Romanzi a colazione

Dal 1° febbraio torna l'appuntamento in biblioteca con i ROMANZI A COLAZIONE!
Uno degli appuntamenti più amati in biblioteca a Riva del Garda.

Modera gli incontri Ludovic Maillet


Romanzi a colazione 2020

Questi gli appuntamenti


Vite nel Kaos di Loreta Failoni e Gabriele Biancardi

 


Vite nel Kaos di Loreta Failoni e Gabriele Biancardi


        
Edizioni Curcu Genovese

 

Al bar Kaos, si intrecciano le storie di vita di tante persone.
Ognuno ha i propri pensieri, ognuno ha i propri problemi.
Un crocevia di varia umanità, un affresco di personaggi che lascia intendere che ognuno di loro possiede storie interessanti da raccontare. Sfilate di solitudini umane, di fallimenti, tormenti ma anche sorrisi e speranza, si alternano ai tavoli di un bar, luogo della socialità e dell'allegria, e ci suggeriscono come in realtà molti di noi per la maggior parte del tempo indossino una maschera, per celare un'identità o una ferita con cui si fa fatica talvolta a convivere. Quindici racconti che ci fanno riflettere sulla vita, sui suoi casi tanto vari e diversi, sulle diverse esperienze delle persone, ciascuna con il proprio Kaos dentro di sé. Per la mitologia greca, come spiega il gestore del bar, il kaos indicava infatti lo spazio aperto, il vuoto da cui tutto ha avuto inizio. Un vuoto riempito di storie.


Loreta Failoni
nata prima dell'allunaggio ma dopo Albert Einstein, ha insegnato matemati¬ca per molti anni. Ora si occupa di libri, spet¬tacoli e di cinema. Il suo romanzo d'esordio, La bisettrice dell'anima, che l'ha condotta in tutta Italia e negli USA, ha vinto molti premi tra cui il prestigioso Firenze per le culture di pace, dedicato a Tiziano Terzani. Ama la pianura e vive in montagna. Ama la scienza e i numeri e si occupa di teatro.


Gabriele Biancardi
nato prima di Woodstock, ma dopo Elvis Presley.
Ha un pensiero filosofico molto preciso: "Lavorare meno, lavorare tu"
Voce della radio dal 1980, scrive per il teatro, e ha pubblicato due romanzi.
Suona in due gruppi e fa lo speaker di volley. Vegetariano per scelta, sempre per scelta ri¬spetta chi invece non lo è.
Ama il mare e vive in montagna. Ama il pianoforte e suona la batteria. Entrambi gli autori sono al loro terzo romanzo, il primo scritto a quattro mani.

 

 

  


                La maledizione del numero 55 di Massimo tedeschi 



La nave di Teseo
 

 

 

Salò, marzo 1938. L’apparente calma del lago di Garda è messa a soqquadro dalla frenetica preparazione della Mille Miglia, la mitica corsa automobilistica che collega Brescia e Roma, diventata una vetrina decisiva per il regime fascista. Il commissario Italo Sartori ha appena litigato con la sua amante, la ricca, audace vedova Anna Arquati, che vive sull’altra sponda del golfo di Salò: la donna vuole partecipare alla Mille Miglia con la sua auto, ma il commissario Sartori, abruzzese di nascita trapiantato sul Garda come il sommo vate D’Annunzio, non è d’accordo. Una scia di morti sospette sconvolge la vigilia della corsa: la squadra francese della Delahaye è vittima di un incidente, mentre prova la sua vettura lanciata a tutta velocità lungo la Gardesana; pochi giorni dopo un oscuro destino attende Luigina Stroppa detta Nefertari, una veggente locale che aveva predetto sciagure durante la Mille Miglia. Il commissario Sartori si trova così con due misteri da risolvere, tra le pressioni dell’Ovra, l’odiosa polizia segreta fascista, le ingerenze di questori proni al potere, i depistaggi, le delazioni e il languore crescente dovuto alla distanza della sua amante.
Massimo Tedeschi costruisce un’indagine perfetta per un investigatore fuori dagli schemi, un personaggio indimenticabile che arricchisce il giallo italiano di un nuovo protagonista.


