Gimme A Ride

 

 

Riva del Garda 9 giugno > 4 luglio 2018


Il Centro Culturale "La Firma" è lieto di invitarvi all'inaugurazione della mostra di Luca Guadagnini & Tiberio Sorvillo 

 

 

 

Gimme A Ride 


   
Luca GuadagniniSala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)
9 giugno > 4 luglio 2018
Tutti i giorni 10.00 > 13.30  -  17.00 > 20.30

Ingresso libero



Inaugurazione sabato 9 giugno ore 18.00

Tiberio Sorvillo
   
 
  

 

  

Mostre 2018


Sala Civica «G. Craffonara» Riva del Garda - Mostre 2018

 

09.06 > 04.07 07.07 > 01.08


Gimme a Ride


Non solo 007. I ciak sul Garda


Tiberio Sorvillo
Luca Guadagnini

GIMME A RIDE
Mostra fotografica



a cura di Ludovic Maillet e Franco Delli Guanti

NON SOLO 007
I CIAK SUL GARDA
Mostra cinematografica

 

 

La mostra è una stretta collaborazione dei fotografi Tiberio Sorvillo e Luca Guadagnini, parte di una ricerca in costante sviluppo.

E' un ritratto naturale che percorre il quotidiano di luoghi e persone che li abitano, ma allo stesso tempo frammenti surreali di luoghi insoliti. Le immagini stimolano gli artisti alla realizzazione di un'opera di estrazione e di ricomposizione di elementi caratteristici che formano un nuovo luogo allegorico visibile dallo spettatore.


Inaugurazione 09.06, ore 18.00

Un viaggio fra i numerosi film che dagli anni Venti ad
oggi sono 
stati girati sul lago di Garda. Da nord a sud
molti sono stati i set cinematografici che hanno coinvolto
il Benaco.

Ludovic Maillet e Franco Delli Guanti, proseguendo nel loro
progetto di valorizzazione della storia cinematografica
gardesana, propongono una rassegna di manifesti storici
accompagnati dalle immagini attuali delle località
coinvolte nelle riprese.


Inaugurazione 07.07, ore 18.00
  

 

 


 

06.10 > 31.10 03.11 > 28.11 
 Matthias Sieff - Antichi caratteri contemporanei
H2O - Mostra collettiva



Matthias Sieff
 

ANTICHI CARATTERI CONTEMPORANEI
Mostra personale


H 2 O
Mostra collettiva

Matthias Sieff, audace scultore trentino, rivisitando le sculture antiche come ad esempio i Moai, le statue egizie e le sculture arcaiche greche propone le sue soluzioni plastiche contemporanee.
La sua ricerca viene portata avanti da più di una decina di anni e le sue opere mirano ad esprimere lo stesso carattere delle statue antiche.

Il tema dell'acqua proposto nelle sue varie sfaccettature
attraverso una mostra che presenterà al pubblico l'utilizzo
di varie tecniche espressive.
Scultura, pittura e fotografia si mescoleranno per
rappresentare il più importante elemento per la
sopravvivenza dell'uomo e delle immagini.


Inaugurazione 06.10, ore 18.00


Inaugurazione 03.11, ore 18.00

 

 

 

 Comune di Riva del Garda

  Centro culturale La Firma

 


     
Sala Civica «G. Craffonara»    MOSTRE 2018
Riva del Garda   Giardini di Porta Orientale
Organizza: Centro Culturale «La Firma»   Telefono 0464 573917


 
CALENDARIO MOSTRE 2018 in formato pdf

 

  

Cineforum Nuovi Scambi


Cineforum
Nuovi SCAMBI: Storie di migrazioni


Come lo scorso anno siamo lieti di presentare un ciclo di film sul tema delle migrazioni. L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione del Gruppo Iniziative Varone, Mandacarù e il patrocinio del Comune di Riva del Garda.

La rassegna inizia con la proiezione del film “Cittadini del nulla” di Razi  Mohebi che sarà presente alla serata. La proiezione di questo film si inserisce all’interno della XIV settimana d’azione contro il razzismo UNAR, sul tema “un mondo senza pregiudizi gira per il verso giusto”
Dopo una pausa il venerdì di Pasqua, il ciclo riprenderà per tre venerdì consecutivi: 6, 13 e 20 aprile.
Le proiezioni cominceranno alle ore 21.00 al Pernone a Varone e sono completamente gratuite.

 

Cineforum Nuovi Scambi

cineforum
Nuovi scambi: storie di migrazioni

  FILM IN PROGRAMMA

  venerdì
23
marzo
Cittadini del nulla  Un film di Razi Mohebi Cittadini del nulla

di Razi Mohebi 
Documentario - Italia, 2015, durata 52 minuti

Chi è costretto a fuggire da un luogo ostile e a chiedere asilo, come accaduto al regista, rischia di sentirsi un cittadino del nulla nel paese che lo ospita. Attraverso le vicende di una rifugiata politica appena giunta in Italia, Mohebi narra la condizione di spaesamento di un rifugiato.
 

  venerdì
6

aprile
Almanya  di Yasemin Samdereli Almanya

di Yasemin Samdereli
con Vedat Erincin, Fahri Yardim, Lilay Huser, Demet Gül, Denis Moschitto, Aylin Tezel, Petra Schmidt-Schaller
Commedia - Germania, 2011, durata 101 minuti.

Una famiglia turca che ha vissuto in Germania per tre generazioni parte per un turbolento viaggio verso la loro terra natale.
 
  venerdì
13
aprile
East Is East  di Damien O'Donnell East Is East

di Damien O'Donnell
con Om Puri, Linda Bassett, Jordan Routledge, Archie Panjabi, Jimi Mistry 
Commedia - Gran Bretagna, 1999, durata 96 minuti

Ayub Khan-Din scrive una commedia di successo sul multietnismo nelle periferie britanniche e O'Donnell dirige un film eccezionale, ironico, trascinante: un vero fenomeno.


 
  giovedì
19
aprile
Miracolo a Le Havre  di Aki Kaurismäki Miracolo a Le Havre

di Aki Kaurismäki
con André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo
Commedia - Finlandia Francia Germania, 2011, durata 93'.

