Mostre 2014
 

1 > 18 giugno 2014

Vincenzo Pellitta
Configurare le forme, abitare gli universi

 

  


Inaugurata domenica primo giugno nella galleria civica «Craffonara», ai giardini di Porta Orientale di Riva del Garda, la mostra «Configurare le forme, abitare gli universi» dell’artista vigevanese Vincenzo Pellitta.

La mostra, primo evento espositivo di quest'anno del centro culturale La
Firma nello spazio comunale di Riva del Garda, prosegue fino al 18 giugno, con apertura tutti i giorni dalle 15 alle 18, sabato e domenica anche dalle 10.30 alle 12.30. L'ingresso è libero.

 Vincenzo Pellitta


Il mix di sguardi plurimi e di affondi nella cultura del proprio tempo, di configurazione delle forme, di manipolazione e costruzione dello spazio, di declinazione dei segni, di griglia ipermodernista, di flessibilità degli universi, fa vivere il recente lavoro di Vincenzo Pellitta; e ancora, mimetizza e clona, duplica e libera, materializza e imita, esplora connessioni e riprogramma, associa immaginario e catena di montaggio, fa coabitare soggetto-forma e contesto.

L'aggettivazione neoastratto-concreta serve a Pellitta a segnalare che l'arte è un metodo di conoscenza del mondo, a muoversi oltre il razionale facendo proprio l'irrazionale come sensazione/ intuizione e avviando quella ispessita sperimentazione linguistico-geometrica che è fatta di ritagli di definizione spaziale.

Vincenzo PellittaLa parabola artistica di Vincenzo Pellitta si conferma in un arco gestuale di lavoro in cui la monocromia-luce, o meglio lo specchio implorante, sente la consequenzialità scientifica, con l'incidenza delle particelle-materia, dei segni-disegni, e di ogni altro apporto percettivo che avvia relazioni col mondo del segno e della geometria cui da anni l'artista vigevanese ne ha sposato le idealità. Oltre questi capitoli di racconto geometrico e infinitesimale, partiture formali, architetture dello spazio, flussi e riflussi, rapporti, dissonanze, tracce e silenzi.

Tutta l'esistenza presente in queste opere è ricca di significati, di sensi profondi che guardano oltre i dati momentanei della percezione, scoprendo un altrove, uno specchiante, una realtà esterna e interna. Lo spazio non si identifica più totalmente con la superficie, ma si trasforma in un luogo di apparizioni ricche di rinvii analogici. Dentro le geometrie, l'immagine e il suo doppio. Privilegio di queste opere è il loro “esserci” catturate da un'astratta progressione storica. Ad ogni nuova occasione la loro lezione si rinfrange, si riaccende, vive una traduzione infinita, una infinita transizione di senso, di codificazione, di segmentazione, di slittamento, di tracce e percorsi che ritornano all'origine.


Queste opere,che compongono questo nuovo capitolo di Vincenzo Pellitta, da quelle costruite con materiali naturali a quelle specchianti e a quelle intervallate da tracce di colore, necessitano di un senso di durata che si attesta tra l'informalità assoluta e l'assoluto della forma, una luce-colore che si fa presenza-assenza, e addirittura filosofia di fondo dove galleggiano interne armonie.

Vincenzo Pellitta annulla le capacità narrative dell'oggetto-opera, che porterebbero standardizzazione e controllabilità, per reintrodurre l'imprevedibilità, l'incertezza, il labirinto, il gioco. Strutture parallele, minimaliste, nate dall'utopia Bauhaus e dal costruttivismo, che oggi sforano in uno spazio "cinegenico", dove il visitatore diventa attore specchiandosi.

 

Vincenzo PellittaVincenzo Pellitta
É nato nel 1948 a Rotondella (Matera). Vive in provincia di Pavia dal 1962 e a Vigevano dal 1976. Comincia a dipingere nel 1970 ricevendo da alcuni artisti pavesi i primi insegnamenti e con gli stessi partecipa a numerosi concorsi di pittura estemporanea approfondendo così la tecnica chiarista, dipingendo paesaggi all'aperto.
Frequenta in seguito il corso serale di disegno e pittura all'Istituto "Roncalli" di Vigevano. Diverse sono state le componenti formali che ha esaminato, dalle prime esperienze figurative su linee veristiche a quelle del periodo chiarista, poi espressionistiche e infine a quelle informali non declinando anche certe soluzioni di tendenza surrealista.