Massimo Tedeschi
, giornalista professionista, come caporedattore del “Corriere della Sera” ha fondato e diretto il dorso bresciano del quotidiano di via Solferino. Ha collaborato con diverse testate nazionali e locali, è autore di libri di storia politica, economica, sociale e culturale. Nel 2016 ha creato la figura del commissario Sartori cui ha dedicato Carta Rossa (2016), L'ultimo record (2017) e Villa romana con delitto (2018).

 

 

  

 




  Gleba di Tersite Rossi





Pendragon

Visita le pagine internet
dedicate a questo romanzo



 

“La vita, originata com’è dalla terra umida e fertile, se non viene dissodata da nuove mani e abbeverata da nuove fonti, finisce per assomigliare soltanto alla propria caricatura: una zolla secca e arida. Zolla da servire. Zolla da schiavi. Gleba”

Paolo
, ragazzo insicuro e introverso, frequenta una scuola elitaria, dove gli studenti sono spinti a una competizione feroce come quella del mercato del lavoro che li attende. 
Adriana, impiegata modello in un colosso dell’e-commerce, la sera torna a casa e studia da brigatista, per vendicarsi dei padroni che le han portato via il marito e la migliore amica.
Amina, figlia d’immigrati marocchini, dopo la morte sul lavoro del padre si è smarrita nel tunnel del vuoto esistenziale, da cui prova a uscire abbracciando il jihad.
Enrico e Valeria, marito e moglie, conducono una vita precaria come il loro lavoro; lui sublima con la letteratura, la palestra e le avventure extraconiugali, lei con il sogno di un figlio.
Proprio quando queste esistenze così distanti, ma tutte asservite, inizieranno a toccarsi e a confidare in una svolta, comincerà il conto alla rovescia di un duplice, pazzesco attentato terroristico, pronto a travolgere tutto e tutti. A sperare di resistere sarà solo chi avrà il coraggio di svolgere il mestiere più difficile: quello di vivere.


Tersite Rossi
è un collettivo di scrittura
Esordisce nel 2010 con il romanzo “È già sera, tutto è finito” (Pendragon), appartenente al genere della Narrativa d’Inchiesta e centrato sul tema della cosiddetta trattativa fra Stato e mafia d'inizio anni Novanta (finalista al Premio Alessandro Tassoni 2011 e al premio Penna d’Autore 2011).
Nel 2012 esce il suo secondo romanzo con le “edizioni e/o”, il noir distopico Sinistri”, all’interno della collana “SabotAge” curata da Massimo Carlotto, ambientato in un futuro fin troppo prossimo, intriso di tecnocrazia liberticida e folli tentativi di ribellione.
Nel 2016 esce il suo terzo romanzo, il thriller economico-antropologico "I Signori della Cenere" (Pendragon), a chiudere la "trilogia dell'antieroe" avviata con i precedenti due, sullo sfondo della crisi finanziaria d'inizio millennio e delle sue ragioni più profonde, ancestrali.
Nel 2019 esce il suo quarto romanzo, "Gleba" (Pendragon), appartenente al filone della new italian epic e centrato sulla tematica del lavoro, sfruttato e vendicato, che segna l'ingresso nell'era del post-eroe.
Elementi ricorrenti nei romanzi di Tersite Rossi sono la riflessione sul potere e i suoi abusi, l'ineluttabilità della sconfitta di chi prova a sfidarlo, l'incastro fra la Storia con la maiuscola e quella con la minuscola, lo svolgersi inesorabilmente circolare delle vicende umane, il ruolo talvolta cinico, talvolta salvifico, comunque sempre decisivo, della casualità e del fato.
L
pseudonimo è un omaggio al signor Rossi, l'uomo della strada, e a Tersite, l'antieroe omerico, emblema dell’opposto di ciò che tutti si attendono. È brutto, debole e codardo in un mondo di belli, forti e coraggiosi. È il sacco dei rifiuti che stona nella dimora linda della pubblicità. È il compagno di classe di cui non ci si ricorda mai il nome. È la fine quando tutti parlano d’inizio. È l’alba quando tutti pensano al tramonto. È l’ombra che nessuno vede, perché è arrivata troppo presto. O troppo tardi.

