Angelo Dozio - Spazio colore

Angelo Dozio - Spazio-colore: sfida alla ricerca dell'infinito

9-24 giugno 2012

Angelo Dozio

«Che senso ha oggi fare arte? In una società, come l’attuale, dove il pensiero critico e le facoltà creative sono troppo spesso messe a dura prova da uno spirito estremamente materialistico, ritengo – scrive l'artista – che la funzione artistica sia una testimonianza. Da quando l’uomo ha cominciato a scrivere e a “segnare” la sua storia, provenendo da culture, da comportamenti, da società e da esperienze sempre diverse, ha sempre e comunque lasciato una traccia di conoscenza del mondo. Ora è il nostro turno; non possiamo più restare indifferenti a quanto accade intorno a noi. In una società tecnologica a sviluppo avanzato sembra quasi che il computer abbia sostituito l’intervento umano. Può il computer, in effetti, sostituirsi alla creatività umana? È innegabile l’effettivo ausilio della macchina sulle scelte dei materiali più idonei e sofisticati per la realizzazione di un progetto, ma è altrettanto indubbi che non si possa eseguire un’opera creativa, degna di questo nome, se non attraverso la mano e la mente dell’uomo».
«Le nuove generazioni – aggiunge Dozio – stanno vivendo attorniate da strumenti di strano benessere, senza profumo e senza calore. Strumenti appariscenti e fantasmagorici, atti ad annullare le qualità critiche e creative dello spirito umano, con l’illusione di una ricreatività pseudoliberatoria. Quando io rappresento “l’orizzonte” non pretendo di stabilire limiti definitivi, ma intendo suggerire a me e agli altri una “dimensione” possibile, verso la quale tendo per un ulteriore arricchimento dell’anelito individuale e sociale verso la speranza di un mondo a misura d’uomo».
Angelo Dozio è nato il 14 luglio 1941 a Merate dove risiede. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1958 inizia ad esporre in rassegne di gruppo mentre la prima mostra personale è del 1961. Indirizza le sue ricerche ai rapporti tra esperienze dirette del quotidiano, visione e conoscenza. Le prime opere inoggettive sono del 1969. Gli «Orizzonti» degli anni ‘70 si inseriscono immediatamente nella problematica “Astrazione-contingente”. Il dato mentale, che si esplica in questo con la concretezza del pensiero e del prodotto pittorico, presuppone un inizio «ciò che è stato». Il 1974 è un momento fondamentale, in cui avviene una coincidenza tra la linea artificiale del «suo» quadro, il suo frammento di finito, con quello reale concreto dell’orizzonte: porzioni di spazio che ne suggeriscono un altro in continuità. Nel 1975 esegue un’opera di 2,5x5,5 m. che sarà esposta all’International Art Center di Londra.
Negli anni Ottanta «Labirinti». Dalla linea orizzontale si passa ai reticoli segmentati, all’incrocio di verticali e orizzontali la cui percezione è data dall’uso del colore in quanto forma-colore; opere che a partire dalla relatività propria del colore e della forma diventano vere e proprie strutture dinamiche. L’apparente semplicità è data dalla ricerca dell’essenziale e anche dall’aspirazione alla trascendenza. Non a caso nei confronti delle sue opere si è accennato in più occasioni ad «una sorta di filosofia neoplatonica». Prosegue con intensa attività pittorica di ricerca e si propone come scultore con la realizzazione di strutture dinamiche per arredamenti urbani. Espone le sue opere in numerose mostre in Italia e all’estero. Alla fine degli anni Novanta le sue opere sono esposte a New York, Parigi, Londra, Buenos Aires.

Dal 9 al 24 giugno nella galleria civica «Craffonara» del Comune di Riva del Garda è allestita una personale dell'artista lombardo Angelo Dozio che indaga il rapporto tra spazio e colore, in una sfida alla ricerca dell'infinito. La mostra, che s’intitola «Colore: sfida alla ricerca dell'infinito» ed è curata dal centro culturale «La Firma», è aperta dal lunedì al giovedì dalle 15.30 alle 19 e dal venerdì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 con ingresso libero.


Riva del Garda, 4 giugno 2012
Uff.st.