Il regista Aki Kaurismäki racconta una storia toccante e sincera: un umile lustrascarpe aiuta un giovane clandestino a ritrovare la madre. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, 4 candidature e vinto un premio ai European Film Awards e 2 candidature a Cesar.

 

 

 

Comune di Riva del Garda Gruppo Iniziative Varone
 


CENTRO SOCIALE DEL PERNONE
Via Chiesa vecchia 17
Varone - Riva del Garda (TN)


Proiezioni alle ore 21.00
A seguire rinfresco offerto da
Mandacarù Onlus


Ingresso libero 
 
  
 


Mandacarù Altro Mercato




La Firma Cinema
 

Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale 

 

  

Chiamatemi Divina - Mostra Trento

 


04 > 30 marzo 2018 
Fondazione Caritro - Palazzo Calepini - TRENTO

CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray
Storia di un'attrice dimenticata

 

 

a cura di Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet


CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray Storia di un'attrice dimenticata


OMAGGIO A DORIAN GRAY
LA MOSTRA “CHIAMATEMI DIVINA. DORIAN GRAY: STORIA DI UN'ATTRICE DIMENTICATA”

Dopo essere stata anche alla “Casa del Cinema” di Roma, la mostra “Chiamatemi Divina” dedicata all'attrice Dorian Gray sarà ospitata dal 3 al 30 marzo a Trento presso la sede della Fondazione Caritro in via Calepina 1.

  

L'esposizione, curata da Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet e realizzata anche con il contributo economico della Provincia autonoma di Trento, del Comune di Riva del Garda e del Comune di Torcegno e della Fondazione Caritro, vuole rendere omaggio alla figura di una grande Diva del cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta che scelse di vivere in Trentino nel momento in cui, ancora giovanissima, decise di ritirarsi dalle scene. In esposizione anche le fotografie di Chiara Samugheo, la più grande fotografa italiana del dopoguerra, che ritrasse Dorian Gray per i più prestigiosi settimanali dell'epoca. L'inaugurazione si terrà sabato 3 marzo alle ore 17 alla presenza degli autori.

“CHIAMATEMI DIVINA. DORIAN GRAY: STORIA DI UN'ATTRICE DIMENTICATA”La mostra vuole portare alla luce un'altra pagina di storia del cinema italiano rendendo omaggio all'attrice Dorian Gray. Nata a Bolzano ma vissuta per quasi cinquant'anni a Torcegno in Valsugana, Maria Luisa Mangini, questo il vero nome, ha girato 32 film insieme ai più grandi attori dell'epoca. Il grande pubblico la ricorda soprattutto per il ruolo della “malafemmina” in “Totò, Peppino e la... malafemmina” (1956). Federico Fellini la chiamò a recitare nella parte di Jessy, l'amante di Amedeo Nazzari in “Le notti di Cabiria”. È però soprattutto con “Il grido” di Michelangelo Antonioni - dove interpreta la benzinaia Virginia - che si impone al grande pubblico come attrice impegnata e drammatica, allontanando da sé l'immagine di bambola sensuale.

Entrata nel cinema d'autore, continua ad essere molto richiesta nel cinema brillante: per il film “Mogli pericolose” di Luigi Comencini (1958) il suo talento è premiato con un Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista. In seguito recita ancora in numerose pellicole di genere farsesco e spionistico, fino a metà degli anni sessanta, quando, in attesa di un figlio, abbandona le scene ritirandosi a vita privata. Mette tragicamente fine alla sua esistenza il 15 febbraio del 2011 nella sua abitazione di Torcegno. In un’intervista degli anni Cinquanta disse che avrebbe voluto chiamarsi “Divina” (giocando sul cognome della madre da nubile): da qui il titolo di questa mostra che vuole sottolineare come - ai tempi del suo massimo successo - chiedendo alla gente chi fosse Dorian Gray nessuno avrebbe risposto che si trattava di una personaggio letterario ma tutti avrebbero fatto riferimento ad una delle più grandi Dive dell’epoca.

L'esposizione presenterà al pubblico una serie di manifesti e locandine originali dell'epoca dove l'attrice è ritratta insieme ai grandi attori del tempo. In mostra anche le riviste dove la Diva è ritratta in copertina. Autentico gioiello dell'esposizione saranno le fotografie, molte delle quali inedite, che ritraggono Dorian Gray per i più importanti settimanali dell'epoca, attraverso l'obiettivo di Chiara Samugheo, figura cardine nella storia della fotografia italiana, la prima e più importante fotografa del dopoguerra, che da tempo ha lasciato l’Italia per ritirarsi in Costa Azzurra. Colta, raffinata, bellissima, Chiara Samugheo declina la sua arte al reportage, alla pubblicità, al cinema, sempre in modo innovativo e peculiare. Capace di saper alternare in maniera straordinaria l’attività di reportage, condotta in chiave neorealista a quella pubblicitaria, e di andare controcorrente evitando di rincorrere i divi del cinema, finendo per essere da loro stessi insistentemente chiamata a fotografarli, Chiara Samugheo è diventata la fotografa più ricercata, colei che ha fissato con scatti immemorabili i volti di grandi star del cinema del calibro di Monica Vitti, Claudia Cardinale e Sophia Loren, nonché dei registi che hanno scritto la storia del cinema italiano ed internazionale.