 

          

   




  L'altra metà di Matteo Tovazzi

Edizioni Forme Libere

 

Dopo Quella luce in fondo al lago i coniugi Sandro e Sara Olivieri tornano protagonisti di un nuovo mistero che si svolge presso la loro locanda.
Sara, durante una notte di sonno irrequieto, sente il verso di una civetta: secondo una leggenda locale significa che una persona morirà in breve tempo. La notizia si diffonde velocemente in paese, dando origine a una crescente sensazione di paura e a una morbosa attesa che si compia il presagio di morte. Nel frattempo alla locanda arrivano i membri di un’associazione dedita al paranormale, interessati a studiare le tradizioni locali. In particolare sono speranzosi di poter assistere all’apparizione del fantasma della dama bianca, una donna morta due secoli prima e la cui anima sembra vagare ancora presso il lago e nei boschi vicino la locanda. Ma gli strani eventi che si verificano hanno davvero un’origine occulta, oppure sono fatti spiegabili razionalmente?
Da qualunque parte arrivi il pericolo, il clima, col passare dei giorni, si fa sempre più carico di tensione, favorendo scompiglio e inquietudine, ma soprattutto la scoperta di una realtà diversa da quella visibile, una realtà che va oltre le apparenze: l’altra metà.

Matteo Tovazzi è nato in provincia di Trento nel 1975. Con "Sotto la polvere" ha vinto la seconda edizione del Concorso Letterario “Manerba in Giallo” (sezione editi). Ha inoltre ricevuto i seguenti riconoscimenti al Premio di Narrativa Gialla Inedita “Delitto d'Autore”: 2° posto per "Sotto la polvere" (V edizione), 2° posto per "Quella luce in fondo al lago" (VII edizione)

 

  

 

 





Centro Culturale La Firma


        




Mandacaru



        Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la
Biblioteca Civica alle ore 10.00

Riva del Garda (TN) - Piazza Garibaldi 5
Entrata gratuita

 
Biblioteca Civica Riva del Garda

 



Pagina facebook Biblioteca Civica

Per informazioni:
Biblioteca civica di Riva del Garda
0464 573806


Festival Giallo Garda       Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Visita la pagina internet dedicata all'iniziativa
 


Alcuni momenti degli incontri con gli autori...

  
 

 

 

La Firma Cinema

Lunedìcinema | Cineforum  2019 - 2020
  

Carissimi amici,

nel 2011 abbiamo iniziato timidamente a fare un paio di cicli di film a Riva del Garda e l'anno successivo è nato ufficialmente LunedìCinema in collaborazione con i Comuni di Riva del Garda e Arco con successo crescente. Sono dunque otto anni che ogni autunno presentiamo alla cittadinanza dell'Alto Garda una selezione particolarmente significativa di film che hanno fatto a vario titolo la storia del cinema. Anno dopo anno abbiamo affrontato tantissime tematiche e anche quest'anno vi presentiamo cinque cicli di film che si alterneranno tra Riva ed Arco a partire dal 14 ottobre per concludersi il 30 marzo del 2020. Abbiamo scelto alcuni cicli strizzando l'occhio all'attualità e altri nella speranza di far (ri)scoprire attori e generi a volte trascurati dalle programmazioni ufficiali.

Inizieremo proprio da una delle Grandi Dive della storia del cinema: Marlene Dietrich, un'attrice e una donna che non ha avuto paura di schierarsi contro il suo paese nel momento terribile della Germania nazista e della Seconda Guerra Mondiale.
Dedicheremo a lei quattro film, tutti diretti da Joseph von Sternberg, il suo scopritore e Pigmalione che la diresse in sette lungometraggi nella prima metà degli anni Trenta e ne consacrò il mito. Sternberg diresse nel 1930 l'
Angelo azzurro che fissò per sempre nell'immaginario universale le caratteristiche del suo personaggio e la consacrò femme fatale per eccellenza.

50 anni fa l'uomo sbarcò sulla luna e ci sembrava doveroso dedicare un ciclo di film a questo avvenimento che ha segnato la nostra storia. Partiamo con Uomini veri, che mostra proprio alcuni piloti della NASA intenti nel primo progetto di esplorazione spaziale americano, il Programma Mercury.

Altro anniversario importante per l'Italia ma più in generale per l'intera storia del cinema sono i 100 dalla nascita di Federico Fellini e a lui dedichiamo un ciclo di film a Riva cercando di mostrarvene alcuni poco conosciuti e che sono un'”emanazione” diretta di un progetto a cui Fellini lavorò per moltissimo tempo senza riuscire a portarlo a termine, Il viaggio di G.Mastorna. A questi film abbiamo aggiunto il primo grande successo del regista, i Vitelloni, termine entrato nel nostro linguaggio corrente grazie a quest'opera.

