L'eclisse

Ultimo capitolo della cosiddetta «trilogia dell'incomunicabilità» e punto di non ritorno di tutto il cinema, con «L'eclisse» Antonioni continua la sua ricognizione critica in una società caratterizzata da un crescente benessere materiale, grazie all'inarrestabile crescita economica, ma anche da una profonda crisi esistenziale.

L'eclisseLo fa alternando sequenze di rumore e caos, ambientate nelle sale della Borsa di Roma, a lunghi silenzi e paesaggi di architetture fredde, geometriche (il quartiere dell'EUR), che riflettono l'incomunicabilità dei sentimenti e l'insuperabile senso di estraneità che caratterizza il rapporto trai personaggi.

«L'eclisse» è ancora una volta un ritratto di donna, ma di una donna propria di Antonioni, ormai destinata a identificarsi, nella memoria degli spettatori, con la personalità mutevole e perplessa di Monica Vitti.

Antonioni così si espresse riguardo a questo capolavoro: «1962. A Firenze per vedere e girare l'eclisse di sole. Gelo improvviso. Silenzio diverso da tutti gli altri silenzi. Luce terrea, diversa da tutte le altre luci. E poi buio, immobilità totale. Tutto quello che riesco a pensare è che durante l'eclisse probabilmente si fermeranno anche i sentimenti. È un'idea che ha vagamente a che fare con il film che stavo preparando, una sensazione più che un'idea, ma che definisce già il film quando ancora il film è ben lontano dall'essere definito».

Gli ultimi dieci minuti, ormai privi di personaggi, di una bellezza abbacinante sembrano usciti direttamente da quadri di De Chirico. Il film vinse il premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1962.

 

REGIA       Michelangelo Antonioni 
INTERPRETI   Monica Vitti, Francisco Rabal, Alain Delon, Louis Seigner, Lilla Brignone, Rossana Rory
TITOLO ORIGINALE   L'eclisse
GENERE   Drammatico
DURATA   125', bianco e nero
PRODUZIONE   Italia
ANNO   1962

 

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