 

“CHIAMATEMI DIVINA. DORIAN GRAY: STORIA DI UN'ATTRICE DIMENTICATA”

Fondazione CARITRO - Trento Palazzo Calepini | Via Caplepina 1

Martedì > Domenica 10.00 > 13.00 | 14.00 > 18.00
Lunedì chiuso

Ingresso libero


Inaugurazione: sabato 3 marzo ore 17.00




 

Alcune immagini della mostra

Chiamatemi Divina. Dorian Gray ritratto di una diva    La pagina Facebook dedicata a questo progetto: Chiamatemi Divina. Dorian Gray ritratto di una diva

 

Lunedì cinema - Cineforum 2017 2018

 

La Firma Cinema

LunedìCinema 2017| 2018

 

Carissimi,
bentrovati nuovamente al nostro annuale appuntamento con il cineforum.

Ho visto crescere questa piccola creatura in questi anni con molta soddisfazione: quando abbiamo iniziato nessuno - eccetto alcune Istituzioni illuminate - era disposto a scommettere sui «vecchi» film. Il cinema doveva essere consumato velocemente e in qualsiasi condizione. Nel corso dell'ultimo lustro si è affermato un nuovo tipo di consapevolezza che ha portato tutti noi a capire che non esistono a priori «vecchi» film. Esistono film che ci parlano ancora - magari da un passato lontano - e che sanno sempre emozionarci e film - magari di pochi anni fa - ma asettici e sterili.

Come lo scorso anno inizieremo con due anteprime nate in collaborazione con la Biblioteca Civica di Riva del Garda. Quest'estate abbiamo coinvolto il pubblico della biblioteca nella scelta di due film tratti da romanzi famosi, convinti che non sempre sia valido il luogo comune «il libro è meglio del film». Bisogna andare a vedere (bene) e ficcarci il naso senza pregiudizi ma nella convinzione che cinema e letteratura anche se spesso si influenzano a vicenda sono due arti con due linguaggi molto diversi e indipendenti. Abbiamo scelto di limitare la nostra rosa di proposte a libri scritti da autrici donne in parallelo/contrappunto all'ultimo ciclo di film di quest'anno dedicato alle grandi donne registe del nostro tempo.

Inizieremo il cineforum vero e proprio con un ciclo di film dedicato a Max Ophüls, immenso regista mai abbastanza ricordato. Ammirato da colleghi del calibro di Stanley Kubrick, Ophüls è stato un artista nato e cresciuto in quel importante crogiolo che è stata la cultura mitteleuropea della Finis Austriae alla fine della Prima Guerra Mondiale. Apolide per eccellenza, dopo aver diretto film in Austria, Germania, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti tornò in Francia a concludere la sua carriera con quattro capolavori della Settima Arte di cui tre faranno parte del nostro ciclo.

Continueremo ad Arco con tre esempi dell'arte di Jerry Lewis a pochi mesi dalla sua scomparsa. Probabilmente il più grande comico della seconda metà del Novecento Jerry Lewis esordì in coppia con Dean Martin con il quale recitò in 16 film: vi mostreremo uno dei più belli della coppia «Artisti e model­le» del 1955 con la regia di Frank Tashlin. Continueremo con quello unanimamente considerato il suo capolavoro registico «Le folli notti del dottor Jerryll» per finire con una splendida interpretazione «seria» nel film di Martin Scorsese «Re per una notte».

Affronteremo poi un genere molto importante nella cinematografia americana, il «courtdrama», ovvero il film di processo, in cui l'America si specchia e a volte mette in discussione i suoi meccanismi giudiziari. All'interno di questo ciclo proietteremo anche «Music Box» in occasione della Giornata della Memoria 2018.

Dedicheremo poi un intero ciclo ai rapporti - sempre affascinanti e intensi - tra cinema e architettura, soffermandoci su come importanti edifici siano stati utilizzati e valorizzati dal mezzo cinematografico. Tutti questi film saranno preceduti dalla biografia di una architetto, «La fonte meravigliosa», dietro al quale non è difficile riconoscere i tratti di Frank Lloyd Wright.

Chiuderemo infine con un ciclo che ci è sembrato bello intitolare «Il cinema è donna»: molte sono negli ultimi anni le donne che si avventurano in questo mestiere ritenuto prettamente maschile ed alcune di loro sono arrivate a vincere i massimi riconoscimenti dati ai film: Palma d'Oro, Leone d'Oro e Oscar. Ci è sembrato importante dare visibilità ad un cinema femminile in piena ascesa (si pensi ai recenti successi di Sofia Coppola). Nella convinzione che - come pensava e intitolava il nostro compianto Marco Ferreri: «Il futuro è donna».

Buona visione a tutti quanti.
Ludovico Maillet

 

lunedìcinemacineforum  

  PROGRAMMA  2017 | 2018

          
  Aspettando il Cineforum... LIBRI SULLO SCHERMO
      
         
Biblioteca Civica        
lunedì 9 ottobre Suite francese (2015) di Saul Dibb    
lunedì 16 ottobre L'opera al nero (1988) di André Delvaux    
       
       
         
         
  LA BELLE ÉPOQUE E IL CINEMA DI MAX OPHÜLS
   
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 23 ottobre  Lettera da una sconosciuta (1948) di Max Ophüls    
  lunedì 30 ottobre La Ronde - Il piacere e l’amore (1950) di Max Ophüls    
  lunedì 6 novembre
Il piacere (1951) di Max Ophüls    
  lunedì 13 novembre I gioielli di Madame de... (1953) di Max Ophüls    
     
   
  JERRY LEWIS, UN GENIO ICONOCLASTA
   
         
 ARCO   lunedì 20 novembre  Artisti e modelle (1955) di Frank Tashlin    
  lunedì 27 novembre Le folli notti del dottor Jerryll (1963) di Jerry Lewis    
  lunedì 4 dicembre
Re per una notte (1983) di Martin Scorsese    
         
  ENTRA LA CORTE... IL DRAMMA GIUDIZIARIO AMERICANO
   
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 8 gennaio Il buio oltre la siepe (1962) di Robert Mulligan    
  lunedì 15 gennaio La parola ai giurati (1957) di Sidney Lumet    
  lunedì 22 gennaio
Anatomia di un omicidio (1959) di Otto Preminger    
  lunedì 29 gennaio Music Box (1989) di Costa-Gavras
Evento speciale per la Giornata della Memoria
   