Seguirà ad Arco un'interessante serie di film dedicati ad un genere cinematografico prettamente americano: il road movie, e cioè quei film che si svolgono “sulla strada” e che tanta parte hanno nell'immaginario degli Stati Uniti. Non potevamo ovviamente non mostrarvi il capostipite del genere, Easy Rider, che quest'anno festeggia pure lui i suoi 50 anni!

Concluderemo la stagione a Riva con quattro film dedicati a Judy Garland, diva scomparsa anche lei nel 1969 a soli 47 anni e che ci permette di riflettere e rivedere alcuni capolavori di un genere cinematografico come il musical alle volte un po' trascurato dalla nostra rassegna.

Buone visioni a tutti!
Ludovico Maillet
 

lunedìcinemacineforum  

  PROGRAMMA  2019  |  2020    ARCO  |  RIVA DEL GARDA

         
         
  MARLENE DIETRICH E IL SUO PIGMALIONE
   
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 14 ottobre  L'angelo azzurro (1930) di Josef von Sternberg
   
  lunedì 21 ottobre
Marocco (1930) di Josef von Sternberg    
  lunedì 28 ottobre Shanghai Express (1932) di Josef von Sternberg    
  lunedì 4 novembre L'imperatrice Caterina (1934) di Josef von Sternberg
   
         
       
  LA LUNA VISTA DALLA TERRA    
         
 ARCO   lunedì 11 novembre  Uomini veri (1983) di Philip Kaufman    
  lunedì 18 novembre Apollo 13 (1995) di Ron Howard    
  lunedì 25 novembre
Moon (2009) di Duncan Jones    
  lunedì 2 dicembre Space Cowboys (2000) di Clint Eastwood    
         
       
  100 ANNI CON FELLINI      
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 13 gennaio I vitelloni (1953) di Federico Fellini    
  lunedì 20 gennaio Toby Dammit (1968) di Federico Fellini    
    Block notes di un regista (1969) di Federico Fellini    
  lunedì 27 gennaio
Fellini Satyricon (1969) di Federico Fellini    
  lunedì 3 febbraio Roma (1972) di Federico Fellini    
         
       
  ROAD MOVIE: IL GENERE AMERICANO PER ECCELLENZA    
         
 ARCO   lunedì 10 febbraio Easy Rider (1969) di Dennis Hopper    
  lunedì 17 febbraio
Punto zero (1971) di Richard C. Sarafian    
  lunedì 24 febbraio Thelma e Louise (1991) di Ridley Scott    
  lunedì 2 marzo Paper Moon (1973) di Peter Bogdanovic    
         
       
  50 ANNI SENZA JUDY GARLAND    
         
 RIVA DEL GARDA   lunedì 9 marzo Il mago di Oz (1939) di Victor Fleming    
  lunedì 16 marzo Incontriamoci a Saint Louis (1944) di Vincente Minnelli    
  lunedì 23 marzo Ti amavo senza saperlo (1948) di Charles Walters    
  lunedì 30 marzo E' nata una stella (1954) di George Cukor    
         
         

  

Comune di Riva del Garda

Comune di Riva del Garda

       
Comune di Arco 

 Comune di Arco

Inizio proiezioni ore 21.00

Riva del Garda - Auditorium del Conservatorio
Arco - Palazzo dei Panni

Il programma potrà subire variazioni

 

Federazione Italiana Cineforum



La Firma Cinema

Ingresso con tessera FIC
euro 12.00 valida per l'intera stagione
euro 5.00 per gli studenti fino a 25 anni

Il tesseramento è possibile anche la sera delle
proiezioni prima dell'ingresso in sala

 Per informazioni:
 
Comune di Riva del Garda
Unità Operativa Attività Culturali, Sport e Turismo
Telefono 0464 573918
www.comune.rivadelgarda.tn.it



Comune di Arco
Servizio Attività Culturali
Telefono 0464 583619
www.comune.arco.tn.it

 

 

 

28 settembre > 20 novembre  2019


Il Centro Culturale "La Firma" è lieto di invitarvi all'inaugurazione della mostra collettiva in ricordo del gallerista Arrigo Colorio 

 

 

 