Dal 1992 inizia un recupero per l’interesse estetico costruttivo, dipinge prima una serie di opere geometriche ad olio e poi il suo interesse si rivolge al materiale nella sua trasformazione.  Il disegno ricavato dal pieno-vuoto è realizzato con la tecnica della tranciatura su metallo eseguita nei primi anni della ricerca facendo uso di trance meccaniche, in seguito usando punzonatrici meccaniche computerizzate e successivamente con macchine computerizzate a taglio laser. Dal 1992 al 2002 opera incollando le lastre di metallo “precedentemente ritagliate”, su tavola e dipingendo lo sfondo con le varie tonalità di grigio e nero.

Dal 2002 inserisce nelle strutture anche il colore. Dal 2007 usa anche incollare sullo sfondo pellicole specchianti, indagando sul tema specchio-luce. E’ stato cofondatore di due Gruppi artistici, uno a Pavia “La nuova Dimensione” e uno a Vigevano “Tempo Zero”. La sua prima personale risale al 1978. Dal 2000 collabora con la storica Galleria Arte Struktura di Anna Canali, dove conosce i grandi maestri dell’arte geometrica, tra gli altri: Bruno Munari, Getulio Alviani, Marcello Morandini, Eugenio Carmi, Edoardo Landi, Ludwig Wilding; esponendo in diverse occasioni al loro fianco. Ha collaborato con il prof. Marco Fraccaro rettore del "Collegio Universitario Cairoli di Pavia" ad allestire varie mostre.

E’ inserito in diversi cataloghi d’Arte tra cui il Catalogo dell’Arte Moderna di Giorgio Mondadori del 2006 e del 2007. Fa parte dei soci artisti del prestigioso Museo della Permanente di Milano. Negli anni 90 è stato socio della Casa della Cultura, dove ha seguito un corso di storia dell’Arte (con il prof. Francesco Tedesco dell’Università Cattolica di Milano), e un seminario di filosofia moderna. Ha viaggiato in Italia e in Europa visitando diversi musei. Ha fatto parte del comitato scientifico dei musei di Vigevano ed è attualmente responsabile degli eventi artistici dello Spazio Rocco Scotellaro di Vigevano. Diversi critici si sono interessati al suo lavoro e ha allestito numerose mostre in Italia ed all'estero.

L'invito in formato pdf 

Alcune immagini dell'esposizione.

   

Sala Civica G. Craffonara Riva del Garda | Mostre 2014


MOSTRE 2014  
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale | Riva del Garda
Telefono 0464 573917 Organizza: Centro Culturale «La Firma»



01.06 > 18.06

 

12.07 > 30.07

 

Vincenzo Pellitta

Vincenzo Pellitta



Mostra personale

Fly

Anna Caser

Adriano Cecco


«Fly»

Dimostra e sottolinea l'ingresso della tecnologia nel mondo della creatività. Cofondatore di due Gruppi artistici, dal 2000 collabora con la storica Galleria Arte Struktura di Anna Canali, prima a Milano poi a Desenzano del Garda dove conosce i grandi maestri dell'arte geometrica, tra gli altri: Bruno Munari, Getulio Alviani, Marcello Morandini, Eugenio Carmi, Edoardo Landi, Ludwig Wilding. Vive e lavora a Vigevano.

Inaugurazione 01.06, ore 11.00
  

Lavori e installazioni recenti (Progetto ACCA) di Anna Caser e Adriano Cecco. I due artisti che provengono da percorsi e formazioni diverse, si sono messi insieme attorno ad un progetto comune. Si tratta di una scelta teorica che ha la sua ragion d'essere all'interno delle reciproche poetiche e della prassi dell'operare artistico, ma si tratta anche della volontà di mettere insieme delle affinità elettive che diventano originalità e ricerca di novità nell'arte.

Inaugurazione 12.07, ore 18.00

  

23.08 > 10.09   13.09 > 01.10  
 Quando il Garda era un mare

    

 Quando il Garda era un mare

La splendida avventura della «Bertolazzi Film»

 Bruno Gorlato  

Bruno Gorlato


«I luoghi del cuore»

  

Dal 1958 al 1966 il lago di Garda si trasformò in un gigantesco set cinematografico dove venivano ambientati film di pirati. Attraverso fotografie, poster, cimeli storici e testimonianze dei protagonisti diretti di quell'avventura viene riportata alla luce una pagina di storia del cinema italiano ai più sconosciuta.