Rassegna stampa:


Astratti di Dozio alla Craffonara (Trentino 8 giugno 2012) 

AntoniaPozzi - Soltanto in sogno

Soltanto in sogno 
Consonanze tra l'opera di Antonia Pozzi e i dipinti di Giovanni Segantini

21 aprile - 13 maggio 2012
 

Antonia Pozzi - Fotografie dell'anima

Nell'anno del centenario della nascita della grande poetessa Antonia Pozzi, la galleria civica Craffonara ospita la mostra «Soltanto un sogno» che mette in evidenza, grazie a materiale in parte inedito, un aspetto ancora poco conosciuto di questa grande artista del Novecento italiano: la sua passione per la fotografia che richiama nelle inquadrature le opere del pittore Giovanni Segantini. Il 28 luglio 1937, in occasione del suo compleanno, regalava infatti all’amico e filosofo Dino Formaggio il libro di Raffaele Calzini «Segantini. Romanzo della montagna». La mostra, curata dal centro culturale La Firma e sostenuta dal Comune di Riva del Garda, s'inaugura sabato 21 aprile alle ore 18 e poi prosegue fino al 13 maggio con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Aperture straordinarie mercoledì 25 aprile, lunedì 30 aprile e martedì 1 maggio. L’ingresso è libero.

Segantini rivive nelle fotografie di Antonia Pozzi

Una delle fotografie in mostra: evidenti le consonanze con la pittura di Segantini

 

Nel 1930 Antonia Pozzi aveva visitato la tomba di Segantini al Maloja in Svizzera: il pittore di origine arcense appariva come l’unico artista capace di restituire alla montagna quel suo fascino di luogo del simbolo e di luogo della Rivelazione ed era sembrato ancor prima che un estetico, un eroe del popolo. Come Millet, (che anche la Pozzi conosceva: «l’Angelus» come titolo fu da lei utilizzato in qualche fotografia) che seppe tradurre in immagini la realtà contadina, dando inizio all’iconografia del lavoro dei campi e della pastorizia. Un artista che crederà a una pittura come espressione dell’anima, dei conflitti umani. 
«…Perché amiamo perdutamente soltanto ciò che non avremo mai: e per me è la miseria, vecchi con lunghi mantelli….»; parole di Antonia Pozzi che proveniva invece da famiglia molto agiata milanese, figlia di Lina Cavagna Sangiuliani e dell'avvocato Roberto Pozzi.          

La Pozzi, con un gesto intenzionale molto profondo, regalò a Dino Formaggio, suo amico e coetaneo, trecento sue fotografie, da lei scelte tra le tantissime altre, con queste motivazioni: «Caro Dino, l’altro giorno hai detto che nelle fotografie si vede la mia anima: e allora eccotele. Perché l’unico fratello della mia anima sei tu e tutte le cose che mi sono state più care le voglio lasciare in eredità a te, ora che la mia anima si avvia per una strada dove le occorre appannarsi, mascherarsi, amputarsi. Caro Dino, che tu almeno possa foggiare la tua vita come io sognavo che divenisse la mia: tutta nutrita dal di dentro e senza schiavitù. In ciascuna di queste immagini vedi ripetuto questo augurio, questa certezza». Erano entrambi, Antonia e Dino, allievi di Antonio Banfi il fondatore di un preciso filone interpretativo della filosofia estetica all’Università Statale di Milano e di cui Dino Formaggio fu il coerente successore e continuatore in quella cattedra.

Un'occasione unica quindi quella di Riva del Garda per rendere omaggio a questa grande artista, morta suicida a soli 26 anni, attraverso fotografie e documenti messi a disposizione dalla vedova di Dino Formaggio, Adriana Zeni, che sarà presente all’inaugurazione nel tardo pomeriggio del 21 aprile. A questo particolare aspetto della personalità dell'artista è stato dedicato recentemente un libro di Giuseppe Mandrini, «Soltanto in sogno», lettere e fotografie per Dino Formaggio, che verrà presentato dall'autore sempre in occasione dell'inaugurazione. Sarà presente anche Isabella Dilavello attrice e autrice teatrale che reciterà alcuni testi e poesie. In chiusura della mostra, sabato 12 maggio, Marina Spada presenterà  il suo film «Poesia che mi guardi»: protagonisti sono Maria, una cineasta, e un gruppo di giovani che pratica la poesia da muro. Riflettendo sulla Pozzi, affrontano i temi dell’essere donna e artista, nella società di allora e di oggi. Da segnalare anche giovedì 10 maggio alle ore 18 nella biblioteca civica la presentazione del libro «Antonia Pozzi. Otto studi» di Matteo Mario Vecchio.

 
Riva del Garda, 19 aprile 2012
Uff.stampa

Alcune immagini della mostra

 

Rassegna stampa:


Antonia Pozzi, non solo versi e rime (l'Adige 23 aprile 2012)

Da sabato in mostra le foto scattate da Antonia Pozzi (Trentino 19 aprile 2012)

 