Mostra collettiva omaggio ad Arrigo Colorio 

Omaggio ad Arrigo Colorio a dieci anni dalla scomparsa
 Sabato 28 settembre presso la Sala Civica “G. Craffonara” si inaugura una collettiva dedicata al gallerista rivano.
Cura e allestimento di Romeo Galletti, Franco Chiarani e Livio Tasin presentazione di Nicoletta Tamanini

 

Arrigo Colorio è stato un protagonista della vita artistica di Riva del Garda a partire dagli anni Sessanta. La sua Galleria di via Maffei per decenni ha ospitato i più importanti artisti dell'epoca. A dieci anni dalla scomparsa il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda gli dedica una mostra collettiva che aprirà i battenti sabato 28 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria Civica “G. Craffonara” di Riva del Garda.

Ad esporre saranno gli amici e i colleghi che hanno collaborato con Arrigo Colorio nel corso dei decenni: 
Bruna Aprea, Caterina Benamati, Giuseppe Bravi, Gino Carrera, Anna Caser, Franco Chiarani, Patrizia Comand, Renzo Cursaro, Fernanda Fedi, Fritz Froelich, Ivo Fruet, Diego Galletti, Bruno Gambone, Gino Gini, Manfred Henninger, Ugo Nespolo, Gaston Orellana, Remo Pasetto, Amina Pedrinolla, Luigi Pizzini, Riccardo Schweizer, Medhat Shafik, Alberta Struffi, Paolo Tait, Livio Tasin.

Arrigo Colorio, lo ricordano gli amici del Centro Culturale “La Firma”, era una persona vigorosa, di forte tempra, che amava la vita, le sue cose, i suoi quadri, i suoi libri, e continuava a fare progetti per il futuro. Aveva un profondo rapporto con la natura, nella quale si immergeva solitario, facendo interminabili passeggiate sul lungolago e in montagna, e lunghe nuotate nel golfo di Riva da primavera fino all’autunno inoltrato, godendo del contatto fisico con l’acqua del lago che tanto amava. Arrigo aveva un animo sensibile, che celava anche a se stesso con un carattere burbero e spigoloso. I suoi modi bruschi e sbrigativi, talvolta irosi, spesso sconcertavano chi non lo conosceva, e questo certo non ha contribuito al pubblico riconoscimento dei suoi grandi meriti. 

Aveva iniziato ad occuparsi di arte con Dante Dassatti, nella Galleria Città di Riva in Piazza Garibaldi, poi le loro strade si divisero e Arrigo fondò la Galleria La Firma, che per anni è stata un punto di riferimento per gli amanti dell’arte contemporanea. Negli anni settanta e ottanta, quando a Riva il turismo fieristico e congressuale era ancora agli albori e gli inverni erano lunghi e desolatamente vuoti, Via Maffei era ravvivata dalla presenza di due storiche istituzioni culturali: la Libreria Tomasoni e la Galleria La Firma, dove Arrigo proponeva, ai pochi che le sapevano apprezzare, le opere di artisti spesso ancora poco noti ma di grande qualità. Cessata l’attività di gallerista, nel 1991 decise, assieme a pochi amici, di costituire un’associazione culturale, riprendendo il nome La Firma, allargando l’attività e aprendo lo spazio della galleria, anche ad eventi artistici e culturali di grande spessore: dibattiti su temi di attualità, presentazioni di libri, mostre fotografiche, performance artistiche.

Grande fu la sofferenza con la quale Arrigo Colorio, dopo anni di grande attività, visse la chiusura e lo sgombero della sede di Via Maffei, nel frattempo acquisita dal Comune di Riva, divenuta Galleria civica Craffonara, e destinata ad essere integralmente restaurata assieme all’intero palazzo Lutti. Dovette traslocare altrove tutto il fondo di tele, disegni, sculture che vi conservava.

A dieci anni dalla scomparsa, il “suo” Centro Culturale, oggi presieduto dal nipote Ludovico Maillet, gli dedica una mostra che altro non vuol essere se non l'occasione per ricordare un uomo che ha dato molto alla vita culturale di Riva del Garda senza nulla pretendere in cambio.