         
  CINEMA E ARCHITETTURA
   
         
 ARCO   lunedì 5 febbraio La fonte meravigliosa (1949) di King Vidor    
  lunedì 12 febbraio
Gattaca - La porta dell’universo (1997) di Andrew Niccol    
  lunedì 19 febbraio Twilight (1998) di Robert Benton    
  lunedì 26 febbraio La notte (1960) di Michelangelo Antonioni    
         
   IL CINEMA È DONNA: GRANDI REGISTE PER GRANDI FILM
   
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 5 marzo Lezioni di piano (1993) di Jane Campion    
  lunedì 12 marzo The Hurt Locker (2008) di Kathryn Bigelow    
  lunedì 29 marzo Senza tetto né legge (1985) di Agnès Varda    
  lunedì 26 marzo Monsoon Wedding (2000) di Mira Nair    
         
         

  

Comune di Riva del Garda

Comune di Riva del Garda

       
Comune di Arco 

 Comune di Arco

Inizio proiezioni ore 21.00

Riva del Garda - Auditorium del Conservatorio
Arco - Palazzo dei Panni

Il programma può subire variazioni

 

Federazione Italiana Cineforum



La Firma Cinema

Ingresso con tessera FIC
(tranne le prime due proiezioni in Biblioteca)
euro 12.00 valida per l'intera stagione

euro 5.00 per gli studenti fino a 25 anni
Il tesseramento è possibile anche la sera delle
proiezioni prima dell'ingresso in sala

 Per informazioni:
 
Comune di Riva del Garda
Unità Operativa Atttività Culturali, Sport e Turismo
Telefono 0464 573918
www.comune.rivadelgarda.tn.it



Comune di Arco
Servizio Attività Culturali
Telefono 0464 583619
www.comune.arco.tn.it

 

Romanzi a colazione 2018


Romanzi a colazione

Torna l'appuntamento in biblioteca con i ROMANZI A COLAZIONE!
Tre sabati mattina con tre romanzi, tre autori e con caffè, brioches e biscotti.

Modera gli incontri Ludovic Maillet


Romanzi a colazione


Questi gli appuntamenti

"Sabato non andate a sciare. Pensate a qualche alternativa più divertente. Per esempio a una digressione sul Garda trentino. Vantaggi: non costa niente; vi offrono il caffè; visitate una bella biblioteca; non vi spaccate una gamba; non fa freddo; vi fate due risate. Infine, verrà svelato definitivamente il mistero della comparsa, e poi della scomparsa, dei conigli nel cimitero di Trento."
Giorgio Antoniacomi

Giorgio Antoniacomi - Trento città del coniglio

 
Giorgio Antoniacomi - Trento città del coniglio

        
Il margine Casa editrice


Da Città del Concilio a Città del Coniglio. Storia esilarante eppur vera di una rima zoppicante (o saltellante) tra burocrazia comunale e fauna cimiteriale. Ci si rode, si rosicchia, si ride.

«Una teoria tanto in apparenza azzardata quanto, in realtà, suffragata da puntuali riferimenti iconografici e storico-critici dimostrerebbe che il pittore Tiziano, forse invitatovi dal Falconetto, frequentò la città di Trento in epoca pre-conciliare. Pare confermarlo in particolare la Madonna del Coniglio, attualmente custodita al Louvre; la Vergine accarezza (ma forse cattura) un coniglio dal mantello bianco, già allora stanziale nella zona; si può inoltre notare la stretta somiglianza dell’ambiente sullo sfondo con l’attuale zona del Briamasco e si può agevolmente riconoscere, in lontananza, il Palon del monte Bondone».
Così comincia un libro che partendo da una storia vera, il problema dei conigli che stringevano d’assedio il cimitero della città di Trento – problema assurto a questione politica che ha assediato per anni la giunta comunale – divaga, depista, scava, sorride e irride. Senza offesa per i conigli. Qualche assaggio, dai titoli dei paragrafi: «Eclissi del coniglio: ha vinto tale Renzi», «Raglio Coelho e la sua lotta contro la trattoria “Polenta e…”», «Ritrovati sul fondale dell’Adige i Conigli di Riace», «Ricetta del coniglio alla cimiteriale», «Entra in vigore l’Imuc, imposta municipale sui conigli».

Tra Esopo e Marco Presta/Antonello Dose una parabola sugli animali della politica (visti da vicino).

Giorgio Antoniacomi ha frequentato un noto liceo il cui nome convenzionale, Polentoni, preannunciava l’altrimenti incomprensibile interesse per la materia di questo libro; è attualmente direttore della biblioteca comunale di Trento. Autore di libri di racconti e di bestiari, in un momento di sconforto ha cominciato a scrivere di conigli, che rappresentano ancora per lui un mistero indecifrabile. Nella foto, l’autore (a sinistra) con uno dei protagonisti indiscussi del libro, il ragionier Mattivi. 

 

 Emoly Orlando - Qualcosa in cui sperare  Emily Orlando - Qualcosa in cui sperare 



Edizioni Del Faro


Angela, 42 anni, è una donna in carriera ambiziosa, entusiasta, energica. È madre di tre ragazzi fantastici, moglie di un uomo dedito alla famiglia che si è sempre preso cura di lei e dei figli. Improvvisamente conosce Andrea che stravolge completamente la sua vita e i suoi principi.

“L’amore è stabilità e serenità, oppure è un fuoco che divampa e diventa quasi un’ossessione?”
Un romanzo intenso, ricco di emozioni e sentimenti contrapposti alla statica e rassicurante abitudine che ricerchiamo, ma dalla quale talvolta vogliamo fuggire.