Ricordi Magici di Lele Luzzati


Ricordi magici di Lele Luzzati - Opere di mare e di terra edite e inedite

19 novembre - 11 dicembre 2011

Ricordi magici di Lele Luzzati

Il centro culturale «La Firma» in collaborazione con l’amministrazione comunale di Riva del Garda propone un’esposizione di opere che racconta gli aspetti meno conosciuti e più intimi del celebre artista genovese Emanuele Luzzati. L’esposizione, dal titolo «Magie e ricordi», è progettata da Natasha F. Pulitzer, legata con l’artista da una profonda amicizia fin dagli anni Cinquanta, cioè fin dal tempo in cui il grande maestro delle arti applicate collaborava con il padre, architetto, nel progettare gli interni dei saloni di prima classe del transatlantico «Conte Biancamano». La mostra, che s’inaugura sabato 19 novembre alle ore 17, prosegue fino all'11 dicembre nelle sale della galleria civica «Craffonara», proponendo inoltre una rassegna cinematografica di tre pellicole sul tema «L'ebreo che ride» che si proiettano al Conservatorio. L’iniziativa comprende anche una conferenza a cura della storica Maria Luisa Crosina, sabato 3 dicembre, sul tema «Le festività ebraiche», con la presentazione del libro «Fratture» di Irit Amiel (a cura di Roberto Keller); e la produzione di un video dal titolo «Era ebreo e genovese», curato da Franco Delli Guanti, in cui l'attore Paolo Poli racconta il suo rapporto professionale con l'artista ligure. L’ingresso a tutte le proposte è libero.

 Alla galleria «Craffonara» magie e ricordi di Emanuele Luzzati              Paolo Poli           Magie e ricordi

Riva del Garda celebra uno dei più grandi scenografi e illustratori italiani: Emanuele Luzzati. E lo fa con una mostra che intende raccontare gli aspetti meno conosciuti e più intimi di questo personaggio poliedrico, estroso e raffinato, che ha lasciato in regalo al mondo dell’arte e della cultura capolavori di un valore inestimabile. 

Il titolo della mostra, «Magie e ricordi», ben rappresenta il fil rouge che esiste tra le opere esposte. Le magie: quelle nascoste in piccoli segnali che si sono presentati a Natasha F. Pulitzer e che sono stati il motore di questa iniziativa. Dopo aver letto il libro dei Tarocchi di Jodorowsky, per una pura casualità (o forse per magia) Natasha F. Pulitzer trova nascosti in un angolo alcuni mazzi di tarocchi disegnati da Luzzati, proprio quelli di Marsiglia, gli stessi studiati da quarant’anni da Jodorowsky. I ricordi: le immagini affidate alla memoria personale della stessa curatrice che svelano particolari inediti della vita privata di Emanuele Luzzati, immortalato in momenti familiari e quotidiani.  

Noto soprattutto come scenografo e illustratore, maestro in ogni campo dell'arte applicata, Emanule Luzzati è nato a Genova nel 1921. Diplomato all'Ecole des Beaux Arts di Losanna, ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Espone nel '72 alla Biennale di Venezia; nel '75 è fondatore, con Aldo Trionfo e Tonino Conte, del Teatro della Tosse di Genova; autore di film di animazione con Giulio Gianini, otterrà due nomination all'Oscar. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo.

Completa le iniziative dedicate ad Emanuele Luzzati la produzione di un video, curato da Franco Delli Guanti, dove l'attore Paolo Poli racconta il suo rapporto professionale con l'artista ligure. «Era ebreo e genovese...» - questo il titolo del filmato - documenta la grande produzione scenografica teatrale di Luzzati.

 Riva del Garda, 12 novembre 2011

Uff.stampa



Alcuni momenti della mostra:


 


La studiosa di cultura ebraica, Maria Luisa Crosina tiene una conferenza sulle "Festività ebraiche" ispirandosi ai disegni di Lele Luzzati:



Rassegna stampa:

I ricordi e le magie di Luzzati (l'Adige 26 novembre 2011)

Fantastico mondo di Luzzati (Il Trentino 26 novembre 2011)

Le festività ebraiche con Luisa Crosina (Il Trentino 3 dicembre 2011)

Made in Italy

 

FRATELLI D'ITALIA
Undici artisti rendono omaggio al risorgimento 

Andrea Cardone | Bruna Carnio | Anna Caser | Adriano Cecco | Fulvio Dot | Anna Galassini | Alessandro Goio | Alberta Struffi | Livio Tasin | Anna Toffaletti | Luciano Tarasco

15 ottobre - 6 novembre 2011

Fratelli d'italia
Il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda prosegue la stagione autunnale proponendo una mostra di undici artisti che rendono omaggio al Risorgimento. Dal 15 ottobre al 6 novembre 2011
Nell'anno in cui si celebra il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda propone un evento espositivo in cui undici artisti del Triveneto rendono omaggio al Risorgimento tra il serio e l'ironico. Una interpretazione antiretorica dell'Unità d'Italia che potrà essere visitata dal 15 ottobre al 6 novembre prossimi presso la Galleria Civica “G. Craffonara” di Riva del Garda con il patrocino del Comune di Riva del Garda e la collaborazione di Agraria Riva del Garda. Ad esporre le loro opere saranno gli artisti trentini Livio Tasin, Alberta Struffi e Alessandro Goio, gli artisti veronesi Laura Toffaletti, Adriano Cecco, Anna Caser, Andrea Cardone, Luciano Tarasco, le artiste trevigiane Anna Galassini e Bruna Carnio e Fulvio Dot di Monfalcone. 
L'inaugurazione della mostra è in programma sabato 15 ottobre alle ore 18.30: oltre alla presentazione delle opere esposte si potrà degustare un buffet “Tricolore” studiato per l'occasione.
 