 

 

 Arrigo Colorio - Una vita per l'arte   
Sala Civica «G. Craffonara» Giardini di Porta Orientale
Riva del Garda (TN)


28 settembre  > 20 novembre 2019
Tutti i giorni 10.00 > 12.30  -  14.30 > 17.00

Ingresso libero


Inaugurazione sabato 28 settembre ore 18.00

Mostre 2019 - Galleria civica G. Craffonara
   
 
  
 
Alcune immagini delle opere esposte e dell'inaugurazione

 
 

  

UNA VITA PER L’ARTE
Mostra collettiva in omaggio ad Arrigo Colorio

Presentazione di Nicoletta Tamanini

 


Secondo e ultimo appuntamento espositivo del Centro Culturale la Firma di Riva del Garda per il 2019, la mostra “UNA VITA PER L’ARTE. Mostra collettiva in omaggio ad Arrigo Colorio” vuole ricordare, a dieci anni dalla scomparsa, uno dei suoi soci fondatori ed uno tra i più significativi protagonisti della vita artistico - culturale dell’Alto Garda dal dopoguerra agli anni 2000.

Nato nel 1927 ad Arco ma rivano d’adozione, Arrigo Colorio, a partire dalla fine degli anni ‘40, assecondando un’innata passione ed un naturale talento artistico che lo portano ad esprimersi inizialmente con un linguaggio prevalentemente figurativo, si avvicina al mondo dell’arte entrando in contatto con lo storico Gruppo Amici dell’Arte di Riva del Garda, fondato il 21 giugno 1946 da Luigi Pizzini già allora affermato artista. Del gruppo, nato da un’iniziale scuola serale di disegno creata da Pizzini dopo i suoi studi all’Accademia di Brera, fanno parte anche Carlo Pizzini, fratello di Luigi, Mario Bettinazzi, Roberto Zontini, Giovanni Bonat, Achille Dal Lago, Arturo Paluselli, Giacomo Vittone, Guido Zanolli, Francesco Santini, Giancarlo Tomba, Camillo Bolognini, e, come detto, Arrigo Colorio. Al Gruppo si avvicina in quel periodo anche Mario Matteotti, oggi novantasettenne, altro protagonista ed interprete, come artista, politico e curatore del Museo Civico e della Galleria della Rocca, della vita culturale rivana di quegli anni.

UNA VITA PER L’ARTE Mostra collettiva in omaggio ad Arrigo Colorio  - Benamati CaterinaDopo aver partecipato con impegno ed entusiasmo alle molteplici attività del Gruppo per un lungo periodo, Arrigo Colorio, collabora con Dante Dassatti presso la Galleria Città di Riva in Piazza Garibaldi quindi, grazie alla sua competenza critica e al desiderio di ampliare il panorama artistico rivano, nei primi anni ’60 apre nel nucleo storico di Riva del Garda, in via Maffei, la prestigiosa Galleria d’Arte La Firma che si distinguerà nel tempo per mostre di alto livello ospitando artisti giovani ed innovativi come Alighiero Boetti, Ugo Nespolo, Luigi Ontani e nomi internazionali provenienti dalle migliori gallerie d’arte contemporanea italiane.

Nel 1991, conclusa l’esperienza di gallerista, insieme ad alcuni amici e riprendendo il nome “La Firma”, Arrigo Colorio costituisce un’associazione culturale che ospita negli anni successivi eventi artistici e culturali di notevole spessore, nonché dibattiti su temi d’attualità, presentazione di libri e mostre fotografiche. Presidente e anima del circolo è, ovviamente, fino al 2009, anno della sua scomparsa, Arrigo Colorio; soci fondatori sono Clara Lotti, Claudio Malfer, Ludovico Maillet, Anna Caser, Franco Ballardini, Romeo Galletti e Livio Tasin. Grazie all’infaticabile passione per l’arte e per la cultura dell’associazione, hanno così potuto far conoscere al pubblico di Riva del Garda le loro opere, nomi come Alexander Calder, Alda Merini, Medhat Shafik, Sandro Chia e i patafisici benacensi ispirati dall’originale ricerca artistico - creativa del pittore, scultore e saggista Enrico Baj.

Scomparso Arrigo Colorio all’età di 81 anni, la guida del Centro per circa un decennio è passata nelle esperte mani dell’artista veronese Anna Caser. Attualmente presidente del Circolo è Ludovico Maillet, nipote di Arrigo che continua, coadiuvato dal nuovo gruppo dirigente dell’associazione, l’infaticabile impegno di stimolazione e promozione culturale di un territorio come l’Alto Garda, per sua naturale vocazione, ispiratore di fermenti, linguaggi espressivi e movimenti artistico - culturali anche alternativi ed originali.

