Incenso e profumo di donna

Livio Conta

12 ottobre > 3 novembre 2013

 Incenso e profumo di donna - Livio Conta


S'inaugura sabato 12 ottobre alle ore 18 alla galleria civica «Craffonara» ai giardini di Porta Orientale la mostra personale di scultura, pittura e grafica di Livio Conta «Incenso e profumo di donna», a cura dell'associazione «La firma». Presentazione di Renzo Francescotti. La mostra rimane aperta fino al 3 novembre, tutti i giorni dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 18.30 con ingresso libero.

Livio Conta dopo aver frequentato l’istituto d’arte, all’inizio degli anni ’60 si trasferisce a Parigi, dove si iscrive alla scuola di disegno del Museo del Louvre studiando nel contempo gli Impressionisti. Nel 1963 si reca a Pietrasanta per confrontarsi con la scultura del marmo; qui incontra Marino Marini che lo incoraggia a proseguire il percorso artistico, visti i risultati già raggiunti.

Un lungo soggiorno in Spagna arricchisce la sua tavolozza, anche a seguito degli studi eseguiti sulle opere di El Greco. Il periodo trascorso a Milano, dove incontra vari artisti e critici, contribuisce in modo decisivo alla sua formazione sia culturale che stilistica. Legato da profonda amicizia al grande e indimenticabile pianista Arturo Benedetti Michelangeli, a cui dedica 43 opere pittoriche (Sensazioni melodiche), 23 delle quali esposte nel 1973 alla Salle Pleyel di Parigi durante un recital del Maestro, presenti anche il Presidente della Repubblica francese Georges Pompidou e il pianista Arthur Rubinstein. Uno dei ritratti è stato riprodotto, per desiderio espresso dallo stesso Michelangeli, sulla copertina di un suo disco - Carnaval di Schumann - edito dalla EMI nel 1975.

Livio Conta ha esposto i propri lavori in numerose città italiane ed estere, tra cui Parigi, Barcellona, Monaco di Baviera, Strasburgo (Palazzo del Consiglio d’Europa), Basilea, Hannover, Torino, Roma (Palazzo Barberini), Palermo. Le mostre personali più recenti sono state a Milano, Brescia (Palazzo della Loggia) e Arezzo (Galleria Civica). Opere bronzee figurano in parchi pubblici a San Diego in California, nel mausoleo di Denver in Colorado, nel Wisconsin, in Florida, Texas, Grecia, Belgio, Croazia, Germania, Austria, Italia. L’attività nel campo dell’arte sacra risulta notevole. Sculture in bronzo, legno, marmo, oltre a mosaici, vetrate, affreschi e oli su tela, sono stati collocati in chiese italiane e in diversi edifici sacri all’estero.

Fondamentali gli incontri personali avuti con S. S. Paolo VI e con S. S. Giovanni Paolo II, al quale l’artista fece dono nel 1981 della scultura Madonna della pace e fraternità fra i popoli.

E’ stato spesso impegnato nella realizzazione di medaglie commemorative per associazioni e comunità religiose. Nel 1995 ha ideato la medaglia in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Trento per la beatificazione del vescovo G. Nepomuceno de Tschiderer e del 450° anniversario del Concilio di Trento. Dal 2000 al 2002 è stato impegnato nell’arredo sacro della Cattedrale di Tirana in Albania, dedicata a San Paolo. Ha realizzato qui opere di grandi dimensioni in vari materiali: pietra, bronzo, legno e ceramica; ha inoltre istoriato le cinque vetrate alte oltre dieci metri. 

Incenso e profumo di donnaDal 2004 inizia la collaborazione artistica con il figlio Giorgio e vengono inaugurati i tre gruppi scultorei dedicati al beato Padre Monti: a Saronno, a Bovisio Masciago e a Milano in piazza Frattini. Nel 2006 realizza un gruppo scultoreo in bronzo per il santuario di Pietralba in Alto Adige e un monumento per il nuovo mausoleo di Chicago. Esegue inoltre l’arredo sacro per la chiesa di San Pio X a Caltanissetta, il monumento in bronzo a Padre Kino alto cinque metri . Nel 2010 significativo è l'incontro con SS.Benedetto XVI in occasione della benedizione della statua bronzea della Madonna di Loreto collocata all'aeroporto di Fiumicino. Nel 2011 partecipa su invito alla LIV Biennale di Venezia, curata dal critico Vittorio Sgarbi.

"Nelle sue opere pittoriche c'è solo un apparente distacco da quelle scultore: anche quando lavora sul legno (che conosce come pochi altri scultori, nella tradizione millenaria della sua terra trentina" o il bronzo, c'è sempre in lui una plasticità pittorica. Anche se è vero che usando la materia scultorea, Livio Conta sente il bisogno di moltiplicare i suoi simboli(il gioco delle mani, dei lacci,delle maschere, dei profili che si moltiplicano, dei corpi che diventano silouhettes), in un nodo di metafore che talvolta è arduo seguire. Ciò che è certo è che ci troviamo di fronte a d un artista vero, straordinario, dal "mestiere" eccezionale, che trasfigura nelle sue opere le inquietudini, le paure, le nevrosi, ma anche gli enigmi affascinanti che pure resistono nella nostra epoca dove pare trionfare solo la tecnologia.

 

Ufficio Stampa
Comune di Riva del Garda

  

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