FRATELLI D'ITALIA NELL'ARTE E NEL CINEMA 

Dopo la positiva esperienza in occasione della mostra del fotografo veronese Paolo Parma, il Centro Culturale “La Firma” ripropone l'iniziativa del cineforum affiancando all'esposizione un breve ciclo di film dedicati alla nostra storia risorgimentale, cercando di privilegiare alcune pellicole poco viste ma comunque importanti e legate a due grandi registi italiani: Roberto Rossellini e i fratelli Taviani.

Si inizierà domenica 16 ottobre con Allonsanfan, film del 1974 di Paolo e Vittorio Taviani. In quest'opera un meraviglioso Marcello Mastroianni dà vita ad un personaggio di traditore degli ideali risorgimentali: la messa in scena di una crisi esistenziale (e politica) e delle conseguenti bassezze a cui può far ricorso anche il più puro dei rivoluzionari. Come sempre nei film dei fratelli Tavaini il film ha notevoli punti di contatto con l'attualità del momento in cui è stato girato il film (l'inizio degli anni '70) ma anche con la nostra dolorosa attualità politica.Si proseguirà domenica 23 ottobre con “Vanina Vanini” di Roberto Rossellini: anche qui una storia di tradimento -questa volta dettata da un sentimento amoroso- sullo sfondo della Roma della Restaurazione. Tratto da un racconto di Stendhal, un'intensa Sandra Milo interpreta la principessa Vanina Vanini che in preda alla passione amorosa per un carbonaro non esista a ricorre alle soluzioni più estreme e a sacrificare ogni ideale.

Il ciclo si concluderà domenica 30 ottobre con Viva l'Italia sempre di Rossellini, girato nel 1961 per celebrare il Centenario dell'unità d'Italia. Il film si presenta come una cronaca minuta, attenta ai fatti quotidiani e ai riflessi secondari della grande avventura storico-politica sui suoi protagonisti. Rosellini - tratto caratteristico della sua poetica- vuole rimare fedele ai “fatti” e fare della spedizione dei Mille una narrazione il più fedele possibile degli avvenimenti così come si sono svolti. L'ambizione rosselliniana non è una “reinterpretazione” della Storia, ma il saper coglierla mentre si svolge sotto i nostri occhi con uno sguardo il più possibile “vergine”, a volte anche a costo di scivolare nel “didatticismo” scolastico.

Tutti i film saranno proiettati alle ore 21.00 presso l'Auditorium del Conservatorio di Riva del Garda con ingresso gratuito. 


 Alcuni momenti dell'inaugurazione:




Renato Ballardini e Giuseppe Ferrandi durante la conferenza "Irredentismo e Risorgimento. Autonomia e...":


Vedere il mondo / Vedere mondi


Vedere il mondo/Vedere mondi - Was Here

La fotografia di Paolo Parma

24 settembre - 9 ottobre 2011


 locandina Paolo Parma

Inaugurata sabato 24 settembre, prosegue fino al 9 ottobre nelle sale della galleria civica «Craffonara» la doppia esposizione delle mostre «Vedere il mondo, vedere mondi» e «Was Here» del fotografo veronese Paolo Parma, organizzata dal centro culturale «La Firma» con il patrocinio del comune di Riva del Garda e la collaborazione di Agraria Riva del Garda. All'esposizione è affiancato un piccolo cineforum (tre pellicole sul tema della fotografia, il 26 settembre e il 3 e il 10 ottobre all'auditorium del Conservatorio) e – domenica 9 ottobre – un percorso verbale e letture di Luca Bragaja. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

     La fotografia di Paolo Parma

 

La fotografia di Paolo Parma - scrive il critico Luigi Meneghelli - sembra in apparenza registrare in maniera scrupolosa ed ossessiva quanto si manifesta davanti all'obiettivo. In realtà, non mira a confermare ciò che è oggettivo e ad intensificare l’esperienza del conosciuto, quanto a rendere tutto conoscibile, a far del visibile un’ipotesi, del vero un qualcosa di potenziale. Non fissa solo il caos della realtà, inquadrandolo e bloccandolo, ma pietrifica anche ciò che è immateriale, come l’ombra. Anzi, proprio al lato oscuro, indifferenziato delle cose (o degli esseri) viene data una tale attenzione, che gli elementi tangibili danno l’impressione di regredire in secondo piano. E’ come se l’indeterminato trascinasse nella propria inafferrabilità percettiva anche ciò che è chiaramente definito. Fino al punto estremo di illuderci, attraverso l’artificio fotografico, che è l’immagine a guardarci, a farci segno, a farci vedere.