Emily Orlando è nata a Trento nel 1989, città dove vive, lavora e si è laureata, in Filosofia. Ha sempre nutrito grande passione per il teatro, per la scrittura e per i piccoli piaceri di ogni giorno. Ama la vita immensamente. Dopo il successo ottenuto con il suo primo libro, “La vita è una semplice piuma”, emozionando lettori di tutte le età, ha scritto questo nuovo romanzo, continuando a far vivere il suo sogno.

 


Carmine Abate - Il banchetto di nozze e altri sapori
Carmine Abate - Il banchetto di nozze  e altri sapori

Mondadori


C'è un incontro quotidiano che scandisce e rende più bella la nostra vita, che ci sa sorprendere creando connessioni inattese e meravigliose. L'incontro con il cibo. E anche il destino del protagonista di questo libro è intrecciato con le pietanze "saporitòse" di cui si nutre, dalla nascita in Calabria alla maturità nel Nord. Il cibo è identità e qui diventa motore del racconto: un'appassionata storia di formazione attraverso i sapori e le fragranze che rinsaldano il legame con le origini, accompagnano il distacco dalla propria terra, annunciano il brivido dell'ignoto.
Ecco dunque le tredici cose buone del Natale, i piatti preparati con giorni di anticipo, che lasciavano intuire all'autore bambino il ritorno imminente del padre dalla Germania. E poi, nell'adolescenza, nuovi appetiti che troveranno soddisfazione nella letteratura: libri prelibati che trasformano l'autore in un lettore onnivoro. Quando toccherà a lui abbandonare il paese per un impiego in Germania, dove incontrerà la donna della sua vita e poi con lei deciderà di stabilirsi in Trentino – a metà strada tra i loro mondi d'origine –, sarà ancora un piatto a celebrare la nuova vita: la polenta con la 'nduja, sintesi perfetta di Nord e Sud.
Carmine Abate racconta il legame con la terra – la fatica che comporta, ma pure le dolcezze, l'incanto – e poi gli affetti, i sogni e i successi di chi sperimenta luoghi e sapori lontani, scegliendo di vivere, sempre, per addizione. E lo fa con un libro straordinario, che si divora d'un fiato ed è capace di realizzare una prodigiosa armonia tra i sensi, con gli occhi che leggono e trasmettono al cervello i sapori del cuore.


Carmine Abate, nato a Carfizzi, in provincia di Crotone, da una famiglia arbëreshë, dopo essersi laureato in Lettere all'Università di Bari si trasferisce ad Amburgo, in Germania, presso il padre emigrato. Qui insegna in una scuola per figli di emigranti e inizia a scrivere i primi racconti. Nel 1984 appare la prima raccolta di racconti Den Koffer und weg!, a cui segue nel 1984 un saggio in lingua tedesca, scritto in collaborazione con Meike Behrmann, Die Germanesi, tradotto due anni dopo in lingua italiana col titolo I Germanesi, storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti. Successivamente, ritornato in Italia, si stabilisce in Trentino, dove continua l'attività di scrittore e insegnante. È autore di numerosi romanzi e racconti di successo. 

 




Centro Culturale La Firma


        




Città che legge - Riva del Garda



        Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la
Biblioteca Civica alle ore 10.00

Riva del Garda (TN) - Piazza Garibaldi 5

Entrata gratuita

 


Biblioteca Civica Riva del Garda

 




Mandacaru 
Per informazioni
Biblioteca civica di Riva del Garda: 0464 573806


Visita la pagina internet dedicata all'iniziativa
 

 

Alcuni momenti degli incontri con gli autori...


  

 

Animali nell'arte

 

 

Riva del Garda  4 > 22 novembre 2017

Ugo Frank | Ilio Buffa | Gianni Tosi
Alberta Struffi
Fabio Valente  |  Danilo Sanvito


Animali nell'arte

 

Mostre 2017

 

“Gli animali nell'arte” chiudono la stagione espositiva del Centro Culturale “La Firma” 

Animali nell'arte 

Una mostra collettiva che rimarrà aperta dal 4 al 22 novembre presso la Sala Civica “G. Craffonara”.
Tra gli espositori la rivana Alberta Struffi  

Ugo Frank, Ilio Buffa, Gianni Tosi, Fabio Valente, Danilo Sanvito e la rivana Alberta Struffi sono i protagonisti dell'ultimo evento espositivo dell'anno del Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda che aprirà i battenti sabato 4 novembre alle ore 18.00 presso la Galleria Civica “G. Craffonara”. Ad accomunare le opere esposte il tema degli animali nell'arte.

Gli animali hanno da sempre avuto un ruolo di primo piano nell'arte. Le raffigurazioni di animali sono sempre presenti in tutti i periodi storici ed hanno dei significati differenti. Infatti si va dalla semplice raffigurazione della natura in modo classico, alla figura dell'animale dal punto di vista prettamente allegorico. Questa guida si propone appunto di spiegarvi come si sono evoluti gli animali nella storia dell'arte. Nell'era preistorica raffigurare gli animali era considerato un augurio per la cacciagione, mentre per i romani e i greci la loro rappresentazione in affreschi e sculture viene inquadrata a livello scientifico e naturalistico, per quella ricerca della perfezione che ritroviamo in tutta l'arte antica. Nell'arte cristiana e bizantina vengono invece attribuiti simboli ed allegorie agli animali raffigurati.

In epoca medievale un filosofo ebreo di Alessandria convertitosi al Cristianesimo scrisse in lingua greca, verso la fine del II secolo d. C., un trattato di storia naturale che costituisce una fonte importante per l'iconografia degli animali: il "Physiologus". Quest'opera fu tradotta più volte in latino ed una volta diffusasi in Occidente, le maestranze di artisti e scalpellini ne fecero un punto di riferimento per la loro arte, dando anche vita ad altre opere scientifiche, scritte da importanti uomini di chiesa, artisti e letterati. Nel medioevo artistico si nota infatti l'impronta simbolica attribuita agli animali nell'arte cristiana, ed anzi lo spirito, l'emblema e l'allegoria di ogni animale vengono in epoca medievale incrementati per esorcizzare il male ed enfatizzare il bene. L'arte è comunicazione in tutti i suoi aspetti, dall'affresco alla scultura, dai codici miniati all'arte musicale.