Inaugurazione 23.08, ore 18.00



Bruno Gorlato ci riconduce nel mondo della favola, di Berta e delle tante altre favole ed utopie sotto le alte torri medievali delle nostre città e dei nostri borghi, con la sua fertile immaginazione scenografica che inventa casolari turriti, sagrate, facciate di chiese e campanili, castelli, mettendo insieme lacerti della memoria, visioni oniriche, ricordi d'infanzia e flash cinematografici.

Inaugurazione 13.09 ore 18.00

  
15.11 > 03.12

 

   
 Gino Bogoni

Gino Bogoni


«Figli bronzei»

   

«L'attività artistica ha per me un valore ineguagliabile. Fare scultura per me significa respirare». Parole di Gino Bogoni (Verona 1921 - 1990). La conoscenza diretta delle opere di Martini, Minguzzi, Manzù e soprattutto di Marcello Mascherini, lo impose a livello nazionale e internazionale: Quadriennale romana del 1965, Biennale di Venezia del 1966 e 1° Premio - Coppa della Critica Francese - UNESCO - Rassegna Internazionale d'Arte a Parigi 1977.

Inaugurazione 15.11, ore 18.00

   

 Preleva il CALENDARIO MOSTRE 2014 in formato pdf


 


Giuseppe Bravi

Segni e rilievi

1  >  17 dicembre 2013

 Giuseppe Bravi - Segni e rilievi


«Segni e rilievi» è l'ultimo evento espositivo del 2013 nella galleria civica «Craffonara» per il centro culturale «La Firma» che dal primo al 17 dicembre propone una selezione di opere pittoriche di Giuseppe Bravi. L’inaugurazione è domenica primo dicembre alle 11. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 18.30 con ingresso libero.

Nato nel 1940 a Milano vi rimane sino al 1949, anno in cui si trasferisce a Gardone Riviera con la famiglia, dove vive per circa dieci anni. Sul Garda si manifestano e concretizzano le sue attitudini nel campo della pittura, trascorrendo parte di questo tempo nello studio di un pittore del luogo. Questa esperienza gli conferisce una buona manualità e familiarità con le varie tecniche, oltre a contatti con altre forme d'espressione.
Segni e rilievi
Dopo gli studi nel campo economico-commerciale, dal 1964 la pittura diventa parte essenziale del suo quotidiano; sceglie un'attività slegata dall'arte per potersi mantenere ed essere libero da qualsiasi pressione o vincolo. Nel 1967 Bravi si stacca dal figurativo: la molla è Kandinskij, ma è il mondo di Klee che lo incuriosisce. S'interessa all'incisione ed è attivo in altri campi quali la ceramica raku e la scultura lignea. Conduce, da allora, ricerche su tecniche e materiali vari che va via via trasferendo nelle sue opere. È da questo periodo che inizia un rapporto particolare con vari tipi di carta che utilizza come supporto.

Nel 1978 inizia una collaborazione con una galleria svizzera e da allora realizzerà numerose mostre personali a Aigle, poi a Ginevra, Neuchatel, Losanna oltre a varie presenze alla Fiera Internazionale d'Arte di Basilea. Contemporaneamente altre esposizioni collettive e individuali vengono allestite in Italia, Austria, Giappone, Libano e Kuweit. Nel 1987 viene chiamato a far parte del gruppo «Esprit de Finesse» con il quale espone le sue opere sino al 1999.


Ufficio Stampa
Comune di Riva del Garda

  


Incenso e profumo di donna

Livio Conta

12 ottobre > 3 novembre 2013

 Incenso e profumo di donna - Livio Conta


S'inaugura sabato 12 ottobre alle ore 18 alla galleria civica «Craffonara» ai giardini di Porta Orientale la mostra personale di scultura, pittura e grafica di Livio Conta «Incenso e profumo di donna», a cura dell'associazione «La firma». Presentazione di Renzo Francescotti. La mostra rimane aperta fino al 3 novembre, tutti i giorni dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 18.30 con ingresso libero.

Livio Conta dopo aver frequentato l’istituto d’arte, all’inizio degli anni ’60 si trasferisce a Parigi, dove si iscrive alla scuola di disegno del Museo del Louvre studiando nel contempo gli Impressionisti. Nel 1963 si reca a Pietrasanta per confrontarsi con la scultura del marmo; qui incontra Marino Marini che lo incoraggia a proseguire il percorso artistico, visti i risultati già raggiunti.