Parma si limita a rivelare momenti (cose, paesaggi, situazioni) in apparenza casuali, il cui senso non è tanto mostrato, quanto suggerito. Le sue fotografie si offrono così come saggi fotografici ed emanano elusività, ironia, paradosso. Gli stessi tagli o inquadrature, simili a “frame” cinematografici, non aprono la veduta, casomai la frammentano, la moltiplicano, la disperdono. Tutto diventa incommensurabile, incollocabile e l’unica cosa che si evidenzia è che l’occhio è lì fisso, in uno spazio chiuso, a tentare invano di “raccogliere” la diffusione del cosmo, quasi come se l’impedimento alla vista diventasse il soggetto della foto o come se “il davanti” (il primo sguardo) inibisse la possibilità di vedere il dietro. Lo sguardo si trova smarrito, posto di fronte contemporaneamente a più dimensioni, a più strati delle cose. E l’assenza, l’orma, l’ombra sono paradossalmente più evidenti delle cose che scontornano, o meglio è il vuoto che “sorregge la pretesa positività degli oggetti”. Non un mondo all'incontrario, ma un mondo che non conosce fissazione, stabilità, confini.

Riva del Garda, 26 settembre 2011
Uff.stampa

"Indago luoghi a me “vicini” a cui non presto normalmente attenzione, mi prendo il tempo e il silenzio per ascoltarli per la prima volta. In questo stato di sospensione e attesa ritrovo le mie tracce e quelle di altri con le mie. Si crea un’intimità. Nuovi paesaggi si disvelano assieme ad architetture improbabili di inattesa dignità e bellezza." (Paolo Parma)



 Alcuni momenti dell'inaugurazione della mostra: 


 

LUCA BRAGAJA COMMENTA LA SERIE FOTOGRAFICA “WAS HERE” DI PAOLO PARMA 
Una stanza in penombra, dove la luce dell’alba filtra per tende arancio e i vestiti stanno abbandonati su una sedia, su un letto. Un faro come una luna che getta una luce dorata sulle pareti ai piedi di una scala, in un seminterrato. Un quadro elettrico bruciato che si staglia come una bandiera, un intonaco scrostato in figure fantastiche, tubature e graffi. 
La voce di Luca Bragaja racconta e commenta il tempo di una nuova libertà delle cose che si dilata dalla fotografia di Paolo Parma, dalle immagini di oggetti segni luoghi anonimi che rivelandosi ci dicono “WAS HERE”.
bragaja
Rassegna stampa:

Alla galleria civica Craffonara le fotografie di Paolo Parma (Trentino 25 settembre 2011)

Acrobazie - Circo e Dintorni

  
Acrobazie - Circo e dintorni

3 - 15 settembre 2011

Acrobazie - Circo e dintorni

Il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda inaugura la stagione autunnale proponendo le “Acrobazie” di tre artisti che si ritrovano sotto un immaginario chapiteau 

Sarà il circo protagonista del nuovo evento “Acrobazie. Circo e dintorni” del Centro Culturale “La Firma” in programma dal 3 al 15 settembre prossimi presso la Galleria Civica “G. Craffonara” di Riva del Garda. Tre gli artisti che si ritroveranno sotto l'immaginario chapiteau montato per l'occasione dalla presidente dell'associazione rivana, Anna Caser: Maurizio Gioco, Titou Vergier e Primo Cassol. Si tratta dell'evento che inaugura il corposo calendario autunnale dell'Associazione rivana che culminerà con un'esposizione di opere di Emanuele Luzzati che arriveranno in prevalenza dalla collezione privata di Natasha Pulitzer “Il lavoro di un felice Artigiano, di un poeta della manualità” come scrive Ermanno Olmi nel catalogo della mostra di Palazzo Agostinelli di Bassano del Grappa. Le iniziative sono realizzate con il patrocinio del Comune di Riva del Garda e la collaborazione di Incorniciarte e dell'Agraria di Riva del Garda. 