Uomo passionale, incuriosito da ogni percorso e linguaggio espressivo, anche il più innovativo, Arrigo Colorio, viene oggi ricordato da amici e colleghi con stima e riconoscenza per la dedizione ad un mondo, quello dell’arte, spesso mutevole ed ingrato a cui Colorio, delicata sensibilità e raffinato senso critico celati da un carattere spesso spinoso e polemico, ha dedicato con passione tutta la sua vita.

Il percorso espositivo accuratamente studiato da Romeo Galletti, Franco Chiarani e Livio Tasin per proporre un raffinato e stimolante dialogo tra pittura e scultura, tra materiali e tecniche pittoriche assai diverse tra loro, tra artisti di epoche, provenienza e formazione varia, offre al visitatore un piccolo assaggio del lavoro svolto per decenni da Colorio durante la sua infaticabile ricerca di gallerista e di promotore culturale. Venticinque artisti, una quarantina di opere, molte di notevole interesse artistico, alcune anche di particolare valore storico, delineano così un originale viaggio nel mondo della creatività umana transitato per decenni nel centro gardesano grazie alla fantasia, alla curiosità e alla lungimiranza di un infaticabile sognatore.

Nicoletta Tamanini, settembre 2019

 

 

 

Un salto nel tempo agli albori del Novecento, quando il cinema muoveva i primi, straordinari passi.

È Cinema Estate, la rassegna che dal 9 luglio all'11 settembre nel cortile della Rocca propone tre serate con film muti accompagnati da musica eseguita dal vivo da Marco Dalpane (con l'ensemble Musica nel Buio) e da Massimo Giuntoli.



Cinema Estate 2019



L'inizio delle proiezioni è alle 21.30 il 9 luglio ed il 14 agosto. Alle 21.00 l'11 settembre. L'ingresso è libero. Inoltre il Museo Alto Garda (che ha una delle sue due sedi in Rocca) offre la possibilità di visitare gratuitamente il museo dalle 20 alle 21.30 con visite guidate a tema (alle ore 20).

Il primo appuntamento
, martedì 9 luglio, è con «Go West».
Commedia del 1925 diretta e interpretata da Buster Keaton (nella foto) della durata di 69 minuti. Conosciuto in Italia anche come Andate al West, è il primo film di Keaton senza i collaboratori che lo avevano accompagnato nelle pellicole precedenti: Jean Havez, Clyde Bruckman e Joseph Mitchell.

Go West di Buster KeatonLa trama: un giovane solitario e senza soldi, Friendless (Senzamici), si avvia verso il Far West in cerca di fortuna: caduto dal treno, si ritrova nel mezzo al deserto. Riesce a raggiungere un ranch, dove viene assunto per accudire il bestiame. Friendless viene incaricato di aiutare gli altri cowboys a controllare le mucche. Friendless, però, cade da cavallo e, vicino a lui, vede una mucca zoppicare. Allora le alza la zampa e le toglie una pietra che si era incastrato nello zoccolo. La mucca, riconoscente, inizia a seguire dappertutto Friendless e a proteggerlo. In una scena lo salva anche da un toro. I due diventano amici.
Quando il proprietario del ranch vende il bestiame, Friendless non potendo accettare che Brown-eyes finisca al macello, tenta in vari modi di salvarla e finisce con l'imbarcarsi sul treno che sta trasportando il bestiame a Los Angeles. Giunti in stazione, Friendless libera Brown-eyes e le altre mucche che invadono la città. Il proprietario del ranch viene avvertito che nessun capo del bestiame è giunto a destinazione ed egli rischia così la rovina. Parte immediatamente per Los Angeles insieme a sua figlia e arriva giusto in tempo per vedere Friendless riportare il bestiame nel recinto. Salvato dalla rovina, il proprietario del ranch è disposto a concedere a Friendless qualsiasi cosa vorrà chiedergli. "Lei", risponde Friedless indicando dietro di lui. Il proprietario del Ranch crede per un momento che si tratti della figlia la quale si trova proprio dietro al protagonista. In realtà Friendless indicava Brown-eyes che era dietro di lui nascosta da una staccionata.

Il film è accompagnato dalle musiche originali composte ed eseguite dal Maestro Marco Dalpane con l'ensemble Muscia nel Buio.