Col passare dei secoli la concezione medievale del mondo come materia informe da plasmare cede il posto ad una visione "illuminata", in cui il mondo terreno deve essere apprezzato e osservato per come si presenta, in quanto creato da Dio. Ed ecco il cambiamento di visione della sfera animale, che nell'arte si rileva nelle raffigurazioni naturalistiche e oggettive, sin dalla fine del '200, quando Giotto segna la svolta pittorica nell'osservazione della realtà. Con la scoperta dell'America il punto di vista naturalistico si evolve ancor di più perché si iniziano ad osservare specie animali fino ad allora sconosciute e nel '500 saranno Leonardo e Dürer, con i loro disegni, a dare inizio all'illustrazione zoologica moderna e alla loro classificazione, seguiti successivamente dal pensiero dei positivisti e dalle ricerche di Darwin.

Nei secoli fra l'Ottocento ed il Novecento gli animali nella storia dell'arte vengono invece raffigurati con le inquietudini dell'uomo che caratterizzano l'avvicendarsi dell'arte romantica, espressionista e futurista di quei periodi, poiché gli animali racchiudono anche l'interiorità stessa dell'uomo. Infatti l'artista cerca, tramite la loro rappresentazione, un contatto con la natura per richiamare la purezza e l'istinto dell'arte primitiva: ricordiamo, a tal proposito, le differenti versioni dei buoi di Picasso.

 

       
  Animali nell'arte 
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)
4 > 22 novembre 2017
Tutti i giorni 10.00 > 20.00

Ingresso libero



Inaugurazione sabato 4 novembre ore 18.00
presso la Sala Civica «G. Craffonara»
 
   
 
 

  

Alcune immagini delle opere esposte e dell'inaugurazione

  

 

"Animali nell'arte"
Presentazione di Nicoletta Tamanini

Cosa hanno in comune gli affascinanti dipinti delle Grotte di Altamira e Lascaux, l’elegante ciclo di arazzi fiamminghi della fine del XV secolo in cui protagonisti sono la dama, il leone ed il leggendario unicorno, le raffinate grottesche di Marcello Fogolino, il rinoceronte Clara ritratto da Pietro Longhi, le scimmie ragno di Frida Kahlo, le feroci belve di Ligabue o gli inquietanti cavalli di Maurizio Cattelan?
La rappresentazione del mondo animale nell’arte universale è legata alle molteplici culture e concezioni artistiche delle diverse epoche. Fin dalle sue origini l’uomo ha sentito in effetti la necessità di raffigurare con esattezza ciò che gli stava vicino, lo stupiva ed affascinava per la sua bellezza e mistero e, attraverso caccia e pesca, costituiva la sua principale fonte di sostentamento. Se già egizi, greci, e antichi romani affrontarono la figurazione degli animali con rigore scientifico e attenzione naturalistica quasi prodigiose, in epoca medievale gli animali entrano prepotentemente nel mondo dell’arte con gli affascinanti bestiari ricchi di preziose miniature, i capitelli e i doccioni delle cattedrali foggiati a forma di draghi o inquietanti mostri. Anche nel gotico intemazionale gli animali vengono raffigurati con amore ed eleganza nei bellissimi affreschi di Pisanello interessando poi anche artisti come Bellini, Bruegel, e lo stesso Botticelli.
La grande era delle esplorazioni che seguì il primo viaggio di Cristoforo Colombo attraverso l’Oceano Atlantico nel 1492 aprì gli occhi agli europei sull’esistenza di un vasto numero di specie animali fino ad allora sconosciute. I prodigiosi disegni naturalistico - scientifici di Dürer e Leonardo e i dipinti sacri del Cinquecento sono i veri precursori dell’illustrazione zoologica moderna che procede di pari passo con il crescere della curiosità per le scienze e la successiva classificazione delle specie allora conosciute a opera di Carlo Linneo e del suo Systema Naturae e a cui anche gli artisti furono chiamati per eseguire dettagliate documentazioni. La nascita del Romanticismo e specialmente i viaggi e le scoperte scientifiche di Charles Darwin favorirono enormemente la rappresentazione del mondo animale che, da allora, entra con il giardino zoologico e il circo, nelle abitudini della società moderna.
Agli animali vengono attribuite passioni e lotte che animano il mondo degli uomini. Un percorso davvero originale segna, in questo periodo, il giapponese Hokusai, che dimostra con i suoi dipinti a china di avere raggiunto una figurazione del mondo animale equiparabile a quella scientifica occidentale.
Alla fine dell'Ottocento e nel Novecento anche gli animali sono coinvolti negli "ismi" che animano il mondo dell’arte. Con Gauguin, Picasso, Balla e altri celebri nomi, gli animali continuano a ispirare il mondo dell’arte ma vengono dipinti come mai era stato fatto prima. Talora vengono visti come rappresentanti viventi delle forze vitali che muovono tutto il regno naturale, altre volte vengono “dinamizzati”, oppure sintetizzati fino a raggiungere la loro forma essenziale. L’interesse per il mondo animale continua anche nella contemporaneità con le provocanti teste di zebra e mucca di Mario Merz, gli squali o tigri imbalsamate di Damien Hirst, le opere - shock di Maurizio Cattelan o la nuova figurazione italiana e tedesca - con opere di Fetting, Hӧdicke, Polloni, Vitaioni e Maurizio Boscheri. Questo dimostra come, ancora oggi, un tema così trattato ed indagato in secoli di storia dell’arte possa interessare la contemporaneità suggerendo allo spettatore momenti di intensa provocazione o, al contrario, stimoli di riflessione o, ancora, attimi di stupore e pura emozione.