Maurizio Gioco presenta le sue marionette, “Tipi da circo”, personaggi che popolano e rappresentano il mondo del circo, spettacolo sempre più spesso emarginato nelle periferie delle grandi città e che è alla ricerca di nuove forme espressive. Maurizio Gioco, artista veronese, crea personaggi-burattino, di taglio sghembo e improbabili, i suoi “Tipi” fanno parte di un universo in disarmonia con i tratti definiti delle facce quotidiane, è il circo sociale, antropologico che incontriamo per la strada, e che viene trasposto nella forma e nel colore. I personaggi di Maurizio Gioco nella mostra rivana dialogheranno con le figure in cartapesta dell'artista francese Titou Vergier, leggere pur nella rotondità delle loro forme, diafane e colorate, vivono nel ricordo, nel sogno, una reverie di un mondo infantile.

E poi ci sono le fotografie di Primo Cassol, origini venete, emigrato all'età di tre anni nell'Alto Garda trentino, professione tecnica alle spalle, da sempre appassionato di fotografia. Cassol con i suoi scatti rende omaggio al circo con un percorso onirico per celebrare un'arte oramai di Resistenza che sta scomparendo, che va fotografata per ricordare e non disperdere un'eredità carica di tradizioni ed incanto. Primo Cassol ha avvicinato gli Artisti d'un piccolo circo di provincia (il Circo do Brasil) che gli hanno aperto i recinti e le loro case sulle ruote, consentendogli di cogliere anche gli aspetti meno spettacolari, più intimi, veri ed umani. 


Accanto alle opere in mostra dei tre artisti il Centro Culturale “La Firma” ha previsto anche due appuntamenti collaterali.

Il primo riguarda la proiezione del film “Questione di punti di vista” con Sergio Castellitto e Jane Birkin - domenica 11 settembre, ore 21.00, Rocca di Riva del Garda - ambientato nel sud della Francia in un circo che ha appena perso il suo proprietario. Anche con questo film si vuole dare una lettura inedita della vita circense, nell'immaginario cinematografico più che altro legata alla visione che ne ha dato Fellini talvolta grottesca ed eccessiva. 


Giovedì 15 settembre, ore 18.30, Galleria Civica “G. Craffonara”, invece sarà la volta della presentazione di due libri, sempre legati al mondo circense.

Il primo è stato scritto a quattro mani da Paolo Leoni e Matteo Trenti. “Nez Rouge: il passaggio di un destino” è un breve romanzo tratto da una storia vera, quella dello stesso Trenti. Dopo essersi innamorato di una artista di strada parte per Parigi, con l'intento di frequentare la scuola di circo di Annie Fratellini. Sarà lì che il protagonista incrocerà lo sguardo di Emilie.

Il secondo volume sarà presentato dall'editore roveretano Roberto 

Keller. Si tratta del libro “Lo scaffale degli ultimi respiri” della scrittrice Aglaja Veteranyi, figlia di circensi fuggiti dalla Romania e approdati in Svizzera dopo una vita di spettacoli in vari continenti. Pochi giorni prima dell'uscita del volume l'autrice si toglie la vita in riva al Lago di Zurigo a soli quarant'anni. 


Alcune immagini dell'inaugurazione:



Rassegna stampa:
Link:


 

LIBRI EX LIBRIS

6-22 maggio 2011 

Libri ex Libris

Un viaggio attraverso la letteratura italiana ed europea attraverso gli ex libris. Miniature artistiche per ornare e definire la proprietà del libro.
In mostra oltre 150 ex libris d’autore provenienti dall’ Associazioe italiana ex libris. In mostra anche lavori realizzati dai ragazzi delle scuole di Riva ed Arco durante i laboratori fatti con con Roberto e Ilaria Piazza.

UN VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON GLI EX LIBRIS

Un viaggio nel mondo della letteratura italiana e europea attraverso gli ex libris. E' l'itinerario che si può compiere dal 6 al 22 maggio presso la Galleria Civica “G. Craffonara” di Riva del Garda su iniziativa del Centro Culturale “La Firma”. Una nuova rassegna promossa dall'associazione rivana in collaborazione con la Biblioteca Civica, l'Associazione Amici dell'Arte e il patrocinio del Comune di Riva del Garda. In mostra oltre 150 ex libris d'autore provenienti dall'Assocazione Italiana Ex Libris presieduta da Mauro Mainardi. Ma non solo. L'esposizione vedrà la presenza anche di ex libris con incisioni di Remo Wolf messi a disposizione dalla storica Maria Luisa Crosina e una serie di lavori realizzati dai ragazzi delle scuole elementari e medie di Riva del Garda e Arco durante i laboratori condotti da Roberto e Ilaria Piazza. Il percorso tecnico artistico - avviato lo scorso gennaio - prevedeva l’arte della stampa in funzione della creazione di un ex-libris: dalla preparazione del disegno alla realizzazione della matrice per la tipografia.