Comiche mute di Stanlio e OllioGli appuntamenti successivi

Mercoledì 14 agosto
la proposta è una selezione di comiche mute di Stanlio e Ollio.

Verranno proiettati i cortometraggi:
- Lasciali ridere (Leave 'Em Laughing) 1928, durata 22 minuti.
- Noi sbagliamo (We Faw Down) 1928, durata 20 minuti.
- Libertà (Liberty) 1926, durata 18 minuti.
- Affari in grande (Big Business) 1929, durata 14 minuti.

I film sono accompagnati dalle musiche composte ed eseguite al pianoforte da Massimo Giuntoli.




Mercoledì 11 settembre
si potrà vedere «L'Inferno», del 1911, film drammatico diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan (durata 68 minuti).

Il film è accompagnato dalle musiche originali composte ed eseguite dal Maestro Marco Dalpane con l'ensemble Muscia nel Buio.



Marco Dalpane

Il maestro Marco Dalpane, uno dei massimi esperti in Italia di musica per film, è autore della musica di decine di pellicole dei maestri del cinema, fra i quali Pabst, Murnau, Dreyer, Hitchcock, Lubitsch e Czinner, sia per organici cameristici sia per pianoforte solo. Più di recente ha realizzato l’ambizioso progetto di sonorizzare tutti i film muti firmati da Buster Keaton. Dalpane, che suona il pianoforte, sarà affiancato dalla sua ensemble Musica nel Buio, ovvero Claudio Trotta alla batteria, Tiziano Zanotti al contrabbasso, Francesca Aste al sintetizzatore, Alberto Capelli alla chitarra elettrica e Marco Zanardi al clarinetto.

Massimo Giuntoli
Compositore, performer, designer urbano e artista multimediale.
Dopo gli studi di pianoforte con Dante Galletta e Marvin Allen Wolfthal, inizia la sua attività, alla fine degli anni settanta, come compositore e polistrumentista.
Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la cosiddetta «scuola di Canterbury», Massimo Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio musicale contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l'accademia e una rosa alquanto eterogenea di linguaggi extracolti. Ricorrente è inoltre l'uso, spesso reinventato di tecnologie elettroniche della più varia specie.
Dal 1980 a oggi ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all'estero, (vedi "festivals exhibitions).
H
a composto colonne sonore per oltre cinquanta documentari (prodotti da Regione Veneto, De Agostini, Rizzoli).

Cinema Estate
Cinema Estate è curato dal centro culturale La Firma e realizzato con la collaborazione del Comune di Riva del Garda e del Museo Alto Garda. Un'appendice estiva che vuole dare continuità a Lunedì Cinema, il cineforum che ormai da diversi anni, da ottobre a maggio, si alterna tra Arco e Riva del Garda, coinvolgendo un pubblico crescente.

In caso di pioggia le proiezioni si tengono all'auditorium del Conservatorio.




     
09.07.2019

GO WEST


(69' - Commedia, USA 1925)
Regia di Buster Keaton

Commento musicale dal vivo

Ensemble musica nel buio
Musiche originali di Marco Dalpane
  Go West
 
Comiche mute di Stanlio & Ollio

 
14.08.2019

COMICHE MUTE
DI STANLIO & OLLIO


- Lasciali ridere (Leave 'Em Laughing) 1928, 22'
- Noi sbagliamo (We Faw Down) 1928, 20'

- Libertà (Liberty) 1926, 18'
- Affari in grande (Big Business) 1929, 14'



Commento musicale dal vivo
composto ed eseguito da Massimo Giuntoli
 11.09.2019

INFERNO


(69' - Drammatico, Italia 1911)
Regia di Francesco Bertolini

Commento musicale dal vivo
Ensemble musica nel buio 

Musiche originali di Marco Dalpane
   Inferno
     
     


   
Cortile della Rocca - Riva del Garda  
Cortile interno della Rocca

Riva del Garda (TN)

I
n caso di maltempo le proiezioni si svolgono
all'Auditorium del Conservatorio



Ore 21.30 - Ore 21 l'11.09.2019
Ingresso libero

Per l'occasione, entrata libera al Museo Alto Garda dalle 20 alle 21.30, con visita guidata a partire dalle ore 20.00

     
 


Alcune immagini della manifestazione

  

 

Informazioni aggiuntive