Un lungo soggiorno in Spagna arricchisce la sua tavolozza, anche a seguito degli studi eseguiti sulle opere di El Greco. Il periodo trascorso a Milano, dove incontra vari artisti e critici, contribuisce in modo decisivo alla sua formazione sia culturale che stilistica. Legato da profonda amicizia al grande e indimenticabile pianista Arturo Benedetti Michelangeli, a cui dedica 43 opere pittoriche (Sensazioni melodiche), 23 delle quali esposte nel 1973 alla Salle Pleyel di Parigi durante un recital del Maestro, presenti anche il Presidente della Repubblica francese Georges Pompidou e il pianista Arthur Rubinstein. Uno dei ritratti è stato riprodotto, per desiderio espresso dallo stesso Michelangeli, sulla copertina di un suo disco - Carnaval di Schumann - edito dalla EMI nel 1975.

Livio Conta ha esposto i propri lavori in numerose città italiane ed estere, tra cui Parigi, Barcellona, Monaco di Baviera, Strasburgo (Palazzo del Consiglio d’Europa), Basilea, Hannover, Torino, Roma (Palazzo Barberini), Palermo. Le mostre personali più recenti sono state a Milano, Brescia (Palazzo della Loggia) e Arezzo (Galleria Civica). Opere bronzee figurano in parchi pubblici a San Diego in California, nel mausoleo di Denver in Colorado, nel Wisconsin, in Florida, Texas, Grecia, Belgio, Croazia, Germania, Austria, Italia. L’attività nel campo dell’arte sacra risulta notevole. Sculture in bronzo, legno, marmo, oltre a mosaici, vetrate, affreschi e oli su tela, sono stati collocati in chiese italiane e in diversi edifici sacri all’estero.

Fondamentali gli incontri personali avuti con S. S. Paolo VI e con S. S. Giovanni Paolo II, al quale l’artista fece dono nel 1981 della scultura Madonna della pace e fraternità fra i popoli.

E’ stato spesso impegnato nella realizzazione di medaglie commemorative per associazioni e comunità religiose. Nel 1995 ha ideato la medaglia in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Trento per la beatificazione del vescovo G. Nepomuceno de Tschiderer e del 450° anniversario del Concilio di Trento. Dal 2000 al 2002 è stato impegnato nell’arredo sacro della Cattedrale di Tirana in Albania, dedicata a San Paolo. Ha realizzato qui opere di grandi dimensioni in vari materiali: pietra, bronzo, legno e ceramica; ha inoltre istoriato le cinque vetrate alte oltre dieci metri. 

Incenso e profumo di donnaDal 2004 inizia la collaborazione artistica con il figlio Giorgio e vengono inaugurati i tre gruppi scultorei dedicati al beato Padre Monti: a Saronno, a Bovisio Masciago e a Milano in piazza Frattini. Nel 2006 realizza un gruppo scultoreo in bronzo per il santuario di Pietralba in Alto Adige e un monumento per il nuovo mausoleo di Chicago. Esegue inoltre l’arredo sacro per la chiesa di San Pio X a Caltanissetta, il monumento in bronzo a Padre Kino alto cinque metri . Nel 2010 significativo è l'incontro con SS.Benedetto XVI in occasione della benedizione della statua bronzea della Madonna di Loreto collocata all'aeroporto di Fiumicino. Nel 2011 partecipa su invito alla LIV Biennale di Venezia, curata dal critico Vittorio Sgarbi.

"Nelle sue opere pittoriche c'è solo un apparente distacco da quelle scultore: anche quando lavora sul legno (che conosce come pochi altri scultori, nella tradizione millenaria della sua terra trentina" o il bronzo, c'è sempre in lui una plasticità pittorica. Anche se è vero che usando la materia scultorea, Livio Conta sente il bisogno di moltiplicare i suoi simboli(il gioco delle mani, dei lacci,delle maschere, dei profili che si moltiplicano, dei corpi che diventano silouhettes), in un nodo di metafore che talvolta è arduo seguire. Ciò che è certo è che ci troviamo di fronte a d un artista vero, straordinario, dal "mestiere" eccezionale, che trasfigura nelle sue opere le inquietudini, le paure, le nevrosi, ma anche gli enigmi affascinanti che pure resistono nella nostra epoca dove pare trionfare solo la tecnologia.

 

Ufficio Stampa
Comune di Riva del Garda

  

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