L'espressione latina "ex libris", scritta su un libro, solitamente sul risvolto di copertina, e seguita dal nome di una persona o di un'istituzione, è un segno di proprietà del volume e precisa che proviene dalla biblioteca della persona o dell'istituzione indicati. Nel Quattrocento, dopo la scoperta della stampa, questi segni di proprietà, oltre che essere scritti a mano, sono stati stampati su piccoli fogli e applicati ai libri, con il nome del titolare isolato, oppure inserito in una illustrazione eseguita da artisti incisori di grande valore come Dürer. Nei secoli successivi, sono state applicate su alcuni incunaboli e su libri a stampa accrescendo con la loro presenza il pregio del libro e con esso sono conservate in prestigiose biblioteche, come preziose opere di arte libraria. Separate dal libro sono diventate, come grafiche d'arte, oggetto di conservazione nei musei e nelle collezioni private. Se l’ex libris intorno al quindicesimo secolo era legato al libro e alle biblioteche, a partire dall’inizio del ventesimo secolo questa connotazione cambia. Alla fine dell'Ottocento nasce il collezionismo che si diffonderà in modo particolare nel Novecento coinvolgendo l'opera di artisti di alto spessore nel realizzare opere tese a raccontare, attraverso la committenza, l’uomo, le sue professioni, le sue passioni, le sue fantasie trasformando l’ex libris in un oggetto da collezione. L'inaugurazione della mostra è in programma venerdì 6 maggio alle ore 11.00. Interverranno Federica Fanizza, Mauro Mainardi e Roberto Piazza. La mostra quindi proseguirà fino al 22 maggio con orario dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00, dal 17 al 22 maggio apertura anche mattutina dalle 10.00 alle 12.00. L'ingresso è libero. 

 

Alcune immagini della presentazione

 

 
Rassegna stampa:

Ex libris alla galleria civica (Trentino 6 giugno 2011)
Toni Buso  - La finestra dei sogni
 
26 marzo - 10 aprile 2011

Toni Buso

Doppio appuntamento con l'arte alla galleria civica Craffonara.
Da sabato scorso e fino al 10 aprile espone le sue opere Toni Buso: una pittura fatta di sogni e ricordi, una rielaborazione del mondo dei fanciulli ottenuta ruotando immagini, simboli e forme geometriche su sfondo biancbhi o pallidamente colorati.


Un artista che inserisce nelle sue opere la poetica del "fanciullino". È Toni Buso che rielabora a modo suo il mondo di quando eravamo piccoli, facendo ruotare immagini, simboli e forme geometriche su sfondi bianchi o pallidamente colorati.


Le opere dell'artista trevigiano saranno esposte a Riva del Garda su iniziativa del Centro Culturale "La Firma" dal 26 marzo al 10 aprile presso la Galleria Civica "G. Craffonara".

L'esperienza di Toni Buso ha inizio alle origini della propria esistenza approdando alla forza espressiva del fanciullo ma con la consapevolezza dell'adulto. 

La pittura di Buso è fatta di sogni, di ricordi, di affetti, che affiorano dal profondo per rendersi visibili e tangibile attraverso l'arte: una pittura sognante nella quale nasce per prima la linea che traduce i ritmi della vita; essa diviene a volte parola-simbolo l'utilizzo di questi grafismi letterari assume, soprattutto nei lavori più recenti, l'aspetto di un arabesco che dà corpo allo sfondo e il senso di tale scrittura non è più narrativo ma radicato nell'interiorità. "Toni Buso - scrive Dino Formaggio - uscito dall'accademia di Venezia portandosi dentro le immagini e il fascino dell'opera astrattista, ha elaborato in proprio una particolare ed originale forma di pittura astratta, nata per immediatezza diretta dalla propria natura, senza mai risentire di scuole o di poetiche elaborate altrove.
Le sue opere su tela o su carte speciali, portano il segno di una straordinaria freschezza, quasi infantilmente mossa in una grande luce, dove una danza rarefatta di segni e di purissimi colori ritma felicemente la propria innocenza. Un'innocenza che conquista la sua apparente semplicità su cumuli di sapienti esperienze formali e sempre più preziose tecniche di esecuzione". 

