sull'isola di Kastellorizo (o Megisti in greco, Meis in turco, Castelrosso in italiano), la più lontana e orientale dell'intero territorio greco, geograficamente già in Asia Minore. Merito di una grande squadra: dal regista a uno straordinario cast di attori, dalla sceneggiatura di Enzo Monteleone alle musiche di Giancarlo Bigazzi e alla fotografia di Italo Petriccione. Ma merito, certamente, anche della rara e singolare bellezza di questa isola remota, che è davvero l’avamposto greco ed europeo nel mare nostrum orientale.
L'isola dell'oblioQuel film è diventato un manifesto culturale per almeno un paio di generazioni di italiani (e non solo, visto il successo internazionale). I suoi dialoghi, brillanti, sono diventati patrimonio collettivo. Inoltre gli italiani hanno scoperto la Grecia e il piacere della "fuga" sui suoi lidi più remoti. Ma pochi in realtà sono coloro che si sono spinti fin là, che hanno veramente messo piede a Kastellorizo.


Davide Pivetti, giornalista e fotografo trentino già autore di un libro dedicato alle isole del Mediterraneo (“Emersioni - Isole di giovani racconti”) e di una mostra omonima, pochi mesi fa ha realizzato un progetto cullato da molti anni: visitare la Megisti di Salvatores, ritrovare le location del film, incontrare la gente del posto che si prestò a fare da comparsa nei due mesi di riprese, concluse nell’estate del 1991. Scoprendo che, nonostante i quasi tre decenni trascorsi, molti degli aspetti caratterizzanti l’isola si sono conservati. Con qualche mano di colore in più o in meno rispetto a come fu magistralmente raccontata in quel celebre lungometraggio dedicato "a tutti quelli che stanno scappando".

Così è nata “L’Isola dell’oblio - Megisti. Importanza strategica zero”. In questa mostra - che ha ricevuto il patrocinio del Consolato di Grecia ed è arricchita da un’intervista in esclusiva con l’attore Giuseppe Cederna (l’attendente Antonio Farina del film) - c'è al tempo stesso un racconto di viaggio, la ricerca di un cinefilo, un reportage giornalistico e la realizzazione del piccolo ma vibrante sogno di un viandante isolano.


La mostra, quaranta immagini formato 50x40 con citazioni dal film “Mediterraneo”, è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17 con ingresso libero. Inaugurazione sabato 3 novembre, ore 18.


   L'isola dell'oblio
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)


3 > 28 novembre 2018
Tutti i giorni 10.00 > 12.30  -  14.30 > 17.00

Ingresso libero


Inaugurazione sabato 3 novembre ore 18.00

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Alcune immagini delle opere esposte e dell'inaugurazione

 

 

  

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