Paolo Valente - Simpaty for the DevilInteressante in questo contesto la mostra “Animali nell’arte” ultima iniziativa proposta per l’anno 2017 dal Centro Culturale La Firma di Riva del Garda.
Lungo un percorso espositivo di particolare piacevolezza e intensità, in cui pittura e scultura dialogano armonicamente tra loro, una trentina di opere affrontano il tema del mondo animale con lo sguardo appassionato ed originale dei sei artisti proposti.
Più classico, ma non per questo meno interessante, il percorso dei due scultori presenti, ambedue trentini, Ilio Buffa e Gianni Tosi, che con la sapienza delle genti di montagna propongono con una decina di sculture in legno e due affascinanti bronzi tutto l’interesse e l’amore per gli animali che popolano i nostri boschi o accompagnano l’uomo nella quotidianità e ruralità delle vallate alpine. Animali che vengono invece raffigurati nelle sette opere del triestino, oggi trentino d’adozione, Ugo Fronk, con la passione ed il rigore di un naturalismo figurativo oggi riscoperto e non privo di un notevole fascino e suggestione. Assai diverse le proposte del lombardo Danilo Sanvito che, pur avvalendosi, come Fronk, di un linguaggio squisitamente figurativo, recupera, attualizzandole, suggestioni mitologiche in cui avventure animali e umane sono strettamente connesse.
Davvero leggiadre ed emozionanti sono poi le suggestioni visive della pittrice e poetessa alto gardesana Alberta Struffi che con lo sguardo delicato di chi osserva con amore ogni afflato vitale offre allo spettatore opere di particolare originalità e lirismo.
Poesia e musica si intrecciano anche nei grandi dipinti del milanese, oggi bolzanino, Fabio Valente, artista inquieto ed instancabile esploratore delle vie dell’anima e dell’arte che, grazie a sottili, raffinate vibrazioni cromatiche suggerite da celebri composizioni musicali ispirate al mondo animale, dona all'osservatore momenti di pura, intensa emozione visiva.
Concludono il percorso espositivo alcuni preziosi oggetti d’antiquariato sempre legati al tema proposto dalla mostra ed alcuni volumi della scrittrice Gabriella Coletti che, con due brevi composizioni sempre sul mondo animale, ha impreziosito l’inaugurazione di questa iniziativa del Centro Culturale La Firma.
Nicoletta Tamanini, novembre 2017
  

  

Chiamatemi Divina - Cinema Astra

 


Trento - Martedì 14 novembre 2017
Cinema Astra ore 21.00

Prima proiezione in Trentino
CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray 
Storia di un'attrice dimenticata

un film di Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet

 

 

CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray  Storia di un'attrice dimenticata

E' il primo omaggio ufficiale che le viene dedicato dal giorno della sua tragica scomparsa, avvenuta nell'inverno del 2011.

«Chiamatemi Divina» è il titolo del documentario che vuole riportare alla luce la figura di Dorian Gray, Diva del cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta che scelse di vivere in Trentino nel momento in cui, ancora giovanissima, decise di ritirarsi dalle scene. 

In un’intervista degli anni Cinquanta disse che avrebbe voluto chiamarsi «Divina» (giocando sul cognome della madre da nubile): da qui il titolo che vuole sottolineare come - ai tempi del suo massimo successo - chiedendo alla gente chi fosse Dorian Gray nessuno avrebbe risposto che si trattava di una personaggio letterario ma tutti avrebbero fatto riferimento ad una delle più grandi Dive dell’epoca.
  

  

CHIAMATEMI DIVINA - Dorian Gray  Storia di un'attrice dimenticata                  Trento
Cinema Astra
Corso Michelangelo Buonarroti 16

Martedì 14 novembre 2017 - Ore 21.00
Ingresso 5,00.- euro
Prenotazioni: 0461 829002


      


 

Gianfranco De Palos

 

 

Riva del Garda 23 settembre > 11 ottobre 2017

Gianfranco De Palos 
«Interni Achrome 2014 -2017»

 

Mostre 2017


Nuovo appuntamento della stagione espositiva del Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda.  

Gianfranco De Palos - Interni Achrome 2014 -2017 

Sabato 23 settembre alle ore 18.00 apre i battenti la mostra personale dell'artista Gianfranco De Palos.

C’è un momento in cui si vuole giungere a una contemplazione originaria di un principio senza limiti. Lo fa Gianfranco De Palos con “Interni Achrome”, mostra personale in programma alla Craffonara di Riva del Garda (Trento) in programma dal 23 settembre fino al prossimo 11 ottobre.
Una ricerca senza sosta dell’apeiron, l’indefinito di Anassimandro. Venti opere monocromatiche in cui il bianco designa il principio (ἀρχή) di tutti gli esseri, ingenerato e imperituro, da cui ogni definita realtà particolare deriva e in cui si dissolve alla fine di ogni ciclo cosmico.

Gianfranco De Palos - Monocromo 2014Perché sembra che queste opere provengano da millenni, da un passato remoto che potremmo associare all’era glaciale da cui tutto ebbe inizio. “Queste pittosculture bianche sono espressione di una meta-pittura, elaborazioni radicali dell’artista che ha attraversato diverse sperimentazioni in un processo iniziato dagli ossidi, forti e materici, che rimandavano alla terra, ai suoi residui pesanti, per poi arrivare ai monocromi bianchi che sposano il cielo tra il nulla e l’assoluto”, scrive Flaminia Cruciani, archeologa e poetessa.
Ed è il bianco, quindi, che predomina. Perché spesso, al fascino del bianco gli artisti non resistono. “
Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto”, ci spiega allora Kandinsky.  Ecco, il bianco come assenza di suono. Come luogo della purezza, luogo del niente o luogo dell’invisibile. E dell’infinito. Perché il bianco può narrare storie di silenzi. E di sottrazioni progressive fino a giungere alla soglia del nulla. E poi ancora, può riportare all'inifinito delle origini in un esercizio di estrema attrazione.