Toni BusoNelle opere di Toni Buso si nota un'evoluzione lenta ma costante di forme e di giochi di colore che tendono a sconvolgere la superficie dipinta. Sono tratti veloci di pennellate rosse, gialle, qualche viola, un po' di nero e così via, in un astrattismo geometrico e informale, un equilibrio che a volte viene messo in discussione dalla poesia che vuole raccontare. Il suo è un linguaggio che vorrebbe essere "ingenuo" ma che in realtà è molto complesso e ripetitivo, un pretesto quello di ricorrere al mondo dei giochi d'infanzia (l'aquilone, la giostra, il girotondo, il trenino di legno), perchè la sua intenzione è nella ricerca cromatica, nei toni sempre diversi, nelle forme che solo lui riesce a modellare con il pennello.
Buso adopera una base che è quella che tutti noi abbiamo conosciuto: le squadre, la griglia, la carta di quaderno e ricompone su tela aggiungendovi quello che il pensiero lo rende "libero di infinite possibili manipolazioni" che a volte sembrano ripetersi quasi ossessivamente. Quello di Toni Buso è un viaggio alla ricerca dell'essenza più vera delle cose che perdono la connotazione naturalistica travalicando il dato oggettivo ed apparente per arrivare ad una dimensione narrativa dove i simboli e le immagini assumono la valenza di memoria, suggestione e forza identitaria. Buso riscopre il valore di una pittura vera, fatta di materiali sapientemente utilizzati e piegati al volere dell'artefice. Toni Buso è nato a Treviso nel 1954, ha iniziato ad esporre in manifestazioni collettive nel 1966. 

Ha frequentato a Venezia il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti con Alberto Viani. Ha frequenti contatti con lo storico dell'arte Luigina Bortolatto e con il filosofo dell’arte Dino Formaggio. Opera e collabora con l'Associazione Triveneta per le Arti Visive "Le Venezie". Le sue opere sono nell’archivio del Museo di Arte Moderna "Ca' Pesaro" (Venezia); esposte nel Museo d’Arte Moderna "Dino Formaggio" di Teolo (Padova), saranno esposte nel Museo d'Arte Moderna del Palazzo Sarcinelli di Conegliano (Treviso). Le sue mostre personali sono state realizzate in Italia e all'estero, fra le più importanti: Galleria Civica d'Arte Moderna Palazzo dei Diamanti di Ferrara; Opera Bevilacqua La Masa di Venezia; Galleria Municipale di Chamaliéres (Francia). Premiato tre volte alle manifestazioni dell'Opera Bevilacqua La Masa di Venezia, X Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma; "Tre generazioni a confronto" Museo Pushkin di Mosca, Galleria d'Arte Moderna di Alma Ata, Museo de l'Hermitage di Leningrado; "34 giovani grafici veneti" Museo dell'immagine e del suono di S. Paolo del Brasile; Triennale mondiale di grafica presso le Gallerie Municipali di Chamalierés (Francia), Strasbourg (Francia), Stavanger (Norvegia). 

da Exibart.com



Alcune immagini dell'inaugurazione:


 

Rassegna stampa:

Toni Buso, la poetica del fanciullino (l'Adige il 9 aprile 2011)

D'amore e altre follie - Omaggio ad Alda Merini

 
D'amore e altre follie - Omaggio ad Alda Merini

5-6 febbraio 2011

Alda Merini
Da anni presente sul territorio di Riva del Garda, il Centro culturale "La Firma", associazione senza scopo di lucro, contribuisce ad arricchire e vivacizzare l'ambiente artistico e intellettuale con mostre, eventi e dibattiti, divenendo così nel tempo un centro culturale di riferimento importante. Il 2011 si apre con una mostra all'interno della Sala Craffonara il 5 e 6 febbraio dedicata ad Alda Merini, intitolata "D'amore e altre follie". 

La grande poetessa era stata ospite a Riva del Garda nel 2001, invitata proprio dal centro culturale "La Firma". Un evento, quello del prossimo week end, legato al concetto di come l'arte, anche in momenti di difficoltà psichica e di disabilità, riesce ad esprimersi creando opere meravigliose.

Il centro culturale «La Firma» con il sostegno del Comune di Riva del Garda propone una mostra alla galleria Craffonara dedicata al proprio fondatore, Arrigo Colorio: una selezione di opere di Fritz Fröhlich visitabile gratuitamente il 5 e 6 febbraio dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Evento introduttivo è un omaggio ad Alda Merini, la grande poetessa che fu ospite in città esattamente dieci anni or sono, invitata proprio da «La Firma». Intitolato «D’amore e altre follie», l'evento – sabato 5 febbraio alle ore 17, alla presenza dell'assessore alla cultura Maria Flavia Brunelli – è condotto da Clara Lotti, con la voce di Isabella Dilavello e il sax di Paolo Ballini ad accompagnare la recitazione degli aforismi di Alda Merini, e con la storica Maria Luisa Crosina che legge la poesia «Io non ho bisogno di denaro». Durante la mostra è proiettato un video realizzato per l'occasione da Ludovico Maillet. L'ingresso è libero.

Alda Merini Alda Merini

 
Alcune immagini dell'inaugurazione:





Omaggio del Centro Culturale "La Firma" ad Alda Merini e alla sua presenza a Riva del Garda.



Rassegna stampa:

Omaggio a Colorio e Alda Merini (l'Adige il 2 febbraio 2011)

Il centro La Firma rende omaggio ad Alda Merini (Trentino 1 febbraio 2012)
 

Informazioni aggiuntive