Chiamatemi Divina

 

 22 agosto > 9 settembre 2015

CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray
Storia di un'attrice dimenticata

 

Mostre 2015

a cura di Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet
Inaugurazione sabato 22 agosto ore 18.00


Chiamatemi Divina - Dorian Gray

“Fascino e mistero”

Se alla metà degli anni Cinquanta si fosse chiesto all'italiano medio chi fosse Dorian Gray la stragrande maggioranza delle persone non avrebbe risposto pensando al protagonista del famoso romanzo di Oscar Wilde bensì ad una delle più belle attrici apparse nel panorama cinematografico italiano di quegli anni. Dorian Gray era una dea scesa dalle passerelle della rivista ad illuminare con la sua sola presenza molte commedie a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta: bellissima, ironica, con un alone di riservatezza e mistero, una perfetta Marilyn nostrana che fece sognare milioni di spettatori cinematografici.

Questo lavoro vuole riportare alla memoria una diva che un po' a causa della corta memoria nostrana - cinematografica ma non solo - e un po' per volontà della stessa Dorian ha fatto poco alla volta perdere le sue tracce.


Dorian Gray non aveva sempre portato questo nome impegnativo e un poco ambiguo: era infatti nata come Maria Luisa Mangini a Bolzano il 2 febbraio 1928 (con divistica civetteria sposterà poi nelle interviste la sua data e il luogo di nascita al 1936 a Roma!). Il padre, Luigi Mangini, era un dipendente statale di servizio nel capoluogo altoatesino e la madre, Flora Divina, era una casalinga originaria del Trentino. La famiglia abiterà a Bolzano fino all'agosto del 1938, quando, con Maria Luisa di appena 10 anni, si trasferirà a vivere a Pesaro.

Dorian Gray - foto di Chiara SamugheoL’inizio della carriera di Dorian Gray avvenne a Milano nel primo dopoguerra nelle file del balletto del Teatro alla Scala sotto la direzione del famoso coreografo Aurel Milloss. Sarà Erminio Macario a farla debuttare nel 1950 come soubrette nella rivista «Votate per Venere». Per un lustro si susseguono una serie di spettacoli di successo quali: «Il sogno di un Walter», «Gran Baraonda». «Made in Italy» e «Passo doppio», accanto a nomi importanti della rivista e dell’avanspettacolo quali Wanda Osiris, Walter Chiari, Alberto Sordi e Ugo Tognazzi.

A metà degli anni Cinquanta Dorian Gray tenta la carriera del cinema infilando uno dietro l’altro una serie di film di successo accanto a Totò: su tutti ricordiamo la parte della «malafemmina» in «Totò, Peppino e la... malafemmina». 
È l’inizio di un successo travolgente che la porterà a girare oltre 30 film. Tra questi sicuramente meritano un posto d’onore due interpretazioni con i più grandi registi italiani di quegli anni: Federico Fellini e Michelangelo Antonioni. Per il regista riminese vestirà i panni di Jessey, l'amante frivola e capricciosa di Amedeo Nazzari nel film «Le notti di Cabiria». Antonioni invece le cambierà radicalmente look e personaggio facendole interpretare il ruolo drammatico della benzinaia Virginia ne «Il grido».

Nel frattempo Dorian si era legata sentimentalmente ad Arturo Toffanelli, figura di spicco del giornalismo di quegli anni e direttore della rivista «Tempo». Tofanelli si diede molto da fare per aiutare la carriera di Dorian: la sua rivista dedicò all'attrice moltissime copertine e servizi e - con la sua piccola casa di produzione, la «Tempo Film», co-finanziò diversi progetti che vedevano Dorian Gray tra i protagonisti. Nel 1962 Tofanelli finanzia una grossa coproduzione italo-tedesca-spagnola «Marcia o crepa», primo film a parlare apertamente della guerra d’Algeria, in cui Dorian interpreta nuovamente un ruolo tragico con notevole spessore ed espressività. 

L’anno dopo nacque il figlio di Dorian e di Arturo Tofanelli: Massimo Arturo Tofanelli. Da quel momento Dorian si ritirò nella villa che si era fatta costruire a Torcegno in Valsugana vicino al luogo di origine della madre e si dedicò ad allevare il figlio diradando le sue apparizioni cinematografiche. Tornerà al cinema nel 1965 per due interpretazioni che chiudono una parabola artistica straordinaria.

Da questo momento più nulla. Come Grata Garbo, decide nel pieno del suo splendore fisico e artistico di scomparire all'età di 37 anni (ma per tutti ne ha 29!) e di isolarsi dal mondo e da tutti chiudendo ogni rapporto con l'ambiente cinematografico. Una tragica mattina dell'11 febbraio 2011 si toglie la vita nella sua abitazione di Torcegno.

 
Riva del Garda | Sala Civica «G. Craffonara» | Giardini di Porta Orientale
tutti i giorni 10.00 > 13.30 - 17.00 > 20.30 | Ingresso libero

  

Alcune immagini, in occasione dell'inaugurazione della mostra

 

 Rassegna stampa

 

La mostra

 

Chiamatemi Divina. Dorian Gray ritratto di una diva    La pagina Facebook dedicata a questo progetto: Chiamatemi Divina. Dorian Gray ritratto di una diva

 

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