“E i monocromi bianchi di De Palos hanno lasciato andare il superfluo – continua Flaminia Cruciani -, sono manifestazioni di essenzialità ancestrale”. Ecco allora materiali quali legno, colori acrilici, cocco gommato e tessuti di lino che si intersecano in una superficie bianca e splendente. Stimoli inediti si ergono da quadrati e rettangoli bianchi su fondi bianchi. Giochi intellettuali in cui il bianco, appunto, infiamma la fantasia così come fece con Winckelmann.
Perché, a decretare la vittoria incontrastata della monocromia del candido bianco, arrivò la scoperta di Laocoonte. L’opera d’arte, venuta alla luce il 14 gennaio del 1506, aveva ovviamente perso, durante la sua millenaria permanenza sotto terra, la sua colorazione originaria. E allo scavo assistette di persona, tra gli altri, lo scultore Michelangelo. Questo straordinario effetto di bianco abbagliò letteralmente lui e gli artisti dell’epoca, e stimolò un così forte impatto sul gusto estetico di quel tempo e futuro da far imporre come genere artistico la scultura non dipinta, possibilmente di nudo marmo.

E le opere di De Palos creano un effetto che va a enfatizzare sempre l’impresentabile e l’indicibile. Opere sinfoniche in cui si possono ritrovare, qui e lì, poesie di Lidia Sella. Perché “l’arte non è solo vedere, udire, toccare, gustare, odorare, ma soprattutto sentire col cuore”. (Arianna Sonia Scollo).

Alessandra Pirri, da Giornale Metropolitano (giornalemetropolitano.it)


Gianfranco de Palos è nato a Roma nel 1942, si è dedicato a studi classici e musicali, ha frequentato l’Accademia di Brera   sotto la guida dello scultore Ettore Calvelli.
Ha effettuato viaggi culturali in Europa e negli Stati Uniti.
E' stato in giuria a diversi concorsi di arte visiva, di letteratura e gastronomia.
E' stato cofondatore del gruppo "Arte della luce" collaborando all'attività artistica con il fondatore Salvadore Presta.
Nel 2010 ha fondato con Andrea Bulferetti e Vincenzo Guarracino, per la poesia edita. il concorso nazionale "Pontedilegnopoesia".
Nell'anno 2011 ha fondato, con Vincenzo Guarracino e Sandro Boccardi, il collettivo "I Pentagrammatici" a Sesto San Giovanni, Milano.
Hanno aderito a sue iniziative culturali alcuni tra i maggiori poeti italiani: Raboni, Sanguinetti, Bertolucci, Sanesi, Merini, Spaziani.
Ha partecipato a mostre collettive e personali in Italia e all'estero.
Collabora attualmente con la "Fondazione Artestruktura".
Vive a Sesto San Giovanni, Milano.

 

 Gianfranco De Palos  
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)
23 settembre > 11 ottobre 2017
Tutti i giorni 10.00 > 22.00

Ingresso libero



Inaugurazione sabato 23 settembre ore 18.00
presso la Sala Civica «G. Craffonara»
   
 

 

Alcune immagini delle opere esposte e dell'inaugurazione

  


Gianfranco De Palos
L'assenza del colore come poesia assoluta

A osservare tutta l’opera di Gianfranco De Palos si re­sta sorpresi da una cosa: la rigorosa fedeltà a un principio costruttivista, secondo cui è la geometria il codice espressivo entro cui muoversi e inventare, entro morfologie scritturali di raffinate variazioni (eppure armonicamente coerenti), fino alle conseguenze più estreme. Lo aveva già precisato Pedro Fiori nel lontano 1982, quando, in un articolo comparso sulla rivista D’Ars, aveva parlato di un operare che corrisponde ad un "rituale visivo" nel modo di apparire e articolarsi delle sue i­magini, quasi corrispondendo a una sorta di "equazione in divenire", rilevando come "da un lato ci sono i sintagmi razionali che danno un ordine alle strutture (i significanti); dall'altro, esistono le ignote dimensioni della memoria (i significati) che lasciano aperta la sua ricerca agli stati mentali ed emotivi del fruitore, ai differenti moduli di lettura".
Nel tempo, ciò si è fatto sempre più chiaro, fino alle produzioni più recenti: fino ai Monocromi che caratterizzano l'esito attuale delle sue ricerche proteso ad una pulizia estrema e a un rigore espressivo che “inventa” il bianco, l’assenza del colore come poesia assoluta, come linguaggio del mistero stesso dell’arte. Opere in cui "il colore senza fine", "il colore clandestino", per usare alcuni titoli di opere della fine del primo decennio del Nostro Millennio, finalmente realizzano l’auspicio dell’artista di liberarsi dalla "prigione del colore", lasciando depositare sul supporto del quadro soltanto l’eco, la traccia pura di un sogno di perfezione, l’ascetica felicità di un’armonia senza contrasti.

Vincenzo Guarracino
Opere in permanenza nei seguenti musei

Galleria d’Arte moderna Card. G. Lercaro – Bologna
Museo d’Arte dantesca– Ravenna
Museo di sculture all’aperto Sissi Pagani – Castellanza (Varese)
Biblioteca pubblica Palazzo Sormani – Milano
Medagliere della Città del Vaticano – Vaticano
Cathedral Museum Mdina – Malta
Museo della Villa San Carlo Borromeo – Senago (Milano)
Monriaanhuis museum Amersfoort (Olanda)
Ass. Culturale Artestruktura – Desenzano del Garda (Brescia)
Museo Barghellini – Pieve di Cento (Bologna)
MUSPAC – Museo Sperimentale di Arte Contemporanea – L’Aquila

 

 

  

Informazioni aggiuntive